Hype ↓
00:57 venerdì 27 marzo 2026
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
Nei bombardamenti sull’Iran è andata distrutta anche la casa-museo di Abbas Kiarostami A dare la notizia è stato il figlio sui social, spiegando che le bombe che hanno colpito Chizar hanno danneggiato anche la casa del regista.
L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la schiavitù come «il più grave crimine contro l’umanità», nonostante il voto contrario degli Usa e di Israele e l’astensione dell’Europa Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".
La fotografia della serie di Harry Potter è così strana che i fan si sono convinti che sia stata girata usando l’AI La forte somiglianza di costumi, scenografie e cast, unita alla pallida paletta cromatica vista nel trailer appena uscito, ha convinto i fan che nella serie ci abbia messo lo zampino l'AI.
È appena stato annunciato un nuovo film del Signore degli anelli ed è già il più strano di tutta la saga Si intitola The Lord of the Rings: Shadow of the Past, sarà prodotto da Peter Jackson, avrà come protagonisti Sam, Merry e Pipino e soprattutto lo scriverà Stephen Colbert.
Nemmeno un accordo da un miliardo di dollari con Disney è bastato a evitare la chiusura di Sora da parte di OpenAI La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
Su internet sempre più maschi si rivolgono ai face rater, cioè tizi pagati per recensire le facce degli altri e decidere se sono belli o brutti Ci sono interi subreddit dedicati e server Discord appositi: basta pubblicare una foto della propria faccia e chiedere che venga recensita.

L’arte contemporanea italiana vista dalla Francia

Due mostre complementari a Nizza ripercorrono in modo nuovo la nostra storia dell'arte dagli anni' '60 a oggi.

12 Giugno 2022

25 giugno 1981. Il Centre Pompidou di Parigi inaugura una mostra, curata da Germano Celant, che consacra l’arte italiana del Dopoguerra. Le opere di Piero Manzoni, Enrico Castellani e di tutti i campioni dell’Arte Povera sono ambasciatrici di ciò che il titolo – quanto mai pretenzioso – definisce Identité italienne. L’identità italiana. Da questo weekend, oltre quarant’anni più tardi, sempre in Francia ma nello sfavillante verde e blu di Nizza, ci troviamo di fronte alla stessa domanda: qual è l’identità dell’arte italiana?

A rispondere sono Vita Nuova e Le Future derrière nous, due mostre visitabili al MAMAC (Musée d’Art Modern et d’Art Contemporain) e a Villa Arson. La prima, curata da Valérie Da Costa, attraversa gli anni Sessanta e s’interrompe nel 1975 con la morte di Pier Paolo Pasolini; la seconda, curata da Marco Scotini, riparte dagli anni Novanta e giunge fino a noi. È evidente che, nel tentativo di aggiornare le caratteristiche della fantomatica identité italienne, siamo di fronte a un vuoto, quello lasciato dagli anni Ottanta, gli anni della Transavanguardia e del ritorno alla pittura figurativa, ma soprattutto dell’economia neoliberista e delle politiche conservatrici. Gli anni esplosivi della tv commerciale e dell’industria dell’intrattenimento.

Vita Nuova reagisce a questo vuoto ispirandosi all’idea dantesca di rinascita. Il passaggio dal benessere degli anni Sessanta alle tensioni del decennio successivo è rappresentato da sessanta artisti (fra cui molte donne e alcuni “dimenticati” dalle cronache ufficiali di allora) che si confrontano su tre temi: il potere delle immagini, il rapporto fra natura e industrializzazione, la memoria del corpo. Ben diverso e più convincente è il discorso affrontato da Le Future derrière nous. Già dalle parole del titolo, capiamo che il problema principale, per misurarsi con la storia di ieri e di oggi, sta nella cognizione del tempo. Il futuro non è davanti a noi bensì alle nostre spalle. E probabilmente, suggerisce Scotini, è ancora depositato negli anni Settanta. Ora cerchiamo di capire il perché.

Le tre sezioni che compongono la mostra (Divenire ex, Esercizi di esodo, Vogliamo ancora tutto), allestita dentro e fuori Villa Arson, gioiello brutalista di Michel Marot, che già da sola vale il viaggio fino a Nizza, si sovrappongono, così come accade alle tre generazioni di artisti coinvolti, venti fra quelli emersi negli anni Novanta e quelli emersi di recente. Ad accomunarli è il loro modo di scavare dentro la storia e un generale senso di disorientamento causato dalla controrivoluzione in atto dagli anni Ottanta. Pertanto le opere non dialogano per affinità formali, il video non sta con il video, l’installazione con l’installazione e via dicendo, bensì s’intrecciano nello spazio. Fanno risuonare gli stessi temi. L’ingresso alla mostra è un ottimo esempio. Sopra alla gigantografia di uno scatto in bianco e nero di Uliano Lucas, che ritrae un sit-in a Piazzale Loreto del 1971, è esposta una Carta Atopica di Luca Vitone del 1992. La fotografia di centinaia di persone sedute in piazza fa da sfondo a una carta geografica che, sì, ci mostra città e strade, bacini idrici e rilievi montuosi, ma non ci dice i loro nomi. È una carta geografica muta. Ora, sovrapporre due opere, prodotte da artisti diversi, in decenni diversi, potrebbe sembrare una forzatura, un’operazione spregiudicata; e invece, proprio grazie a quest’associazione fisica, possiamo comprendere come al pieno sociale degli anni Settanta sia subentrato il disorientamento, il vuoto conoscitivo degli anni Novanta. Perciò non si tratta semplicemente di entrare in una mostra, di superarne l’ingresso, piuttosto davanti alle opere di Lucas e di Vitone si è obbligati a superare una soglia concettuale e temporale; ad accogliere l’idea che la storia non sia sempre da declinare al singolare – forse avrebbe più senso parlare di storie – e soprattutto che il suo percorso non sia sempre lineare e retto.

Marco Cavallo di Claire Fontaine

Penso anche al confronto fra Marco Cavallo, un cavallo di cartapesta azzurra alto tre metri, a firma di Claire Fontaine, e Museo Franco Basaglia di Stefano Graziani. Da un lato abbiamo la riproposizione della celebre icona realizzata nel 1973 all’Ospedale Psichiatrico di Trieste, un vero e proprio Cavallo di Troia che consentiva ai sogni e ai desideri dei pazienti di uscire e prendere il largo; dall’altro, la fotografia di una pila di libri di Basaglia che regge un vaso con delle rose recise dal giardino della stessa struttura ospedaliera. Due prospettive diverse sul concetto di alienazione.

Ecco, questo tipo di assonanze, di tensioni echeggiano anche nel resto della mostra. Ovviamente qui è impossibile citarle tutte, poiché il confronto non è solo fra artisti visivi, ma entrano in gioco figure come Nanni Balestrini, Giuseppe Pinelli, Carla Lonzi, Enzo Mari e molte altre, che allargano l’orizzonte e scompigliano il mazzo. Però, alla fine della visita, sia ha la sensazione di quanto sia poco sensato parlare d’identità italiana. O meglio, di scena artistica italiana. A essere precisi è poco sensato se si adottano categorie fuori uso come il linguaggio o il mezzo espressivo, l’estetica, lo stile, l’età o la provenienza geografica. Le Futur derrière nous ci suggerisce che, per cercare di capire qualcosa in più di quanto accade oggi all’arte contemporanea del nostro Paese, siamo obbligati a rintracciare i motivi per cui si è interrotto qualcosa, e di conseguenza abbiamo mancato il nostro appuntamento con il passato. Volgere lo sguardo all’indietro è un possibile modo di ripartire laddove ci siamo interrotti.

Articoli Suggeriti
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini

Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.

Nei bombardamenti sull’Iran è andata distrutta anche la casa-museo di Abbas Kiarostami

A dare la notizia è stato il figlio sui social, spiegando che le bombe che hanno colpito Chizar hanno danneggiato anche la casa del regista.

Leggi anche ↓
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini

Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.

Nei bombardamenti sull’Iran è andata distrutta anche la casa-museo di Abbas Kiarostami

A dare la notizia è stato il figlio sui social, spiegando che le bombe che hanno colpito Chizar hanno danneggiato anche la casa del regista.

La fotografia della serie di Harry Potter è così strana che i fan si sono convinti che sia stata girata usando l’AI

La forte somiglianza di costumi, scenografie e cast, unita alla pallida paletta cromatica vista nel trailer appena uscito, ha convinto i fan che nella serie ci abbia messo lo zampino l'AI.

Solo Rosalia può regalare un grandissimo spettacolo anche in un concerto interrotto a metà

Del concerto di Milano resterà un ricordo agrodolce: Rosalia è stata costretta ad abbandonare il palco per un malore, ma fino a quel momento l'unica data italiana del suo tour era stata davvero speciale. Per i fan e per lei.

È appena stato annunciato un nuovo film del Signore degli anelli ed è già il più strano di tutta la saga

Si intitola The Lord of the Rings: Shadow of the Past, sarà prodotto da Peter Jackson, avrà come protagonisti Sam, Merry e Pipino e soprattutto lo scriverà Stephen Colbert.

Il successo di Heated Rivalry ha convinto Don DeLillo a ristampare Amazons, un suo vecchio e introvabile romanzo erotico su una giocatrice di hockey femminile

Romanzo che l'autore ha odiato e "nascosto" per decenni. Adesso però ha cambiato idea, pare grazie al successo della serie Hbo, e il 17 novembre tornerà in libreria.