Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Tende improvvisate, alberi finti, giungle mobili e tutte le altre stranezze contenute nel piano nazionale anticaldo in Olanda
L'unica vera soluzione a lungo termine presente nel piano, però, resta investire negli spazi verdi, in parchi e giardini pubblici.
In un post LinkedIn circolato moltissimo, la coordinatrice per le ondate di calore presso l’istituto di sanità pubblica di Amsterdam, Eline Coolen, ha esortato gli abitanti della città a improvvisare binari temporanei per le tende o a stendere tende o lenzuola all’esterno per impedire ai raggi del sole di raggiungere le loro finestre. Oltre ad apprezzare l’esistenza di una figura simile, e cioè “una coordinatrice delle ondate di calore”, molte persone che hanno condiviso e commentato il post sui social hanno anche ammirato la solerzia e la precisione con cui Coolen ha spiegato come montare delle tende temporanee e quando è importante assicurarsi che le finestre delle case restino all’ombra. Il governo olandese, nel frattempo, ha attivato un piano nazionale contro l’ondata di caldo, con consigli su come prendersi cura degli anziani e delle persone vulnerabili, mentre i ricercatori stanno sperimentando di tutto, dagli alberi finti alla creazione di ombra per rinfrescare i marciapiedi e i pedoni.
Come si legge sul Guardian, secondo il RIVM, l’istituto nazionale olandese per la salute pubblica, ci sono tre livelli di intervento: comportamento, abitazioni e progettazione urbana. Werner Hagens, coordinatore del piano olandese contro le ondate di calore, ha detto che una nuova ricerca ha dimostrato che anche le semplici campagne di sensibilizzazione (come il post sulle tende della coordinatrice Eline Coolen) sembrano ridurre i decessi durante le ondate di calore. Quello che rimane fondamentale, però, è il verde pubblico. Parchi, alberi veri e prati dovrebbero essere presenti in ogni quartiere, anche se ancora non è così. É il “green divide” di cui abbiamo parlato anche qui. E il verde può anche essere creato appositamente: alberi artificiali, pergolati ricoperti di vegetazione e “blocchi-giungla” mobili possono aiutare i pedoni a stare al fresco e persino a moderare leggermente le temperature.
Secondo Sandra Phlippen, economista e responsabile della strategia climatica presso ABN Amro (un istituto di credito olandese con sede ad Amsterdam), il verde pubblico andrebbe considerato come un vero e proprio investimento: «una notte di sonno persa costa quasi 200 euro a persona. Pensiamo a una strada dove vivono 100 persone e tutti dormono malissimo per tre notti a causa di un’ondata di caldo e il giorno dopo sono improduttivi: costano molto più che investire nel piano alberi di un anno».