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20:42 venerdì 29 maggio 2026
Netanyahu ha detto apertamente di aver ordinato all’IDF di occupare almeno il 70 per cento della Striscia di Gaza Questo nonostante sia formalmente in vigore un cessate il fuoco che già garantiva a Israele il controllo sul 53 per cento della Striscia.
In Toy Story 5 c’è anche Bad Bunny e si è scoperto che interpreta il personaggio Fetta di pizza con occhiali Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».
C’è un tracker di voli aerei che segue solo i voli sui quali c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto Variazioni di altitudine, turbolenze, manovre inaspettate, rotte sbagliate: tutto quello che non vorremmo succedesse mai in volto, a portata di clic.
Il Tribeca è il primo grande festival al mondo a inserire in concorso un film fatto interamente con l’AI Dreams of Violets racconta le proteste in Iran del gennaio 2026, è costato 2 mila dollari ed è stato realizzato in tre mesi usando solo AI.
La nuova campagna di Jacquemus è un documentario su una giornata in compagnia di Pamela Anderson e dei suoi due figli Si intitola A Day With Pamela and Her Sons e ci sono i figli di Pamela Anderson che la prendono molto in giro.
C’è una proposta di legge di iniziativa popolare per tassare i grandi patrimoni anche in Italia Si tratta di un'imposta progressiva sui patrimoni superiori a 2 milioni di euro, che interesserebbe solo l'1 per cento della popolazione.
Firenze ha aumentato moltissimo le zone della città in cui è vietato aprire nuovi B&B e fare affitti brevi Nelle zone ora incluse nel blocco ci sono 67 mila abitazioni che ora non potranno essere destinate né all'uno né all'altro scopo.
Uno studio ha dimostrato che in un film è più probabile venga scelto come protagonista un uomo che si chiama Chris o un animale parlante piuttosto che una donna over 60 «Le donne sono metà della popolazione. E invecchiamo. Allora dove sono le storie su di noi?», ha commentato l'attrice Emma Thompson.

Duolingo

Imparare le lingue con l'obiettivo di riuscire a tradurre tutto internet, compilando codici reCAPTCHA

29 Giugno 2012

Un amico mi ha mandato un invito alla versione beta di Duolingo: un sito di corsi di lingua gratuiti online. Voglio reimparare il tedesco, che ho studiato a vent’anni e poi dimenticato quasi integralmente.

Per spiegare come funziona Duolingo cercherò di farlo passare per un’invenzione diabolica paragonandolo all’idea centrale di uno dei tre episodi della serie distopica inglese Black Mirror. Nell’episodio “15 Million Merits”, gli inglesi vivono chiusi in grandi palazzi senza finestre in cui guadagnano i crediti per mangiare pedalando tutto il giorno su delle cyclette di fronte a schermi su cui viene proiettata una quantità intollerabile di pubblicità e di cattiva televisione. Lo sforzo individuale si accumula e va a formare una consistente produzione di elettricità. Duolingo funziona in maniera simile: la lingua la si impara risolvendo una serie infinita di micro esercizi di traduzione che a forza di ripetizione di parole e strutture grammaticali e sintattiche ti infila in testa la lingua che vuoi imparare; la furbata è questa: i creatori di Duolingo intendono utilizzare la massa di frasi tradotte dagli utenti per arrivare a tradurre internet integralmente. L’idea è del professor Luis von Ahn, l’inventore di reCAPTCHA, quel programma che ci presenta stringhe confuse di lettere da leggere e inserire in una casella per confermare che siamo proprio noi a leggere la pagina che ci porta nelle zone chiuse dei siti internet.

Scopro oggi che il fine di reCAPTCHA è usare l’occhio degli utenti per insegnare alla rete a leggere testi cartacei confusi scansionati e non ancora riconosciuti. Von Ahn ha finanziato in parte la sua nuova idea con le centinaia di migliaia di dollari della borsa della fondazione MacArthur, il cosiddetto Genius grant. I Genius grant producono risultati vari. David Foster Wallace ci ha scritto Brevi interviste con uomini schifosi; David Simon, l’autore di The Wire, ci si è comprato la libertà mentale e la confidenza per scrivere Treme; Charlie Kaufman, lo sceneggiatore di Essere John Malkovich, l’ha usato per entrare in quel gorgo infernale che è il suo film Synecdoche, New York. L’idea di von Ahn sembra appartenere alla categoria degli usi sani del Genius grant. La domanda iniziale è: come far sì che 100 milioni di persone traducano tutta la rete gratis. La pensata del corso di lingua non è quindi il motore iniziale del progetto, ma, in un rovesciamento veramente geniale dei piani, il trucco per far lavorare gratis le persone, come nel caso di reCAPTCHA. Gli unici traduttori non pagati che possono avvantaggiarsi di un lavoro di traduzione sono infatti quelli che devono ancora imparare la lingua che traducono. Mi fa pensare a quei sogni in cui alla fine di una vicenda complicata c’è uno scoppio, un rumore assordante, ma in realtà il cervello ha rovesciato il tempo e l’intero sogno è stato causato da una porta che sbatteva.

Il sito ha concluso la sua fase beta ed è aperto al pubblico dallo scorso 19 giugno. Al momento, si possono imparare tre lingue – il tedesco, lo spagnolo e il francese – a partire dall’inglese, ossia traducendo le frasi in inglese, superando i singoli quadri del gioco senza fare più tre errori. Per ora mi va bene, è abbastanza semplice da poter essere portato avanti con l’inglese. Spero che nel frattempo Duolingo aggiunga altre combinazioni oltre a quella già presente che insegna l’inglese alle persone di lungua spagnola.

Duolingo ha un’altra qualità diabolica che non riesco a spiegarmi e che mi dà la sensazione di aver scoperto una nuova area del mio cervello: un pomeriggio non riuscivo a lavorare e mi sono messo come al solito a perder tempo sulla rete. Dopo aver controllato un po’ di notizie sugli Europei e la pagina Facebook in cui postano foto di tifose carine scollacciate, ho aperto Duolingo e mi sono messo a tradurre. Nei venti minuti in cui ho completatato rapidamente gli elementari esercizi, ho provato per tutto il tempo una sensazione molto familiare che non sperimento mai quando lavoro o quando imparo, ma solo quando perdo tempo: la sensazione, appunto, di essere un idiota che non riusciva a lavorare ma solo a cazzeggiare, che stava sprecando la sua vita su internet, che non sarebbe mai riuscito a combinare niente quel giorno, quest’anno, nella vita. Che è la sensazione che provo di solito quando guardo per un quarto d’ora schemi di calcio e foto di ragazze scollacciate. Dopo venti minuti di sensazione spiacevolissima mi sono finalmente reso conto che non avevo motivo di provarla, visto che mi stavo dedicando a uno dei compiti più nobili e noiosi mai affrontati dal genere umano: l’apprendimento della lingua tedesca. Dopo un primo sforzo di eliminare il senso di colpa e di inutilità ci ho ripensato e ho capito che è meglio così: se Duolingo continua a darmi le stesse brutte sensazioni di gazzetta.it e delle fotogallery di Max sarò in grado di leggere Thomas Mann in originale entro i prossimi mondiali.

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