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14:55 mercoledì 25 marzo 2026
Il Ministro degli Esteri ungherese è stato accusato di parlare con il Ministro degli Esteri russo prima, durante e dopo le riunioni del Consiglio europeo, e lui ha detto che è assolutamente vero Péter Szijjártó ha detto che secondo lui parlare con Sergei Lavrov durante questi riservatissimi incontri rappresenta «l'essenza stessa della diplomazia, una prassi».
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Il successo di Heated Rivalry ha convinto Don De Lillo a ristampare Amazons, un suo vecchio e introvabile romanzo erotico su una giocatrice di hockey femminile Romanzo che l'autore ha odiato e "nascosto" per decenni. Adesso però ha cambiato idea, pare grazie al successo della serie Hbo, e il 17 novembre tornerà in libreria.
Al primo concerto dei BTS dopo 4 anni di pausa si sono presentate “solo” 40 mila persone invece di 260 mila perché il concerto si poteva guardare anche su Netflix Per il grande ritorno della band era atteso un pubblico di almeno 260 mila persone. Evidentemente, anche il BTS Army, tra divano e stadio, sceglie il divano.
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero usando il suo vero nome, Claire Boucher Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.

Il Ministro degli Esteri ungherese è stato accusato di parlare con il Ministro degli Esteri russo prima, durante e dopo le riunioni del Consiglio europeo, e lui ha detto che è assolutamente vero

Péter Szijjártó ha detto che secondo lui parlare con Sergei Lavrov durante questi riservatissimi incontri rappresenta «l'essenza stessa della diplomazia, una prassi».

25 Marzo 2026

Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ufficialmente confermato di tenere contatti regolari con l’omologo russo Sergei Lavrov. E fino a qui non ci sarebbe niente di strano, visto che entrambi fanno di mestiere i Ministri degli Esteri. Il problema è che Szijjártó ha ammesso anche di comunicare costantemente prima, dopo e persino durante i vertici del Consiglio europeo. Sebbene in passato il governo di Budapest avesse liquidato tali indiscrezioni come fake news, Szijjártó ha ora rivendicato questa condotta definendola «l’essenza stessa della diplomazia, una prassi». Secondo il Ministro, informare i partner esterni al blocco, inclusa Mosca, è necessario poiché le decisioni prese a Bruxelles in materia di energia e sicurezza influenzano direttamente gli interessi nazionali e i rapporti commerciali dell’Ungheria.

Questa ammissione ha sollevato, come scrive Euronews, pesanti interrogativi a Bruxelles, dove vige il principio di leale cooperazione e la riservatezza delle sessioni private è considerata un pilastro della sicurezza comunitaria. La Commissione europea, chiaramente all’oscuro di tutto, ha definito le notizie «preoccupanti», invitando l’Ungheria a chiarire se il contenuto di incontri sensibili sia stato condiviso con un Paese pesantemente sanzionato per l’invasione dell’Ucraina. Szijjártó ha respinto ogni accusa di violazione dei protocolli, ironizzando sul fatto che, mentre gli altri ministri portano i propri smartphone in aula, lui sia l’unico a non farlo, definendo «stupidità» le insinuazioni su possibili falle nella sicurezza.

Il tempismo di queste rivelazioni è pessimo, per l’Unione europea. Con le elezioni parlamentari ungheresi ormai alle porte, il partito Fidesz di Viktor Orbán si trova a rincorrere nei sondaggi il Partito Tisza di Péter Magyar. In un clima di crescente tensione interna, i 16 viaggi di Szijjártó a Mosca dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina e la dipendenza energetica dell’Ungheria dai combustibili fossili russi sono diventati di un aspro scontro politico. Mentre il governo difende la propria autonomia diplomatica, l’opposizione e i partner europei vedono in questi canali aperti un rischio concreto per la coesione di un’Unione sempre più frammentata ed esposta alle ingerenze del Cremlino.

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