Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy
L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
La quotidianità di un addetto alla manutenzione londinese qualunque è stata completamente stravolta da quando il suo volto è stato scambiato per quello di Banksy. All’indomani dell’inchiesta di Reuters che, dopo analisi di fotografie e graffiti e indagini su varie testimonianze, ha portato all’identificazione di Banksy in Robin Gunningham (noto anche con lo pseudonimo di David Jones), una fotografia del presunto artista ha iniziato a circolare in rete. Una fotografia che però non ritrae Banksy né Robin Gunningham né David Jones ma George Georgiou, un operaio londinese di 69 anni che suo malgrado si è ritrovato a essere l’uomo più famoso del momento. L’equivoco si è trasformato in incidente quando diverse testate, tra cui The Sun e New York Post, e pagine social come LADbible hanno ripubblicato la fotografia, ribadendo che quello ritrattovi era proprio il volto di Banksy.
La fotografia che ha trasformato Georgiou in una celebrità, però, non compare da nessuna parte nel reportage di Reuters (in un mondo ancora capace di distinguere il vero dal falso avrebbe dovuto essere sufficiente questo per farsi venire il sospetto, ma tant’è). È stata infatti scattata nel marzo 2024, quando Georgiou si trovava vicino a un’opera di Banksy nel nord di Londra, dove stava supervisionando i lavori di protezione diventati necessari dopo che il murales era stato deturpato.
A risolvere la questione è stata Reuters stessa, che il 19 marzo ha pubblicato un articolo di fact-checking, affermando chiaramente che «Georgiou non è Banksy». L’agenzia ha dovuto sottolineare che l’immagine era stata utilizzata in modo improprio e diffusa senza alcuna verifica. Lo stesso Georgiou si è trovato costretto a negare di essere Banksy e a ribadire di essere soltanto se stesso, descrivendo l’esperienza come sconvolgente. Parlando in videochiamata con Reuters, ha spiegato: «Non sono Banksy. Sono un addetto alla manutenzione, è tutto assurdo», aggiungendo poi di aver ricevuto decine di chiamate al giorno man mano che la storia si diffondeva. L’associazione Banksy-Georgiou non è nuova, però. Già nel 2024, dopo che l’incriminante fotografia del manutentore londinese aveva iniziato a circolare, “sospetti” simili avevano investito l’uomo.
Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.