La collaborazione tra Flower Mountain e Norbit parte da una fibra usata per i cavi da trazione, e immagina una linea di scarpe e abbigliamento da indossare nel quotidiano
Dalla Fashion Week di Milano al mondo: la mostra per festeggiare i 20 anni della Gobi Jacket di Parajumpers
E lo fa affidando la reinterpretazione della giacca a 20 designer provenienti da tutto il mondo: il risultato sono creazioni a base di funghi, strutture in metallo e persino un capo in grado di produrre suoni.
La Gobi, la giacca bomber con cui Parajumpers ha fatto il suo esordio nel mondo della moda nel 2006 – ne avevamo parlato qui – ha compiuto vent’anni. Nata traendo ispirazione dalle storiche missioni di salvataggio del 210th Rescue Squadron di Anchorage, in Alaska, il capo è riuscito in questi vent’anni a imprimersi nella mente degli appassionati (ma anche di chi, nel curriculum, non ha tra le soft skill la capacità di gestire operazioni di soccorso a temperature artiche) per il connubio tra profonda conoscenza dei tecnicismi, la resistenza e lo stile ispirato alle uniformi dei piloti. Il brand sceglie così di celebrare questo traguardo trasformando la sua eredità in un laboratorio creativo aperto al futuro.
In occasione della Milano Fashion Week, in Via Tortona 58, è stata organizzata una mostra, intitolata Parajumpers 20, dedicata proprio ai vent’anni appena trascorsi, trasformandoli in un nuovo punto di partenza di un programma culturale e itinerante molto più ampio. Il cuore dell’iniziativa vede coinvolti 20 creativi – artisti, designer, scultori e sound designer. provenienti da ogni angolo del mondo – chiamati a reinterpretare la giacca Gobi attraverso la propria visione e i propri linguaggi espressivi.
Tra queste spiccano la versione in cotone e micelio di Helena Elston (che coltiva personalmente i funghi che poi trasforma in tessuto) e la scultura in biopolimeri vegetali stampata in 3D da FabLab Venezia e Territorio Tipo, ideata per rendere omaggio alle vette dell’Alaska. E ancora i lavori in pelle di Isaac Sellam, le strutture in rete metallica di Giacomo Bevanati e quelle calcaree di Cosma Frascina. Sono presenti anche gli intrecci in tessuto Kente e wax di Talking Hands, fino alla traccia sonora inedita creata da Romain Azzaro incisa su vinile in edizione limitata. A questi si affianca l’intervento di Joe Whale, artista 16enne, che trasforma la Gobi in una superficie illustrata interamente a mano, riempiendola con i suoi personaggi coloratissimi. Infine, Leigh Davies, ludic music producer, propone un lavoro incentrato sul suono: una giacca in cartone dotata di elementi che si possono ruotare manualmente; girandoli, l’opera riproduce dei suoni uno diverso dall’altro. Proprio Helena Elston, Joe Whale e Leigh Davies sono stati i protagonisti del talk Avere vent’anni, organizzato da Rivista Studio insieme a Parajumpers e condotto dalla nostra Fashion Director Giuliana Matarrese.
E proprio durante il talk, Leigh Davies ha sottolineato come, tra le tante qualità della Gobi, la sua migliore è di certo l’adattabilità e la capacità metamorfica di trasformarsi, rimanendo se stessa: «In quanto artista, mi sono sempre sentito un outsider rispetto ai miei colleghi, perché sono una persona molto pratica. Non mi concentro troppo sulla visione, quanto sulla funzione e al sistema che regge un prodotto: ed è tutto quello che della Gobi, mi ha profondamente colpito».



