Hype ↓
18:41 sabato 21 marzo 2026
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Storia della moda per principianti

Instant Moda di Andrea Batilla è il tentativo di raccontare un mondo, spesso bistrattato, che ha fatto la storia (e l’economia) dell’Italia.

04 Dicembre 2019

È vero che la moda non va più così di moda? Probabilmente sì, almeno non nella forma che per prima viene alla mente quando la si nomina. È vero che la moda oggi non è più uno di quegli asset imprescindibili per una definzione identintaria e il racconto di sé. È facile osservare (basta dare un occhio ai soliti stramaledetti socialini), che le leve per il posizionamento personale sono diventate le più diverse: dai viaggi alla tecnologia, dalla spiritualità al food, dal fitness alle fotine sporcaccione alle militanze più variegate. Addirittura le influencer più corporate, nate blogger, dissimulano ormai il product placement in contenuti che devono apparire il più possibile organici.

È altrettanto facile constatare che il racconto che la moda mainstream fa di se stessa fatica ad uscire da quel pantano di postmoderno che furono gli anni ‘80. C’è un qualcosa di comprensibile e umano in questo. La moda ricorda se stessa nel momento di massimo splendore, come una Norma Desmond che resta attaccata alla propria immagine cristallizzata sugli schermi muti dell’epoca d’oro di Hollywood, prima del venerdì nero del ’29. Ora che le Instagram Stories hanno ucciso gli applausi a fine sfilata, cosa ci resta? Una bolla di appassionati che condividono poca magia e ossessioni estemporanee che sembrano più trovate da agenzia creativa (micro-borsette ironiche, macro-sneakers parodistiche) che visioni di un presente o futuro possibili, di umani immaginati e immaginari nonché di soluzioni estreme o assurde alle questioni del mondo. Non sempre, non tutti, ci mancherebbe altro. Eppure è un dato che per regalarci sogni potentissimi su larga scala anche un colosso macina-fatturati come il Gucci di Alessandro Michele e Marco Bizzarri, la Pixar del fashion system, ha dovuto studiare un modello di business in cui è il prodotto a sostenere la cultura.

Sembra incredibile, ma c’è stato un tempo, un tempo durato molto a lungo, in cui si poteva osare. E di quel tempo, un secolo più o meno, racconta Andrea Batilla nel suo Instant Moda appena uscito per Gribaudo. Un libro sornione che si piazza tra il sussidiario illustrato, l’antologia arbitraria, il manuale for dummies (ovvero dedicato a chi non ha conoscenza della materia) e la raccolta di racconti di un formidabile battutista. Batilla è del resto la zia modaiola che tutti abbiamo avuto o ardentemente desiderato. Ha collaborato infatti come designer e ricercatore tessile con alcuni dei più importanti marchi del made in Italy, da Romeo Gigli a Trussardi, da Aspesi a Bottega Veneta. È stato direttore di IED Moda Milano e poi co-direttore, insieme a Sabrina Ciofi, di PIZZA, magazine indipendente che negli anni Dieci ha raccontato la creatività italiana.

Auntie Mame del tessile, ci accompagna nella sua cabina armadio ideale e con nonchalance passa in rassegna le meraviglie novecentesche che pendono dalle grucce, accompagnandole a un racconto sempre in bilico tra l’aneddoto e un disegno più grande in cui inserire quel singolo tassello. Un sistema che ha sempre a che fare con il mondo, con le persone, con tutto quello che stava succedendo al di fuori della moda e degli atelier prima e delle passerelle poi. Tira in ballo vecchie storie, serve deliziosi gin and tonic, e più ci prende la mano più si lascia andare a retroscena anche esilaranti, senza mai perdere però un aplomb da gran padrona di casa. Fa della moda una storia di donne, e lo fa un gran bene. Rievocando nomi che sono stati dimenticati non solo dalla memoria collettiva ma anche dalle scuole di moda a causa di noncuranti eredi, malriuscite successioni o di quell’infausta incapacità della moda di fare i conti con il proprio passato, con quel che è stata. Ridona lustro a Madeleine Vionnet, Jeanne Lanvin, Elsa Schiaparelli e Madame Grès, senza lasciarsi scappare lo sfizio di raccontare l’incontro tra la moda e Hollywood attraverso il formidabile genio di George Cukor e del suo Donne. Femminista programmatico, è quasi scolastico quando, col supporto delle belle illustrazioni di Valentina Biasetti, fa la scelta politica di raccontare il made in Italy anche attraverso il lavoro di Rosa Genoni, Germana Marucelli e la Biki.

Personaggi lontani ma portatori sani di una visione magari meno strombazzata e più legata all’artigianalità del mestiere di fare i vestiti, ma sempre fondamentale. Ci sono preferenze giustificate e mai prese di posizione talebane. Alcune potrebbero addirittura essere considerate scottanti, in un mondo che non nega allori a nessuno, e in cui contrariamente a quanto predetto da Arbasino per la letteratura si passa quasi sempre da giovane promessa a venerato maestro saltando a piè pari la fase del “solito stronzo’”. È il caso di Christian Dior che «è stato sicuramente un personaggio fondamentale ma non il dio assoluto che la stampa ci racconta», una dichiarazione capace di scatenare crisi epilettiche anche tra i fashion editor più stoici. Cristóbal Balenciaga è invece indiscutibilmente amato per la sua «parabola ascensionale verso la purificazione estrema delle forme che non dimostra nessun interesse verso quella che già a quel tempo viene chiamata moda». È beffarda ma spassosa anche la scelta dei due soli nomi che secondo Batilla definiscono la moda oggi: Bernard Arnault e François-Henri Pinault, raccontati in tutto in una decina di righe.

Questo libro è a modo suo un manifesto che cerca di cambiare il tono di voce in un mondo (certo non senza colpe e contraddizioni interne) che è spesso bistrattato e deriso, ma che come ogni altra arte applicata, come si diceva un tempo, ha una dignità perché fatta di e da donne e uomini che le hanno dedicato la vita. Attraverso le storie di chi la moda la fa, riavvicina le persone a un lavoro, ai tanti lavori, che hanno fatto la storia e l’economia di questo Paese. E senza teoricismi, alla fine, spiega una verità incontrovertibile: che la moda, con i vestiti, c’entra poco e niente.

Articoli Suggeriti
La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità su Chuck Norris

In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.

Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Leggi anche ↓
La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità su Chuck Norris

In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.

Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli

La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.

In Arco di Ugo Bienvenu c’è tutto il bello dell’animazione occidentale e orientale

Candidato all'Oscar, ispirato dai fumetti di Moebius e da quelli di Akira Toriyama, Arco è un omaggio all'arte stessa dell'animazione. Ne abbiamo parlato con il regista, Ugo Bienvenu.

Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo

L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026

Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.