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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
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È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
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Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

L’archivio personale di Joan Didion è stato aperto al pubblico

Lo si può visitare presso la New York Public Library: contiene interviste, sceneggiature, appunti, lettere e ricette.

27 Marzo 2025

Mercoledi 26 marzo la New York Public Library ha aperto al pubblico gli archivi di Joan Didion e di John Gregory Dunne. L’istituzione newyorchese aveva acquisito gli archivi nel 2023, due anni dopo la morte di Didion. «L’apertura di questa ricca, variegata e profondamente personale collezione sarà l’inizio di una nuova generazione di studi su Didion e Dunne», scrivono in un comunicato stampa Julie Golia, associate director della Rayner Special Collections Wing, e Charles J. Liebman, curatore della sezione della New York Public Library dedicata ai manoscritti. Studi che ribadiranno, se mai fosse necessario farlo, l’impatto che «le loro incredibili vite e carriere hanno avuto sulla letteratura americana, sul giornalismo e sulla cultura popolare».

Nell’archivio si trovano documenti di natura sia personale che professionale (tra questi ultimi: le bozze delle interviste di Didion a Linda Kasabian della Manson Family, a Joan Baez e ai Doors). Moltissime lettere, innanzitutto: lettere che Didion ha scritto a Dunne e Dunne a Didion, e lettere che i due hanno scritto a colleghi e amici come Margaret Atwood, Candice Bergen, Helen Gurley Brown, Michael Crichton, Nora Ephron, Allen Ginsberg, Diane Keaton, Justice Anthony Kennedy, Norman Lear, Jacqueline Onassis e Philip Roth, solo per citarne alcuni. Quasi altrettante sono le fotografie («diverse centinaia»), 26 sono invece le bozze di sceneggiature alle quali Didion e Dunne hanno lavorato assieme nel corso della vita.

Famosa anche per i dinner party che organizzava, Didion ha lasciato nell’archivio anche aneddoti e dettagli sulla cena: come scrivere un menu, come stilare una lista di ospiti, come scegliere il posto a tavola giusto per la persona giusta. Ci sono pure dei ricettari scritti a mano da Didion in persona. Ovviamente, l’archivio è pieno di appunti in cui la scrittrice racconta il suo matrimonio e la sua famiglia, parte dei quali saranno raccolti in Notes to John, libro postumo che uscirà in tutto il mondo ad aprile (in Italia lo porterà il Saggiatore). La collezione Didion-Dunne è visitabile da chiunque possieda una tessera della New York Public Library, si trova nella Manuscripts and Archives Division dello Stephen A. Schwarzman Building, sulla Fifth Avenue.

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