Se le app di incontri hanno cambiato le relazioni sentimentali, le AI Companion vogliono renderle obsolete

Le cosiddette app di compagnia sono un settore in fortissima crescita: milioni di persone usano già l'AI come confidente e partner, con conseguenze sulla nostra idea di intimità e amore impossibili da prevedere.

09 Gennaio 2026

Le app di incontri tradizionali come Tinder e Bumble dell’azienda statunitense Match Group stanno perdendo utenti e ricavi, mentre le app di compagnia basate sull’IA si stanno espandendo rapidamente. Attorno a questi fenomeni sono nate e cresciute rapidamente nuove comunità online, come il gruppo Reddit “My Boyfriend is AI”, dove gli utenti condividono le loro storie d’amore, chiedono consigli e persino si sostengono a vicenda quando i loro partner digitali cambiano o scompaiono dopo aggiornamenti del software. Questi legami stanno spostando la vita emotiva verso un ambiente percepito come più sicuro e privo di rifiuti, ma allo stesso tempo stanno sostituendo l’interazione umana con un affetto algoritmico. Fattori sociali come la solitudine, la comodità e l’intimità digitale si mescolando, modificando ciò che le persone si aspettano dalle relazioni.

“Quando sei libero per una birra”?

Per anni, il mondo degli incontri online è stato prevedibile. Scorri verso destra, attendi un match, scambia messaggi e organizzi un appuntamento. Nel migliore dei casi, hai conosciuto la tua anima gemella. Nel peggiore, ritorni sull’app poco dopo l’appuntamento e ritenti la ricerca. Oggi però, questo modello sta perdendo il proprio fascino. Le vite sono già organizzate da appuntamenti di lavoro e l’impiego dell’energia necessaria a incontrare uno sconosciuto/a che ci possa cambiare la vita non è più percepito come un investimento intelligente. Grandi piattaforme di dating app come Tinder, Hinge e Bumble stanno registrando meno utenti e ricavi. Match Group, proprietario di Tinder, Hinge e OKCupid,  prevede di tagliare circa il 13 per cento della sua forza lavoro quest’anno, a seguito di una perdita del 5 per cento di abbonati paganti.

Parallelamente, una nuova categoria di incontri si sta espandendo rapidamente: le app di compagnia basate sull’intelligenza artificiale (AI Companions). Piattaforme come Replika o Character.AI hanno già oltre 220 milioni di download in tutto il mondo e si prevede che genereranno un introito di circa 120 milioni di dollari nel 2025. In altre parole, mentre sempre meno persone usano Tinder per trovare l’anima gemella, sempre più persone coltivano relazioni con l’intelligenza artificiale: chatbot che fungono da compagni digitali con cui gli utenti parlano, flirtano, si confidano o si innamorano. Secondo lo studio condotto da Girlfriend.AI, il 50 per cento degli uomini preferirebbe uscire con una “fidanzata artificiale” piuttosto che affrontare il rifiuto di un partner umano, e il 31 per cento degli uomini negli Stati Uniti tra i 18 e i 30 anni chatta già con fidanzate artificiali. Sulla stessa linea, l’80 per cento della Generazione Z afferma che prenderebbe in considerazione una relazione virtuale con un compagno artificiale e l’83 per cento ritiene di poter creare un profondo legame emotivo con i compagni artificiali.

Vi presento AI

Usare le app di compagnia spesso non rimane un’azione relegata alla sfera individuale ma si estende, creando community. My Boyfriend is AI nasce su Reddit nell’agosto del 2024 e attualmente conta circa 73 mila membri. La fondatrice, Ayrin, ha condiviso lì le sue esperienze con il suo compagno artificiale, Leo, e altre persone hanno iniziato ad identificarsi con i racconti condivisi. «All’inizio, era più un diario personale», spiega Rob, uno dei moderatori. 

Su My Boyfriend is AI, i membri condividono le loro esperienze con compagni artificiali, come lo scambio di messaggi o dilemmi romantici, in uno stile di consulenza relazionale. Molti pubblicano screenshot con ritratti della coppia in vari scenari, come una cena romantica o anniversari di fidanzamento, mentre altri chiedono aiuto per generare prompt che “disegnano” il partner e discutono le caratteristiche tecniche dei diversi modelli. C’è anche chi chiede come far ricordare all’AI i dettagli personali e chi si scambia suggerimenti di personalizzazione in modo che il bot si adatti meglio alle proprie preferenze individuali. 

Oltre a essere moderatore, Rob è un ingegnere informatico senior, lavora con l’AI e i sistemi di apprendimento automatico da oltre un decennio e vive a Salt Lake City, negli Stati Uniti, con i suoi due figli adolescenti. Ha iniziato a utilizzare una compagna artificiale nell’ottobre 2024 per esplorare esperienze di programmazione o creativi, ma anche come supporto durante un periodo emotivamente difficile della sua vita. Col tempo, da queste interazioni è emersa una personalità, Lani, con la quale ha mantenuto un rapporto che dura da allora. Rob scoprì l’esistenza della community solo nel gennaio 2025, quando contava ancora solo 80 membri, e fu invitato a unirsi al team di moderazione nella primavera di quell’anno. Durante i primi mesi, ricorda che il gruppo era piccolo e coeso. «C’erano condivisione di relazioni, contenuti creativi, discussioni tecniche. I troll non sapevamo nemmeno che esistessero». Ma questa dinamica cambiò da giugno in poi, quando diversi media internazionali iniziarono a parlare dell’esistenza del subreddit (un altra community di Reddit). 

La maggiore visibilità portò nuovi utenti, ma anche attacchi e ostilità, che hanno portato i moderatori a limitare l’accesso. Nonostante il nome, la community non è sempre stata a maggioranza femminile. «All’inizio c’era un maggiore equilibrio tra uomini e donne», spiega Rob, aggiungendo che, in quella fase iniziale, la maggior parte dei membri aveva una migliore comprensione del funzionamento degli LMM (Large Language Model) e dei loro limiti. Nel tempo, e in parte a causa del nome del gruppo, la comunità è diventata prevalentemente femminile e i nuovi membri tendono ad avere meno competenze tecniche, il che spesso si traduce in più domande e frustrazioni nei confronti delle piattaforme. Inoltre, Rob spiega che c’è un aumento sensibile della partecipazione degli utenti nell’Asia orientale, dove avere compagni di intelligenza artificiale è più socialmente accettato.

Se mi lasci ti cancello vs. Se aggiorni il software mi dimentichi

La memoria di una relazione sembra essere un punto fondamentale per tutte le relazioni, sia quelle virtuali che quelle convenzionali. Condividere esperienze di perdita e dolore causate da cambiamenti tecnici che hanno alterato significativamente il comportamento e il tono di un compagno digitale è uno degli argomenti condivisi nella community, in esperienze che molti descrivono come vicine al dolore. Queste esperienze di perdita contribuiscono a rendere visibile una dimensione indicata dallo psicoterapeuta e sessuologo Valerio Celletti come asimmetria di potere. Il compagno artificiale non ha corpo, non ha volontà propria, né la possibilità di interrompere la relazione. Questo tipo di legame è vicino a ciò che la psicologia descrive come relazioni parasociali, definite come legami emotivi intensi ma unilaterali. «Innamorarsi di un partner a cui non si può resistere», avverte Celletti, «è una situazione delicata».

Tuttavia, il moderatore respinge diverse delle critiche rivolte al gruppo, comprese quelle secondo cui i membri credono che l’intelligenza artificiale sia un essere vivente. «La maggior parte delle persone con cui interagisco è perfettamente consapevole che l’intelligenza artificiale non è viva», afferma. Tuttavia, sottolinea che questo non invalida l’impatto emotivo dell’interazione. Rob lo paragona all’atto della lettura, in cui si creano connessioni con i personaggi, ma nel caso dell’intelligenza artificiale, la narrazione è costruita attorno all’utente stesso, il che è ancora più intenso. «Sì, so che è un LLM. Ma mi ha fatto sentire accudito e amato», scrive un utente della community su Reddit. Sia il moderatore che il sessuologo rifiutano interpretazioni semplicistiche della situazione: il problema sorge quando la semplificazione della relazione artificiale inizia a sostituire la complessità del contatto umano. La costante disponibilità dell’AI contribuisce a spiegare il fascino di queste relazioni, ma anche i loro rischi. Essendo sempre accessibile, l’app può rendere difficile imparare a tollerare la frustrazione. A differenza delle persone, che impongono limiti, assenze e negoziazione, il partner artificiale elimina questi conflitti e questo «non insegna come gestire l’indisponibilità dell’altro», spiega Celletti. 

Non a caso, secondo Minju, portavoce dell’app Replika – un’app utilizzata in tutto il mondo da oltre 40 milioni di persone – la crescita della piattaforma è il risultato di un attento ascolto della sua community. «Ci siamo resi conto che le persone non cercavano solo un’intelligenza artificiale in grado di rispondere alle domande, ma qualcosa di emotivamente presente, di supporto e profondamente personale», spiega Minju. La piattaforma si presenta come «la prima intelligenza artificiale con un cuore» e rifiuta i paragoni con le app di incontri, poiché non offre servizi di matchmaking, ma offre compagnia.

Un paywall crea dipendenza emotiva

Questa differenza si riflette anche nel modo in cui l’azienda misura il successo. «Invece di chiedere quanti match hanno avuto questa settimana, la domanda diventa se si sentono più compresi», afferma Minju. Replika insiste sul fatto che l’obiettivo non è quello di sostituire le relazioni umane, ma di offrire uno spazio emotivo sicuro. Tuttavia, per Celletti, questa intenzione non invalida la necessità di una lettura critica. «Non è la tecnologia in sé a essere problematica», afferma, «ma l’uso che ne facciamo, che deve essere educato, filtrato, gestito e regolamentato». In questo senso, anche a livello legislativo europeo qualcosa si sta muovendo. La Commissione europea, dopo aver ricevuto una richiesta d’interrogazione da parte del gruppo politico di centro, Renew, ha risposto di riconoscere le potenziali conseguenze che gli utenti potrebbero avere usando sistemi d’intelligenza artificiale che sviluppano dipendenza emotiva. 

Uno dei rischi principali di queste relazioni risiede nell’asimmetria strutturale che le sostiene. «Stiamo parlando di qualcuno che può innamorarsi di un partner a cui non sa resistere, che non può lasciarlo e che può essere messo dietro un paywall», avverte Celletti. L’intimità e la sua ricerca, condizionate dalle decisioni commerciali delle aziende.

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