Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
Una splendida notizia per le sad girl di tutto il mondo: sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto come attrice nell’adattamento di La campana di vetro di Sylvia Plath. Secondo Deadline, la cantante sarebbe in trattative avanzate per il ruolo della protagonista Esther Greenwood. Se venisse confermata (e ci sono tutti i motivi per credere che lo sarà), verrebbe meno uno dei giuramenti che Eilish aveva fatto in passato, cioè quello secondo il quale non avrebbe mai e poi mai perseguito una carriera diversa da quella musicale. Negli anni, Eilish ha ribadito più volte di non amare la recitazione, nonostante i suoi genitori e il fratello abbiano un passato da attori. Il massimo che si era concessa, finora, è stato un cammeo nella serie tv Swarm (per chi volesse saggiare le capacità attoriali di Eilish, si trova su Amazon Prime Video), del collega e amico Donald Glover. Se dovesse cambiare idea, ci permettiamo di suggerire come sostituta Lana Del Rey: la cantautrice ha citato più volte Sylvia Plath nelle sue canzoni, anche recentemente, nel video di “White Feather Hawk Tail Deer Hunter”.
Chissà, forse Billie Eilish ha deciso di fare un’eccezione per amore di questo specifico romanzo. La campana di vetro, unico lavoro di fiction pubblicato da Plath mentre era in vita e uscito nel Regno Unito nel 1963 (un mese prima del suo suicidio), racconta il crollo psicologico di una giovane donna negli Stati Uniti degli anni Cinquanta. Il libro è considerato uno dei più influenti nella letteratura del Novecento sul tema della malattia mentale e delle pressioni sociali che opprimono le donne, oltre a essere ancora oggi il manifesto delle “sad girl”, la bibbia delle ragazze tormentate che il BookTok ha ereditato da Instagram e Tumblr. Nella sua musica, da molti definita “dark pop”, Billie Eilish ha sempre esplorato il tema della malattia mentale e della fragilità psicologica: l’accostamento, quindi, suona benissimo (anche se per ora, purtroppo non sembra che la collaborazione coinvolga la colonna sonora).
Negli anni il libro è stato più volte opzionato per un possibile adattamento cinematografico, ma ha avuto una sola trasposizione ufficiale (non molto amata dalla critica): il film del 1979 diretto da Larry Peerce. Di questo nuovo adattamento si sa ancora pochissimo, al momento l’unico nome confermato è quello della sceneggiatrice, che sarà Sarah Polley, già premio Oscar per Women Talking – Il diritto di scegliere. Pur non avendo mai recitato in un film, Eilish ha già un rapporto molto stretto con il cinema: ad appena 24 anni, lei e il fratello hanno già vinto due Oscar per le canzoni composte per No Time to Die e per Barbie. A maggio, inoltre, dovrebbe arrivare in sala Billie Eilish: Hit Me Hard and Soft, un concerto documentario girato in 3D da James Cameron.