Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.
Una comunicazione per i lettori di Rivista Studio
Una breve spiegazione sui prezzi di copie e abbonamenti.
Care lettrici, cari lettori, l’anno appena iniziato porterà alcune novità per Rivista Studio e Studio Editoriale, che vi racconteremo col passare dei mesi e che genereranno una ulteriore crescita del nostro ecosistema editoriale e un arricchimento dell’offerta per chi ci segue e ci legge. Questa nuova fase richiederà degli sforzi e degli investimenti che crediamo siano necessari in un contesto, quello dei media, in grande e continuo fermento.
In attesa di raccontarvi di più, pensiamo sia corretto condividere e spiegare in maniera trasparente un passo necessario da fare nel 2023: il cambiamento del prezzo della copia (che passa da 7 a 10 euro in edicola e da 8,5 a 12 euro per l’acquisto on line) e dell’abbonamento annuale (che passa da 28 a 33 euro). Le ragioni sono varie: negli ultimi due anni i costi di produzione per chi, come noi, fa riviste di carta sono aumentati vertiginosamente. Parliamo di due costi su tutti: quello della carta e quello della logistica. I nostri prezzi sono rimasti invariati per oltre 8 anni, e possiamo considerare questo aumento come un passaggio fisiologico. Speriamo comprenderete questa scelta. A noi, in questo momento, resta il compito di dimostrare di meritarci la vostra attenzione, continuando a fare Rivista Studio con impegno e cura sempre maggiori, affrontando nuove sfide e ampliando sempre di più la nostra comunità. Grazie per continuare questo percorso insieme a noi.
Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.
L'attore ha ricevuto minacce di morte e la produzione ha dovuto riempire il set della serie tv di Harry Potter di security per proteggerlo. Tutto per colpa di fan che non hanno neanche il coraggio di dirsi razzisti. E che non sanno nulla di storia della recitazione.