La nuova vita dei treni di notte

Tra progetti di operatori privati e iniziative dei governi, le tratte notturne tornano a essere un modo per spostarsi in Europa.

di Studio
23 Giugno 2021

“Cinema’s enduring love affair with the sleeper train” è un articolo del Guardian risalente al 2014, appena accennato e troppo sintetico, dedicato a tutte quelle volte che il grande schermo ha romanzato le cuccette, romanticamente “i treni di notte”, più intimi di un aereo, più spaziosi di una macchina e quindi perfetti per accogliervi le storie che lì dentro sarebbero nate o finite. A qualcuno piace caldo, Intrigo internazionale, Il treno per Darjeeling, La signora scompare, Assassinio sull’Orient Express. E nonostante nella realtà di storie simili, almeno quelle sentimentali e con il lieto fine, è probabile non ce ne siano mai state e le tratte notturne decisamente costose da gestire e abbandonate dai viaggiatori per i voli a basso prezzo siano state interrotte dalle compagnie ferroviarie, mentre l’Europa affrontava la pandemia lo scorso anno, quelle stesse compagnie hanno iniziato a raccogliere segnali indicativi che una nuova alba per questi viaggi si stava avvicinando. Dopo l’inaugurazione nell’estate scorsa della linea di treni notturni a basso costo tra Praga e la costa croata – tanto richiesta che ora ne viene offerto anche un servizio diurno – le iniziative in tal senso sono aumentate, nuovi progetti, nuovi piani per il 2022 e il 2024, e di conseguenza anche nuove possibilità per ridurre l’impatto ambientale dei voli a corto raggio e gli assembramenti sulle tratte giornaliere.

Una tendenza, appunto, inaugurata dal treno notturno lanciato alla fine del 2020 da RegioJet e European Sleeper, con partenza da Praga in serata e arrivo a Dresda, Berlino, Amsterdam, fino a Bruxelles in mattinata, e seguita da un secondo servizio treni (sempre di notte, sempre da RegioJet) sulla rotta da Praga-Leopoli via Przemyśl. Nei mesi scorsi, intanto,  le ferrovie statali in Germania, Francia, Austria e Svizzera hanno annunciato una partnership con un fondo di investimento da 697 milioni di euro per rilanciare questo tipo di collegamenti, perché sebbene siano passati solo quattro anni da quando la Deutsche Bahn, la ferrovia statale tedesca, ha venduto tutte le sue carrozze letto, dichiarandole non redditizie a causa del basso numero di passeggeri, i treni di notte sono parsi un’alternativa ottimale, certo migliorabile, eppure praticamente perfetta per tempi come questi. Tanto che, se già nel 2016 le Ferrovie Federali Austriache (ÖBB) hanno introdotto sei nuove rotte notturne con il marchio Nightjet ora incrementate, nei prossimi quattro anni è previsto il lancio di altre rotte, a partire da dicembre 2021, entro cui dovrebbe essere inaugurato un servizio notturno che collegherà Vienna e Parigi via Monaco, e un altro Zurigo con Amsterdam. Poi una linea Zurigo-Roma, che dovrebbe diventare operativa a partire da dicembre 2022 (anche in Italia comunque stanno accadendo cose simili, soprattutto per quanto riguarda i treni Intercity Notte di Trenitalia di quell’epico viaggio da Nord a Sud della Penisola), un’altra Vienna-Parigi, passando da Berlino e da Bruxelles, per dicembre 2023 e una ancora diversa, Zurigo-Barcellona, attesa per la fine del 2024.

Altre idee, avanzate non solo dalle ferrovie statali ma da operatori privati e governi che le richiedono, come quello svedese che ha già dichiarato l’attivazione di nuovi collegamenti notturni con la Germania e il Belgio entro il 2022, che consentirebbero di raggiungere velocemente l’Europa centrale e il Regno Unito, e soprattutto quello francese, con la riapertura e il miglioramento del servizio notturno di collegamento tra Parigi e Nizza attraverso tutta la Costa azzurra. Proprio in Francia, scrive il Guardian, la start-up Midnight Trains (una società finanziata da imprenditori francesi, tra cui il miliardario delle telecomunicazioni Xavier Niel, co-proprietario del Le Monde) ha appena annunciato un piano per la realizzazione di una rete di servizi notturni che colleghi Parigi a 12 destinazioni europee, come Edimburgo e Milano, con l’obiettivo di realizzare veri “hotel su rotaia” (si vedono qui, e sono bellissimi) senza eguagliare il famoso e proibitivo lusso dell’Orient Express o del Belmond Northern Belle inglese, ma offrendo comunque camere ben arredate, un ristorante, un bar sempre aperto, privacy, sicurezza, biancheria pulita.

Enduring love, quindi, ma anche un’opportunità per ridurre le emissioni di carbonio e dare nuova vita alle cuccette una volta quasi predisposte per passare notti infernali, e persino un primo passo verso la Trans Europe Express 2.0 proposta dal ministro dei Trasporti tedesco Andreas Scheuer, recuperando quella “Trans Europe Express” cantata dai Kraftwerk, con i treni con la livrea crema e rossa e la sigla TEE che hanno rappresentato uno dei pilastri su cui è nata l’Europa unita.

Sull’International Railway Journal, David Burroughs ha scritto che «un ritorno all’era d’oro dei treni notturni in Europa non sarà facile», ma potrebbe segnare l’inizio di una nuova importante era nel mondo post-pandemia. E con una necessaria attenzione alla sicurezza magari sarà anche poetico, ci saranno nuove Cose che succedono la notte, come il titolo dell’ultimo romanzo di Peter Cameron, che inizia proprio su un treno, durante una tratta notturna.

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