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La standing ovation più lunga di Venezia l’ha presa The Rock

Per il suo ruolo in The Smashing Machine, il biopic sul lottatore Mark Kerr diretto da Benny Safdie.

02 Settembre 2025

La standing ovation più lunga di Venezia, 15 minuti, è per The Smashing Machine, il biopic sul lottatore Mark Kerr diretto da Benny Safdie. In particolare, gli applausi sono stati per Dwayne “The Rock” Johnson (che interpreta il lottatore), che non è riuscito a trattenere le lacrime davanti all’entusiasmo con cui il pubblico ha accolto il film e quella che lui stesso ha definito la prima interpretazione “seria” della sua carriera.

Come racconta Variety, la prima di The Smashing Machine si è rivelata, abbastanza a sorpresa, la più emozionante da quando Brendan Fraser scoppiò in lacrime quattro anni fa alla fine della prima di The Whale, che fu l’inizio della strada che lo portò fino alla vittoria dell’Oscar per il Miglior attore protagonista. E, a proposito di Oscar, la reazione del Lido alla prova di Johnson sembrerebbe aprire la strada verso una candidatura anche per lui. Sarebbe la prima per Johnson e anche per la co protagonista del film Emily Blunt, pure lei apprezzatissima ed emozionatissima. Alla premiere era presente anche lo stesso Mark Kerr, che sullo schermo compare solo alla fine.

Il film sarà distribuito nelle sale cinematografiche italiane da I Wonder Pictures a partire dal 19 novembre 2025 e, come spiega l’Hollywood Reporter, rappresenta un momento importante per Johnson, che, uscendo dal mondo dei franchise si cimenta in un dramma d’autore incentrato sui personaggi. È anche un passo in una nuova direzione per Benny Safdie, poiché segna il suo primo lavoro da regista solista dopo aver realizzato film con suo fratello Josh. La storia parla di Mark Kerr, uno dei primissimi lottatori della storia della UFC (Ultimate Fighting Championship), alla fine degli anni Novanta. La sua storia, fatta di vittorie e sconfitte, ma soprattutto di profonda trasformazione interiore, è al centro del film in concorso. Già dalle prime scene, racconta GQ Usa, si capisce che il cambiamento di The Rock è stato radicale.

Sembrano passati anni luce dai blockbuster nei quali l’attore si è cimentato negli ultimi 25 anni. Ma il merito è anche del trucco prostetico, realizzato dal Premio Oscar e artigiano Kazu Hiro. I suoi lavori comprendono il Winston Churchill di Gary Oldman in L’ora più buia e il Leonard Bernstein di Maestro dell’attore e regista Bradley Cooper.

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