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Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
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A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Il figlio del fondatore di Mango sarebbe sospettato nell’indagine sulla morte del padre

Lo riportano i quotidiani El Pais e La Vanguardia: la polizia starebbe verificando delle supposte incongruenze nelle dichiarazioni di Jonathan Andic relative alle circostanze della morte del padre Isak.

20 Ottobre 2025

Il fondatore di Mango, il magnate Isak Andic, è morto lo scorso 14 dicembre a seguito di una caduta durante una scalata con suo figlio, in Spagna. Inizialmente la morte dell’imprenditore turco di origine ebraico-sefardita era stata archiviata come accidentale, ma di recente pare che le autorità comincino a pensarla diversamente.  Il figlio 44enne Jonathan, l’unica persona con lui al momento dell’incidente, e quindi ascoltato come testimone, aveva inizialmente detto agli inquirenti che era davanti al padre quando ha sentito un rumore di rocce che cadevano, ed essersi girato nel momento nel quale Isak stava scivolando. Secondo la Bbc il proprietario della catena di fast fashion iberica nata nel 1984 a Barcellona sarebbe precipitato in una gola per circa 150 metri nell’area di Monserrat, nota per le sue caverne assai profonde. Dopo l’invio di un elicottero specializzato per il recupero dei dispesi nelle aree di montagna, la morte del 71enne, è stata poi confermata dal primo ministro del paese Pedro Sanchez, che ha espresso cordoglio. «Esprimo tutto il mio affetto e la mia riconoscenza al tuo grande lavoro e alla tua visione aziendale, che hanno trasformato la Spagna in un leader mondiale nel campo della moda» .

Jonathan, che dopo la morte del padre ha assunto il ruolo di vice presidente nel Mango Fashion Group e presidente della holding MNG, lavora nell’azienda dal 2005. Era stato interrogato già due volte tra dicembre e gennaio dai Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana – essendo lì avvenuto l’incidente – ma il caso era stato chiuso per mancanza di prove. E invece, negli ultimi giorni alcuni elementi sembrano aver fatto prendere una direzione diversa alle indagini: a riportarlo sono i quotidiani El Pais e La Vanguardia.

Da una parte c’è la testimonianza di Estefania Knuth, compagna del defunto, che ha parlato di rapporti tesi tra padre e figlio e divergenze nella gestione dell’azienda. Dall’altra, gli interrogatori di Andic, ritenuti incoerenti dal tribunale di Martorell che lo ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario. Tra le contraddizioni evidenziate ci sarebbe il fatto che Andic ricordava non correttamente il luogo dove era stata parcheggiata l’automobile, e ha asserito di non aver scattato fotografie quella giornata, per poi scoprire che invece delle fotografie esistevano. Dettagli che hanno portato la giudice istruttrice a riaprire il fascicolo. In una dichiarazione ufficiale data alla Reuters, la famiglia ha detto che «continuerà a cooperare, come fatto sino ad oggi, con le autorità competenti. Inoltre la famiglia è fiduciosa che questo processo sarà concluso il prima possibile e che proverà l’innocenza di Jonathan Andic».

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