Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
La scena in cui Anthony Bourdain e Michael K. Williams cenano insieme al ristorante è difficile da guardare
In questi giorni sui social è impossibile non incappare in una qualche scena di The Wire, soprattutto quelle in cui il carismatico personaggio Omar Little si aggira per le strade fischiettando serenamente e disseminando terrore. Il 6 settembre l’attore che lo interpreta, Michael K. Williams (qui intervistato sul numero zero di Rivista Studio, uscito nel gennaio di dieci anni fa) è stato trovato morto nel suo appartamento di Brooklyn per una probabile overdose. Aveva 54 anni. Il mondo dello spettacolo ha espresso grande cordoglio, su Instagram gli omaggi al grande Jean Paul Belmondo, morto nello stesso giorno a 88 anni, hanno presto iniziato a intervallarsi ai video e i ricordi di Michael K. Williams. Tra i più toccanti c’è sicuramente quello pubblicato da Criterion Collection in cui l’attore seleziona e descrive con passione alcuni classici dalla ricca collezione di dvd (il primo che sceglie è Gomorra).
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Ma il video peggiore, se così possiamo dire, è sicuramente quello in cui l’attore cena con Anthony Bourdain: lo spezzamento di cuore, in questo caso, è doppio. Vedere sullo schermo il cuoco-presentatore che ha cambiato per sempre il modo in cui si racconta la cucina, morto suicida l’8 giugno 2018 – e protagonista di Roadrunner, documentario sulla sua vita di cui si è molto parlato qualche mese fa – è sempre difficile. Ma vederlo chiacchierare con Michael K. Williams è ancora più difficile. La puntata finale di No Reservation è ambientata nel quartiere di Crown Heights, Brooklyn, con loro due che cenano insieme da Gloria’s, gustando piatti tipici della cucina caraibica.
Michael K. Williams visiting Gloria’s with Anthony Bourdain on No Reservations is an iconic Brooklyn moment. h/t @rachelholliday @timdonnelly pic.twitter.com/2WEoS1Uon3
— James Crugnale (@jamescrugnale) September 7, 2021
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.