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15:09 giovedì 8 gennaio 2026
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.

Di cosa si è parlato questa settimana

Amica Chips che ritira la pubblicità "blasfema", Amadeus che lascia la Rai, Fedez che piange a Belve e le altre notizie degli ultimi giorni.

di Studio
13 Aprile 2024

Polemiche – L’unta del Signore
Una suora prende l’Eucaristia, chiude la bocca e si sente un “crunch”. All’ostia è stata sostituita una patatina, colpa di un’altra suora evidentemente golosa: eccola nell’inquadratura, che se le mangia tutta felice. Uno spot normale, oseremmo dire anche tra i più piacevoli in circolazione, ma figuriamoci. Apriti cielo, per l’appunto: Pillon, Porro e i soliti noti prontissimi a invocare la blasfemia. “Ora provateci con l’Islam”, tuonano. Ma perché dovremmo? Risponderemmo noi. Va a finire che la caciara è così forte che Amica Chips ritira lo spot. Che però potete ancora vedere su YouTube, per esempio qui.

Tv – NOVE settimane e mezzo
Sono pochi i volti televisivi in grado di fare le prime pagine dei giornali. Uno è Fazio, che infatti le ha fatte quando ha lasciato la Rai per andare al NOVE. Un altro è Amadeus, che purtroppo per la Rai (almeno, così a occhio) sta per fare la stessa strada. Gruppo Warner, quindi, a guadagnare sicuramente di più, dicono, e ad avere più libertà. Ovviamente non porterà con lui tutti i milioni di spettatori che lo seguono ogni sera, perché il bacino è destinato inevitabilmente a restringersi, ma potrebbe portarsi il programma: anche I soliti ignoti è in scadenza, come lui. In aggiunta, si parla di un altro format, stavolta musicale. Il rischio, ovviamente, c’è, e più che nel caso di Fabio Fazio: perché qui si tratta di un pubblico meno affezionato e “politico”, e quindi più volatile e meno fidelizzabile. A meno che non si inventino un Sanremo privato.

Personaggi – Chiagne e Fedez
Chi avrebbe mai pensato che tutto sarebbe diventato così grottesco: non stiamo parlando dei poveri bambini perennemente fotografati di spalle (ce la immaginiamo: bambini per favore giratevi, devo fotografarvi), ma di Fedez che, ospite della Fagnani, è sembrato a tutti (a giudicare dai commenti ai video circolati sui social) autentico, sincero, emotivo. Certo, facendo il confronto con l’inutile e imbarazzante dialogo di Chiara Ferragni con Fabio Fazio, Fagnani e Fedez sembrano Enzo Biagi e Pasolini. Ma proviamo per una volta a considerare Federico Leonardo Lucia per quello che è a prescindere da sua moglie, e ci accorgeremo che, forse, in realtà, neanche a lui è rimasto molto di interessante da dire, se non per salvarsi la reputazione mentre sua moglie affonda.

Politica – Pasticciotto pugliese
La lunga storia del corteggiamento, spesse volte umiliante, come lo sono certi corteggiamenti impossibili, del Pd ai Cinquestelle, e di Elly Schlein a Giuseppe Conte, pare essersi inabissata nelle paludi pugliesi, a causa di una vicenda quasi impossibile da riassumere, che coinvolge il presidente Emiliano, il sindaco Decaro e un supposto primato della morale sulla politica, ma che in realtà svela una volta di più, se mai ce ne fosse stato il bisogno, la pochezza della politica italiana e il fallimento precoce del progetto di una “nuova” sinistra, su cui pure i suoi pazientissimi elettori avevano riposto qualche speranza.

Cinema – Cannes nisciune è fess
L’anno scorso a Cannes abbiamo visto per la prima volta Anatomia di una caduta e La zona d’interesse, e gli organizzatori del Festival questa cosa la sottolineano spesso: qui si scoprono i film che poi tutti guardano, discutono e premiano. Un primato che Cannes vuole ribadire anche nel 2024, a giudicare da un programma ricco come mai: Coppola, Lanthimos, Cronenberg, Audiard, Serebrennikov, Schrader, Abbasi, Sorrentino, tutti insieme, tutti in concorso. E poi George Miller e Kevin Costner fuori concorso, e la Palma alla carriera a George Lucas. Di sicuro, c’è già un primo evento nell’evento che tutti aspettiamo: la “reunion” di Coppola, Lucas e Schrader, che si ritrovano a Cannes 40 anni dopo Mishima. «Together again», ha scritto Schrader su Facebook, pubblicando una stupenda foto d’epoca, diventata ovviamente già virale tra gli appassionati di cinema.

Stati Uniti – Fine pena mai
Un coccodrillo non si nega ormai a nessuna celebrity, per quanto trascurabile la sua fama sia stata, per quanto minuscolo sia stato il suo contributo all’immaginario collettivo, per quanto rovinosa sia stata la caduta dopo l’ascesa. Naturalmente, prima o poi doveva arrivare l’eccezione a questa regola, ed è arrivata con la morte di O.J. Simpson. Uno degli uomini più famosi della storia degli Stati Uniti, morto in una quasi indifferenza fatta di annunci stringati e comunicati stampa copincollati tutti uguali su tutti i giornali e su tutti i siti del mondo. Lo sappiamo, il caso O.J. Simpson ha cambiato la storia del diritto americano, dei media, di Hollywood, dello sport, ha portato a una svolta nel modo in cui discutiamo di razzismo e misoginia. E, adesso sappiamo anche questo, ha cambiato pure la storia dei coccodrilli.

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