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03:39 domenica 22 marzo 2026
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
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Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
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C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
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La Mostra del cinema di Venezia non è ancora iniziata e c’è già una prima polemica

Ad accenderla è stata la lettera aperta di Venice4Palestine, firmata da decine di artisti italiani e stranieri, in cui si chiede alla Biennale di esprimersi a sostegno di Gaza e contro Israele.

25 Agosto 2025

Il 27 agosto inizia l’82esima Mostra del cinema di Venezia, di cui ovviamente si parla già tanto da diverse settimane, visto anche il ricchissimo programma di quest’anno. Negli ultimi giorni si sta parlando di Venezia anche per un altro motivo, però: è già arrivata la prima polemica di questa edizione. Tutto è iniziato con la lettera aperta di Venice4Palestine, firmata da decine di registi, registe, attori, attrici, sceneggiatori, sceneggiatrici, professionisti e professioniste del cinema, in cui si chiede all’organizzatore della Mostra, cioè alla Biennale, di esprimersi a favore della causa palestinese e contro il genocidio nella Striscia di Gaza. L’invito è esteso anche a partecipanti e organizzatori delle Giornate degli autori e della Settimana della critica. Della lettera ha parlato molto la stampa italiana, prevedibilmente, ma anche quella straniera: ne hanno scritto Variety, Hollywood Reporter, Deadline, tra gli altri.

Nella lettera di Venice4Palestine (che potete leggere qui) si legge che «Il carico è troppo per continuare a vivere come prima. Da quasi due anni a questa parte ci giungono immagini inequivocabili dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. Assistiamo, incredulә e impotenti, allo strazio di un genocidio compiuto in diretta dallo Stato di Israele in Palestina. Nessunә potrà mai dire: “Io non sapevo, non immaginavo, non credevo”. Tuttә abbiamo visto. Tuttә vediamo». E ancora: «Invitiamo chi lavora nel cinema a immaginare, coordinare e realizzare insieme, durante la Mostra, azioni che diano risonanza al dissenso verso le politiche governative filosioniste: un dissenso espresso nel segno della creatività, grazie alle nostre capacità artistiche, comunicative e organizzative». Tra i firmatari ci sono, tra gli altri, Marco Bellocchio, Gabriele Muccino, Matteo Garrone, Mario Martone, Daniele Luchetti, Alice Rohrwacher, Ferzan Ozpetek, Barbora Bobulova, Alba Rohrwacher, Valeria Golino, Carolina Crescentini, Maya Sansa, Greta Scarano, Lunetta Savino, Jasmine Trinca, Laura Morante, Claudio Santamaria, Toni Servillo, Fabrizio Gifuni, Céline Sciamma, Charles Dance, Margarethe von Trotta, Roger Waters, Abel Ferrara, Ken Loach, Audrey Diwan e i registi palestinesi Arab Nasser and Tarzan Nasser, vincitori del premio Un Certain Regard all’ultimo Festival di Cannes con il loro Once Upon a Time in Gaza.

La lettera è stata pubblicata sabato 23 agosto e la risposta della Biennale è arrivata subito, attraverso un comunicato stampa. In esso si rivendica il ruolo della Mostra come «luogo di discussione aperta e attenzione per tutte le questioni fondamentali che riguardano la società e il mondo». Soprattutto, si sottolinea come l’attenzione alla questione palestinese sia dimostrata già nella selezione dei film in e fuori concorso di quest’anno. Viene citato, nella risposta della Biennale, The Voice of Hind Rajab, film di Kaouther Ben Hania che concorrerà al Leone d’oro, che racconta la morte di una bambina palestinese di 5 anni, abbandonata in una macchina durante un attacco dell’esercito israeliano a Gaza, nel 2024. Una risposta che, però, non ha convinto Venice4Palestine, che ha pubblicato (anche nelle storie Instagram) un suo comunicato stampa in cui si dice contenta dell’apertura al dialogo mostrata dalla Biennale ma rammaricata per il fatto che nella risposta non vengano menzionate né la Palestina né Israele.

La polemica è poi proseguita con un’altra iniziativa di Venice4Palestine: la richiesta di ritirare l’invito a Gerard Butler e Gal Gadot, protagonisti del film In the Hand of Dante di Julian Schnabel (che parteciperà fuori concorso), attore e attrice che più volte e in in più modi si sono espressi a sostegno dello Stato di Israele. Secondo quanto riporta l’Agi, ripreso anche in questo articolo di SkyTg24, Gadot non sarà a Venezia in occasione della prima del film, mentre la presenza di Butler al momento resta confermata. Una risposta della Biennale, su questa questione, non è ancora arrivata.

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