Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Sta per uscire un videogioco ispirato a La donna che visse due volte di Hitchcock
Rincorri Kim Novak qua, fermala prima che si lanci dal Golden Gate, sfida le vertigini e sali sul campanile: non ce ne siamo mai accorti, ma La donna che visse due volte di Hitchcock è lo sfondo perfetto per un videogioco. Ad accorgersi, però, è stata Guerrilla Collective, famosissima produttrice di videogiochi indipendenti, annunciando l’uscita di Alfred Hitchcock – Vertigo prevista a fine anno. Come il film, anche il videogioco sarà un thriller psicologico, ma avrà in comune questo e pochi altri elementi, non trattandosi di un adattamento fedele, ma solo di un’ispirazione. Un giornalista del Guardian ha scritto che, «se funziona, potrebbe essere il futuro dei videogiochi connessi ai film. I giochi si stanno facendo sempre più cinematici, quindi perché non iniziare a crearli basandosi sull’estetica di un regista piuttosto che imitare la trama pari pari?».
La donna che visse due volte non sarà il solo film del grande regista da cui il videogioco prenderà spunto: infatti, a ispirare alcuni personaggi del videogioco saranno anche i protagonisti di Rebecca e Psycho, tra gli altri. Si tratterà di «una storia esclusiva e originale sull’ossessione, la memoria, la manipolazione e la follia», ha annunciato l’editore, che ha appena fatto uscire un coloratissimo teaser. Se poi funziona, immaginiamoci un videogioco che tragga ispirazione dalle atmosfere pastellose di Wes Anderson, tra torrette sulla spiaggia e corse sugli ascensori degli hotel ungheresi. Il Guardian ha addirittura proposto, visto il successo di Death Stranding, videogioco giudicato «noiosissimo e senza senso», di farsi strada col joystick anche nell’immaginario di Terrence Malik.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.