Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
Nel primo teaser di Toy Story 5 scopriamo che anche nel mondo dei giocattoli il nemico è la tecnologia
Il villain di questo quinti capitolo della saga sarà un tablet a forma di rana chiamato Lilypad, doppiato dall'attrice Greta Lee.
Nel primo teaser trailer di Toy Story 5 scopriamo due cose importanti. La prima: il film uscirà (almeno negli Stati Uniti) il 19 giugno del 2016. La seconda: stavolta il nemico è la tecnologia. «Un tablet high tech a forma di rana che rende il lavoro di Buzz, Woody, Jessie e del resto della banda incredibilmente più difficile», si legge nel comunicato stampa ufficiale. Questo tablet si chiama Lilypad e avrà la voce dell’attrice Greta Lee. Ovviamente, tutti gli altri membri della banda sono confermati: Tom Hanks e Tim Allen tornano a dar la voce a Woody e Buzz, Joan Cusack sarà Jessie, Blake Clark di nuovo Slinky, Tony Hale ancora Forky. Oltre a Lilypad, in questo quinto capitolo della saga si aggiungerà un altro nuovo personaggio, lo Smarty Pants interpretato da Conan O’Brien. A dirigere il film sarà invece Andrew Stnton, che ha co-sceneggiato tutti i quattro precedenti, ha scritto questo da solo e, soprattutto, è uno dei registi più affermati del cinema d’animazione americano: ha diretto Alla ricerca di Nemo, Wall-E e Alla ricerca di Dory.
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.
In Spagna è stato uno dei film più visti e premiati del 2025, nonostante sia un film di genere che racconta una pagina di storia traumatica come quella del terrorismo indipendentista basco. Del film, del suo successo e del suo messaggio abbiamo parlato con la regista Arantxa Echevarria.