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07:14 giovedì 27 agosto 2026
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.

Spike Lee ha detto che quello che sta succedendo oggi è una reazione alla presidenza Obama

12 Giugno 2020

Recensendo il suo ultimo film Da 5 Bloods, da oggi, 12 giugno, disponibile su Netflix, Peter Bradshaw sul Guardian l’aveva descritto come «un’esplosione di satira e agonia insieme, sul fatto che le morti di persone nere continuino. E contino come tutte le altre». Come se Spike Lee avesse anticipato quanto sarebbe avvenuto dopo la realizzazione del film – la storia di quattro veterani afroamericani che tornano in Vietnam per ritrovare i resti del loro capo squadra – il cui poster, in una nuova versione, è stato utilizzato in queste settimane a sostengo delle manifestazioni del movimento Black Lives Matter.

La scorsa settimana, Lee ha condiviso una sorta di nuovo cortometraggio, che ha unito le riprese del suo film cult del 1989 Do the Right Thing con gli arresti di George Floyd ed Eric Garner. Per questo sempre il Guardian ha deciso di intervistare il regista, contattato in videochat mentre si trovava nel suo studio di Brooklyn, usando le domande inviate al giornale dai lettori e da alcuni fan famosi di Lee, tra cui Halle Berry (a cui ha semplicemente risposto «ti amo Halle, ti amo! Voi non lo sapete, ma il mio Jungle Fever è stato il suo primo film in assoluto»), il regista Ken Loach, Francis Ford Coppola e Lina Wertmüller, affrontando argomenti più diversi. Dal privato («Dove vivresti se non potessi vivere in America?», «Sicuramente nella Repubblica popolare di Brooklyn»), alla morte di Floyd, sino a una riflessione sulla presidenza Obama. «Penso che gli artisti risponderanno in molti modi a questa pandemia, attraverso film, documentari, romanzi, dipinti, fotografie, libri: ne uscirà una grande arte. E gli storici tra molti anni andranno specificamente a vedere come gli artisti hanno commentato, per trarne informazioni utili», ha inoltre detto Lee in relazione al peso degli artisti durante e dopo l’emergenza Covid.

La versione del poster del film “Da 5 Bloods” diffusa durante le manifestazioni

È rispondendo alle domande di tre lettori sconosciuti che l’intervista ha iniziato a muoversi sul terreno della lotta contro le discriminazioni delle minoranze, a cui Lee ha dedicato la sua carriera da cineasta. «La schiavitù nera è stata una piaga non solo americana, ma mondiale. Perché pensi che l’America in particolare lotti per affrontarne le conseguenze?», «In realtà penso che molti altri Paesi dovrebbero lottare contro quelle forme di razzismo che sembra abbiamo solo noi. Ma è questione di quello che la televisione, anche Hollywood, tramanda della nostra storia e della nostra cultura all’estero. Come dici tu, il razzismo e le violenze contro i neri non sono solo qui».

«Pensavi che le questioni razziali avrebbero preso questa piega negli Stati Uniti quando hai diretto Do the Right Thing?», chiede un altro lettore. «Si, ma non avrei mai immaginato tutto questo. Ciò che ha amplificato quanto successo è stata la potenza delle immagini [ne parlavamo qui]. Questo ha fatto la differenza nel mondo: vedere. Vedere che un poliziotto ha soffocato con il ginocchio un uomo, per otto minuti e mezzo prima che morisse». «Perché otto anni di Obama non sono riusciti a fare abbastanza cambiamenti sostanziali nella questione razziale negli Stati Uniti?», «Ottima domanda», risponde Lee. «Ma la verità, è che tutto quello che c’è adesso da noi, il fatto che la questione sia peggiorata, è proprio la risposta diretta all’aver avuto un presidente nero».

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