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12:21 sabato 26 settembre 2026
I registi e i produttori di Naza hanno deciso che il film si potrà vedere in streaming gratuitamente Dopo la distribuzione in sala, il film sarà disponibile per tutti sul sito del Guardian.
I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.
Dopo aver riportato al cinema le streghe, i lupi mannari e i vampiri, Robert Eggers farà la stesa cosa con Romeo e Giulietta E siccome gli piacciono gli adattamenti infedeli, il film non si intitolerà Romeo e Giulietta e potrebbe non essere ambientato a Verona.
In Israele sta iniziando a mancare l’acqua potabile perché Israele ha distrutto gli impianti di depurazione a Gaza Dal 7 ottobre 2023 i bombardamenti hanno distrutto il 90 per cento delle infrastrutture idriche e fognarie di Gaza. E adesso questo è diventato un problema anche per Israele.

Dalla Fashion Week di Milano al mondo: la mostra per festeggiare i 20 anni della Gobi Jacket di Parajumpers

E lo fa affidando la reinterpretazione della giacca a 20 designer provenienti da tutto il mondo: il risultato sono creazioni a base di funghi, strutture in metallo e persino un capo in grado di produrre suoni.

26 Settembre 2026

La Gobi, la giacca bomber con cui Parajumpers ha fatto il suo esordio nel mondo della moda nel 2006 – ne avevamo parlato qui – ha compiuto vent’anni. Nata traendo ispirazione dalle storiche missioni di salvataggio del 210th Rescue Squadron di Anchorage, in Alaska, il capo è riuscito in questi vent’anni a imprimersi nella mente degli appassionati (ma anche di chi, nel curriculum, non ha tra le soft skill la capacità di gestire operazioni di soccorso a temperature artiche) per il connubio tra profonda conoscenza dei tecnicismi, la resistenza e lo stile ispirato alle uniformi dei piloti.  Il brand sceglie così di celebrare questo traguardo trasformando la sua eredità in un laboratorio creativo aperto al futuro.

In occasione della Milano Fashion Week, in Via Tortona 58, è stata organizzata una mostra, intitolata Parajumpers 20, dedicata proprio ai vent’anni appena trascorsi, trasformandoli in un nuovo punto di partenza di un programma culturale e itinerante molto più ampio. Il cuore dell’iniziativa vede coinvolti 20 creativi – artisti, designer, scultori e sound designer. provenienti da ogni angolo del mondo – chiamati a reinterpretare la giacca Gobi attraverso la propria visione e i propri linguaggi espressivi.

Tra queste spiccano la versione in cotone e micelio di Helena Elston (che coltiva personalmente i funghi che poi trasforma in tessuto) e la scultura in biopolimeri vegetali stampata in 3D da FabLab Venezia e Territorio Tipo, ideata per rendere omaggio alle vette dell’Alaska. E ancora i lavori in pelle di Isaac Sellam, le strutture in rete metallica di Giacomo Bevanati e quelle calcaree di Cosma Frascina. Sono presenti anche gli intrecci in tessuto Kente e wax di Talking Hands, fino alla traccia sonora inedita creata da Romain Azzaro incisa su vinile in edizione limitata. A questi si affianca l’intervento di Joe Whale, artista 16enne, che trasforma la Gobi in una superficie illustrata interamente a mano, riempiendola con i suoi personaggi coloratissimi. Infine, Leigh Davies, ludic music producer, propone un lavoro incentrato sul suono: una giacca in cartone dotata di elementi che si possono ruotare manualmente; girandoli, l’opera riproduce dei suoni uno diverso dall’altro. Proprio Helena Elston, Joe Whale e Leigh Davies sono stati i protagonisti del talk Avere vent’anni, organizzato da Rivista Studio insieme a Parajumpers e condotto dalla nostra Fashion Director Giuliana Matarrese.

E proprio durante il talk, Leigh Davies ha sottolineato come, tra le tante qualità della Gobi, la sua migliore è di certo l’adattabilità e la capacità metamorfica di trasformarsi, rimanendo se stessa: «In quanto artista, mi sono sempre sentito un outsider rispetto ai miei colleghi, perché sono una persona molto pratica. Non mi concentro troppo sulla visione, quanto sulla funzione e al sistema che regge un prodotto: ed è tutto quello che della Gobi, mi ha profondamente colpito».

Aperta al pubblico nei giorni 24 e 25 settembre, la tappa milanese rappresenta soltanto il capitolo iniziale di questo percorso. La mostra diventerà infatti itinerante – arrivando in Corea del Sud, Germania e Francia – riadattandosi di volta in volta al contesto locale per creare nuove sinergie con le comunità creative dei diversi Paesi.

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