Guida anti-Fomo per la settimana dell’arte torinese

Una selezione degli appuntamenti secondo noi più interessanti nella Torino della nuova leva creativa, tra collettivi, spazi indipendenti e nuovi programmi espositivi.

29 Ottobre 2025

C’è un’altra Torino, che durante la settimana dell’arte vibra lontano dai padiglioni di Artissima e dalle istituzioni storiche. Una città fatta di spazi indipendenti, studi condivisi, seminterrati che diventano spazi espositivi per una notte, e collettivi che confondono i confini tra performance, musica e vita. Qui non ci sono badge, né vernissage su invito, ma una comunità libera e porosa, dove artisti, curatori, performer e soprattutto amici, si ritrovano per stare insieme, confrontarsi, reinventarsi. È la Torino della nuova leva creativa, dove l’arte si respira come un linguaggio comune più che come un evento da calendario. E la vera magia è questa, ovunque tu vada, c’è qualcosa in movimento, una costellazione di spazi che lavorano in rete, alimentando un fermento che non si esaurisce in sette giorni. È la Torino che non ha paura di mescolare codici e discipline, di fare della pratica artistica un gesto quotidiano, di farla uscire dai classici circuiti museali e riportarla nei bar, nelle strade, tra le persone. Una piccola guida degli appuntamenti secondo noi più interessanti.

Cripta747Secrets
Dal 2008 Cripta747 è una delle realtà più radicali della città, laboratorio, residenza e rifugio per artisti che non si accontentano della mostra da white cube. Nella notte del 31 ottobre, da Cripta, la memoria diventa una coreografia. Elena Francalanci e Andrea Bambini, mettono in atto Secrets, una performance che esplora il ricordo come sforzo fisico, mentale, emotivo. Il loro linguaggio è fatto di suono, luce e corpo, tutto si intreccia in un equilibrio precario e poetico, dove la ripetizione diventa un modo per ricordare, o per dimenticare. 

Associazione BastioneAnimismo ubriaco
Nato tra i banchi dell’accademia e oggi arroccato presso Villa Rey, Associazione Bastione è un collettivo che mescola pratiche performative, musica, costumi e delirio organizzato. Giovedì 30 ospita Animismo ubriaco, una notte di suoni, materia e movimento.  Un piccolo festival performativo dove l’esposizione si fa rito. Tra gli artisti, i Poncili Creacion, scultori di spiriti e mostri morbidi, Sant3 Molest3, collettivo queer che trasforma i costumi in mondi altri, e Altre500persone, tra drag, cabaret e catarsi. Il tutto accompagnato da una sana dose d’ironia, e leggerezza, nel senso migliore del termine.

PanopticonCon Schiuma
Forse l’appuntamento più poetico di tutti. Panopticon, collettivo che da anni sperimenta nuovi programmi espositivi, torna con Squatting: format d’invasione – gentile – dentro a luoghi comuni, e questa volta trova la sua casa in un bar di quartiere. Tutto nasce dalla schiuma, quella del cappuccino. Alice Visentin, Davide Sgambaro, Beatrice Favaretto, Valerio Nicolai e Lorenzo Silvestri presenteranno opere effimere visibili solo al momento dell’ordine, disegni fatti e disfatti nel tempo di un sorso. 

RecontemporaryYou Shouldn’t Have To See This
Recontemporary, spazio giovane ma già essenziale, dal 2018 si dedica alla videoarte come linguaggio politico e intimo, curando mostre che parlano più al presente che al mercato. Con You Shouldn’t Have To See This, i due artisti ucraini Yarema Malashchuk e Roman Khimei trasformano la video-installazione in uno spazio di empatia e riflessione. Le immagini di bambini deportati scorrono in silenzio, su ledwall di diverse dimensioni: un racconto visivo sulla violenza invisibile e sul nostro sguardo di spettatori. 

Paint It Black e Axis Axis – Phonetics
Nato dall’incontro tra Paint It Black, spazio espositivo e casa editrice torinese che intreccia editoria, arte e ricerca, e Axis Axis, progetto curatoriale indipendente, noto per le sue pubblicazioni e formati fuori dal coro, Phonetics è un festival dedicato all’editoria d’arte in tutte le sue forme, scritte, sonore, visive. Insieme hanno creato un piccolo ecosistema dove libri, suoni e corpi condividono lo stesso tavolo con letture performative, talk, live sonori e momenti conviviali. Un weekend in cui l’editoria d’arte smette di essere un feticcio da collezionista e torna a essere ciò che dovrebbe essere, un atto di comunicazione, rumoroso, fisico e imperfetto.

AlmanacIf We Were to Fall Silent (New Gen 2025)
Almanac Inn è da anni tra i punti nevralgici della scena indipendente Torinese. Un luogo dove si lavora per cicli, non per aperture. Con New Gen 2025, porta in mostra otto artisti under 30, Giulia Crivellaro, Abdel Karim Ougri, Mari Ferrario, Giulia Gaffo, Miriam Governatori Leonardi, Beatrice Mika Sakaki, Teresa Prati e Maria Luisa Zoccoli, in un percorso fatto di studio visit, errori condivisi e passione. Non è una mostra “scolastica”, ma un ritratto onesto della nuova generazione italiana, curiosa, collaborativa e senza paura di sporcarsi le mani.

Associazione BarrieraStories We Carry
Associazione Barriera, una delle storie più solide e affascinanti della scena torinese, chiude la settimana con la tradizionale Colazione a Barriera dove presenta  Stories We Carry, mostra curata in collaborazione con la galleria milanese eastcontemporary, dedicata alla narrazione come forma di memoria. In mostra Nikita Kadan, Aziza Kadyri, Mila Panić, Ala Savashevich, Slavs and Tatars, Anastasia. Tra le opere anche la performance itinerante dell’artista armeno-lituano Andrius Arutiunian, ARMEN, che trasforma Torino in un paesaggio di voci e ricordi attraverso un viaggio in taxi di 42 minuti con la colonna sonora di una musicassetta composta dall’artista, con campionamenti di musica disco proveniente dalla diaspora armena. Una riflessione intima e politica sul modo in cui le storie ci attraversano e ci tengono insieme.

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