La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada
Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
Forse Zohran Mamdani segue su Instagram il suo omologo di Roma, Roberto Gualtieri? Qualcuno ha verificato? Se no, qualcuno può farlo? Perché potrebbe essere questa la spiegazione della foga riparatrice del sindaco di New York: ha visto i contenuti in cui Gualtieri si riprende mentre sfronda le chiome degli alberi, mentre piazza i cestini della spazzatura, mentre posa l’asfalto assieme agli operai, e ha capito che non c’è comunicazione più efficace di questa? Probabilmente no ma è bello pensare di sì, che ci sia un’affinità elettiva tra i primi cittadini dell’una e dell’altra sponda dell’Atlantico, che quando uno si appresta a metter a posto il Lungotevere, via Tiburtina, via Cristoforo Colombo e la Salaria, l’altro si prepari – con la differenza data dal fuso orario, ovviamente – a sistemare Olympia Boulevard a Staten Island.
A prescindere dalla nostra speranza di una collaborazione social tra Mamdani e Gualtieri nel prossimo futuro, resta la notizia vera e seria, almeno per i cittadini di New York: il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei primi cento giorni di un anno contraddistinto da uno degli inverni più brutali nella storia recente della città (cosa che, ovviamente, rende tanto più difficile la manutenzione stradale). Ma non si tratta di semplice manutenzione, però: nella gestione urbana di Mamdani, la riparazione del manto stradale è diventata l’azione simbolo di un’amministrazione che ha scelto di ripartire dalle piccole questioni quotidiane che toccano tutti i cittadini, nobilitando i lavoratori, spesso ignorati, che tengono in piedi la metropoli e ne garantiscono la qualità della vita.
Il successo dell’operazione si basa su una strategia di «interventi intensivi» che ha visto il Dipartimento dei Trasporti (NYC DOT) trasformare i sabato mattina in “blitz logistici”. Ottanta squadre operative sin dall’alba, capaci di risolvere in 24 ore una settimana intera di segnalazioni da parte dei cittadini. È una risposta pragmatica ai danni causati dal gelo dell’ultimo invern, una prova di efficienza che ha registrato numeri record (oltre 22 mila riparazioni effettuate solo durante i tre sabati di marzo) portando la città a una velocità di riparazione che non si registrava da un decennio.
Come si legge nel sito dell’amministrazione newyorkese, ora che il ghiaccio della «worst blizzard» della storia di New York è un ricordo, l’amministrazione Mamdani punta a un obiettivo ancora più ambizioso: la ripavimentazione di 1.150 miglia di corsie stradali, una distanza che idealmente collegherebbe New York a Miami. Dalla logica del rattoppo emergenziale si passa quindi a quella del rifacimento strutturale, trasformando la sicurezza stradale in un indicatore di eccellenza del servizio pubblico. Tra la polvere dei cantieri e il calore della primavera, New York prova a dimostrare che la grandezza di una visione politica si misura anche, e soprattutto, dalla fluidità del suo asfalto.
La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
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