Ad accenderla è stata la lettera aperta di Venice4Palestine, firmata da decine di artisti italiani e stranieri, in cui si chiede alla Biennale di esprimersi a sostegno di Gaza e contro Israele.
Venezia – Facciamo l’appello
Quello di Venice4Palestine doveva essere un appello per la Palestina ed è diventato un case study sui rischi del virtue signalling. Ci sono finiti di mezzo quasi tutti, parafrasando Carlo Verdone («Mi hanno tirato in mezzo»), uno dei firmatari pentiti, pro Palestina ma non contro Gal Gadot e Gerard Butler. E poi anche Emanuela Fanelli, che a tanti non è piaciuta per la scelta di non parlare di Palestina dopo aver firmato l’appello. E anche Benedetta Porcaroli, che ad altrettanti non è piaciuta per la scelta di parlare di Palestina proprio perché aveva firmato l’appello. E pure Paolo Sorrentino e chissà chi altro, visto che alla fine della Mostra manca ancora un pezzo mentre la polemica, ormai lo sappiamo, non conosce fine.
Ancora Venezia – Troppa grazia
Mente chi non ammette di essere rimasto sorpreso leggendo la sinossi de La grazia di Paolo Sorrentino. Un Presidente della Repubblica in crisi esistenziale e che canticchia “Le bimbe piangono” di Guè? Strano, su, ammettiamolo. Strano quasi quanto l’aliena che forse non è un’aliena di Bugonia, il film di Yorgos Lanthimos che si è già portato a casa il premio per la Miglior locandina e per la Miglior conferenza stampa (quest’ultima merito di un’adorabile Emma Stone in versione “I Want to Believe”). A proposito di conferenze stampa e di stranezza, non scherza nemmeno After the Hunt di Luca Guadagnino: un lungo discorso su cancel culture, font ispirati da Woody Allen, T-shirt su Marlene Dietrich e cardigan viralissimi. È anche per discussioni come queste che abbiamo deciso che a Venezia quest’anno ci saremo anche noi di Rivista Studio: perché non c’è un posto più bello e più giusto al mondo in cui parlare di film.
Medio Oriente – Double trap
Un attacco double tap consiste nel colpire un obiettivo due volte, a distanza di pochi minuti. Nella maggior parte dei casi, nel secondo tap si colpiscono i soccorritori accorsi sul posto per aiutare feriti e recuperare i cadaveri. È quello che è successo all’ospedale Nasser di Khan Yunis, dove almeno 20 persone, tra cui 5 giornalisti, sono state uccise dall’esercito israeliano. Secondo quest’ultimo, il double tap era necessario per assicurarsi la distruzione di una telecamera usata da Hamas per seguire i movimenti dei soldati dell’Idf. Una telecamera che invece si è scoperto essere di Reuters, come confermato dalla stessa agenzia di stampa.
Cronaca – Sphigati
Come scrive Arianna Montanari in questo articolo, «sono in primo luogo gli stessi uomini con cui dividiamo le nostre vite, padri di famiglia, persone normali, l’uomo qualunque, a diffondere immagini private». Prima il gruppo Facebook Mia Moglie, poi il forum Phica, nel giro di una settimana abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di come «la violazione del consenso sia figlia dell’analfabetismo emotivo di maschi cresciuti in un contesto patriarcale». Non il risultato della devianza di mostri o pervertiti, ma il passatempo quotidiano di uomini normali, “monsieur tout-le-monde”, come i media francesi hanno ribattezzato gli uomini che hanno violentato Gisèle Pelicot.
Gossip – Engagement
«La tua prof. d’inglese e il tuo prof. di ginnastica si sposano»: così la cantautrice Taylor Swift e il giocatore di football Travis Kelce hanno annunciato il loro imminente matrimonio in quello che è diventato il post di un artista con più Mi piace nella storia di Instagram (battuto il record dell’ultimo post di XXXTentacion). Nel carousel di foto celebrative della coppia spicca l’engagement ring, un enorme brillocco dal taglio vintage, ma le Swifties si sono concentrate sul vestito a righe Ralph Lauren indossato da lei, andato sold out in meno di un’ora. Chissà cosa succederà alla città che ospiterà il matrimonio.

Il regista aveva dimostrato già un impeccabile gusto in fatto di locandine con quelle di Kinds of Kindness. Con quella del film che presenterà a Venezia è riuscito addirittura a superarsi.

Il misterioso cardigan indossato dall'attrice al suo arrivo a Venezia è già diventato l'oggetto del desiderio della Mostra del Cinema.

Troppo spesso nel discorso sulla violenza di genere si finisce a parlare di mostri o di pervertiti, di devianze e di eccezioni. I tanti fatti di cronaca, invece, ci dicono tutt'altro, ormai da anni.

Troppo spesso nel discorso sulla violenza di genere si finisce a parlare di mostri o di pervertiti, di devianze e di eccezioni. I tanti fatti di cronaca, invece, ci dicono tutt'altro, ormai da anni.