Hype ↓
13:38 lunedì 5 ottobre 2026
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.
Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente) Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.
Per la prima volta nella storia, il caffè è stato coltivato e raccolto interamente in Italia. E sì, c’entra il riscaldamento globale Dopo un secolo di tentativi falliti, c'è riuscita una famiglia di torrefattori di Palermo. È un'ulteriore prova della tropicalizzazione dell'agricoltura italiana.
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.

Il nuovo film di Quentin Tarantino è un capolavoro?

22 Maggio 2019

Il giorno prima del debutto al Festival di Cannes, Quentin Tarantino ha chiesto, tramite una lettera indirizzata ai giornalisti, che non venissero rivelati dettagli cruciali sul suo nuovo film, Once Upon A Time In… Hollywood, confermando come la paura dello spoiler sia oggi la forma di ansia più diffusa. Il film è stato accolto con sei lunghi minuti di applausi e le recensioni che escono in questi giorni sembrano tutte abbastanza concordi nel considerarlo fra i grandi film di Tarantino. Come si intuisce dal trailer, la storia è ambientata nel 1969 e i due protagonisti sono un attore di western caduto in rovina (Leonardo DiCaprio) e il suo stuntman (Brad Pitt). Sullo sfondo, la fine dell’età dell’oro di Hollywood e i delitti della setta di Charles Manson che irrompono nell’America dell’epoca.

Molti critici hanno notato come Once Upon A Time possa essere accostato, anche perché potenzialmente controverso allo stesso modo, a Pulp Fiction (presentato a Cannes 25 anni fa) e a Inglorious Basterds (uscito sempre a Cannes 10 anni fa). Lo fa, ad esempio, Peter Bradshaw sul Guardian, che nella sua recensione a 5 stelle definisce il film, «Scioccante, avvincente e girato con folle bravura». Manohla Dargis sul New York Times scrive invece che è, «Un film commovente, ma anche una lettera d’amore, e un sogno, della Hollywood che fu» mentre Steve Pond su The Wrap parla di, «Un grande parco giochi che il regista utilizza per feticizzare ancora una volta la vecchia cultura pop, per rompere le cose e ferire le persone, e per portare un po’ di sana gioia e di robusta perversione nel fare cinema». Su Vanity Fair, Richard Lawson si sofferma sia sulle intenzioni del regista – «quello che Tarantino sembra davvero voler fare con il film è solo parlare di vecchie cose che gli piacciono. Il che non è niente di nuovo per lui, ma qui, quegli impulsi sono forse più sfrenati di prima» – che sulla performance dell’attore protagonista: «È emozionante guardare DiCaprio lavorare con questo registro, tutta questa commedia emotiva al servizio di un personaggio egregiamente costruito».

Non tutti, comunque, hanno gridato al capolavoro, pur riconoscendone la grande cinematografia: Eric Kohn su IndieWire scrive che, «Quentin Tarantino ha costruito la sua carriera attraverso la celebrazione dei suoi registi preferiti, ma con Once Upon a Time in… Hollywood, rende onore al processo stesso di realizzazione di un film. Il maestro dei dialoghi veloci e dei pastiche intellettuali consolida queste sue capacità in una visione tentacolare dell’industria cinematografica nel 1969, ma la contagiosa lettera d’amore di Tarantino non ha molta trama. Invece, il film più strano che Tarantino abbia realizzato finora fonde la Hollywood pre-Manson con lo spettro incombente degli hippie. Il risultato è un mix sbilenco di generi diversi visto attraverso l’esuberante filtro cinematografico di Tarantino». Owen Gleiberman su Variety, invece, rileva la differenza tra un buon film di Tarantino e un grande film di Tarantino, uno di quelli «che ha l’X Factor», com’è Pulp Fiction: «Once Upon A Time in Hollywood non è il film da X Factor, anche se per lunghi tratti (oltre la metà), sembra quasi che lo sia. Si avvicina più a Django Unchained e a (oddio) The Hateful Eight». Il film esce nelle sale americane il 26 luglio e il 19 settembre in quelle italiane, trovate altre recensioni qui e qui.

Articoli Suggeriti
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente)

Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.

Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama

Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.