Stili di vita | Coronavirus

Immaginare l’estate che verrà

Dimenticate tutte le cose che sappiamo sulla stagione più calda, ecco come potrebbe essere.

di Valeria Montebello

Sydney, Australia - aprile 2020: fotografia dei balconi della nave da crociera Spectrum of the Seas (Photo by Cameron Spencer/Getty Images)

Casa, temperature tiepide, quasi estate. “Che sole oggi” è diventata un’imprecazione costante che ci ricorda cosa ci stiamo perdendo. Figuriamoci quando arriverà davvero l’estate. Il cervello umano (e italiano) è programmato per pensarla così: che sole oggi, potrei uscire a fare una passeggiata piccola piccola e arrivare fino al mare che vedo in lontananza, dopo un mese di clausura me lo merito, prendere un po’ di sole lì invece di fare contorsionismo sulla finestra. Non lo ammette ma mentre fa zapping con la faccia da zombie pensa: che sole oggi, potrei guidare e arrivare fino al posto più vicino, anche un lago va bene, mi accontenterei. Nell’angolo remoto del cervello di chiunque c’è la speranza che presto, magari a maggio, si uscirà saltellando di casa. Che avremo la meglio sui cinguettii ininterrotti che ci stanno facendo impazzire dicendo – sottotitolo del cinguettio – “Io posso andare dove mi pare e tu no”. Altro che podcast con i rumori del bosco su Spotify, ormai viviamo in un podcast con i rumori della primavera dal vivo. Per non arrivare a voler uccidere ogni uccellino del quartiere, bisogna prepararsi stoicamente a una verità assoluta: quest’estate sarà lunga e sarà una tortura.

Bisogna prepararsi a un’estate mai vissuta, dimenticare tutto quello che si sapeva di lei. Niente sapore di sale, no balli in spiaggia seminudi, no passarsi le canne intorno a un falò, no ai bagni tutti insieme, agli spintoni, al provarci sotto l’ombrellone. Se mai avete vissuto un’estate del genere dimenticatela. Immaginare che l’estate eliminerà il Covid19 come se fosse un vaccino è un pensiero magico. Come ogni pensiero magico è rassicurante e crudele insieme: si può fantasticare ma è come dire “Brad Pitt arriverà con il cavallo bianco e mi porterà al mare in Polinesia”. Finché si fantastica ok, poi, quando dalla finestra vedi solo le buste di plastica che volano, diventa crudele.

Cosa si può fare in questa nuova estate non essendo Shakespeare che quando era in quarantena per la peste (a luglio) ha scritto il Re Lear? Ancora yoga, meditazione? Davvero? Invece dei parchi e delle spiagge a casa con tappetini sgualciti? Se sei chiuso in un bunker antiatomico sei già abbastanza meditabondo e incline al suicidio, non si può non peggiorare la situazione meditando. Meditando su cosa poi? Sullo squallore della nostra vita? Pool party nella vasca? Si potrebbe ordinare una piscina gonfiabile su Amazon (ma come? Non ti senti in colpa? Si possono ordinare solo cose necessarie1!1!) sperando che arrivi entro giugno (va bene anche se arriva dopo la spesa di qualcun altro, nessuno deve morire di fame per una piscina gonfiabile). L’attività principale resterà lo scroll. A un certo punto, per spezzare la monotonia, metti anche un cuore (in realtà quel cuore ha cambiato significato, vuol dire vorresti dare fuoco a una banca) sotto l’ennesima foto al mare, in bikini, di un’estate fa, postata da qualcuno con un #tbt #bestmoment sotto.

Aprile e maggio passeranno così, attività random senza scopo. Ma siamo ottimisti almeno per giugno, luglio e agosto. Non si potrà andare a fare follie a Ibiza ma una sana vacanza italiana si potrà fare, forse. Si faranno follie nella propria regione, meglio ancora nella propria provincia. Di quelle follie anni Sessanta che ti porti ombrellone, sedia e sdraio, panini e birra da casa, perché chissà chi ha toccato cosa, il bagnino ha l’aria malaticcia. Spalmeremo crema solare insieme a soluzioni alcoliche in un’unica dose di lozione repellente – qualcuno produrrà una crema solare all’Amuchina?

La popolazione balneare sarà ancora più divisa fra tonici – quelli che prima andavano in palestra due volte a settimana ora la fanno tutti i giorni a casa quindi saranno ipertonici – e quelli che non andavano in palestra e avranno solo mangiato. Escoriazioni da giardino si mischieranno a eritemi a forma di 666 impressi sulla pelle. Ma almeno la nuova estate non conoscerà trucco che cola per il sudore e nemmeno abbracci appiccicosi, niente baci sulle guance bagnate o strette di mano alla bava di lumaca. Si potrà fare a meno di tutti gli articoli su come tornare in forma per l’estate, dei 6 step per rassodare i glutei, di creme esfolianti homemade con zucchero sale miele latte code di ratto. Sarà un’estate fredda, fatta di distanza. Lo stabilimento con il social distancing inaugurerà una nuova era di nobiltà marittima. Silenzio, o musichetta rilassante in filodiffusione intervallata da letture delle poesie di Montale – sicuramente nessun tormentone estivo. La gente sarà distante almeno 4 metri, un ombrellone, il nulla cosmico, un altro ombrellone, il nulla cosmico di nuovo, massimo due persone sotto ogni ombrellone, il segno della mascherina oltre quello del costume, a turni per fare il bagno: fila ordinata su sabbia cocente? Torneranno di moda i ragnetti? Un mare aristocratico. Nemmeno ci si potrà più lamentare dell’estate o odiarla.

Saremo tutti bianchicci, con i libri e gli iPhone in mano, guardinghi. Non mi schizzare che potresti creare aerosol mortali, muoviti lentamente, il mare in slow motion. Si inizierà a parlare con i gabbiani che si sono ripresi le spiagge, anche loro antipatici, del genere io sì e tu no. In alternativa si può chiudere in casa tutta la popolazione over 30 e far uscire solo i giovani. Spiagge depredate, una specie di film porno a cielo aperto, il mare che diventa un mojito gigante. E i grandi – i vecchi – a casa, in case separate, a guardare documentari sulla Seconda Guerra Mondiale e film di Harrison Ford. Ma non sarebbe comunque la peggiore delle estati. Duecento anni fa, nel 1816, ci fu un anno senza estate, tra i più freddi e poveri mai ricordati, dicembre tutto l’anno. Nessuno usciva di casa, si stava al lume di candela a raccontarsi storie di fantasmi. Almeno in questa nuova estate si potrà annaffiare il prato e nebulizzare i piedi, mettere la crema solare anche se in giardino e ci si appiccheranno addosso i moscerini. Magari sarà un’estate che metterà in discussione la nostra idea di estate e ci piacerà anche se diversa, oppure no, ma almeno si potrà accumulare serotonina. Almeno sarà estate.

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