Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
È molto probabile che Jeremy Allen White sarà Bruce Springsteen nel biopic prodotto da A24
Pochi giorni fa sono state diffuse le prime immagini di Timothée Chalamet nei panni di Bob Dylan sul set di A Complete Unknown, il film di James Mangold che racconterà la vita del cantautore statunitense. Ma quello di Mangold non sarà l’unico biopic dedicato alla vita di un musicista ad arrivare prossimamente nelle sale: oltre al curioso progetto di Sam Mendes, che dedicherà una pellicola a ciascuno dei quattro componenti dei Beatles, c’è anche Back To Black, il film di Sam Taylor-Johnson che racconta la vita e la carriera di Amy Winehouse. A questa lista si aggiunge ora anche Deliver Me from Nowhere, una biopic diretto da Scott Cooper su Bruce Springsteen, che stando a quanto riportato in esclusiva da Deadline, potrebbe essere interpretato da Jeremy Allen White. Notizia ripresa anche da un altro sito di informazione cinematografica, WorldofReel, secondo il quale Allen White il film lo farà. WorldofReel è solitamente molto affidabile in fatto di indiscrezioni e spesso è arrivata per prima su notizie non ancora confermate da testate maggiori.
Il film, nella cui realizzazione lo stesso Springsteen è stato coinvolto, sarà l’adattamento dall’omonimo libro di Warren Zanes (pubblicato in Italia da Jimenez col titolo Liberami dal nulla), si concentrerà sulla vita di Springsteen e sul «lungo sforzo per mettere insieme il suo album seminale del 1982 Nebraska, che ha iniziato a prendere forma mentre lui e la E Street Band stavano buttando giù le tracce per il suo imponente disco Born in the Usa». Le riprese dovrebbero iniziare nel New Jersey il prossimo autunno e, al momento, le trattative per il ruolo del protagonista sono ancora in corso. Ad ogni modo, Allen White, fresco di una fortunatissima award season e al momento impegnato nelle riprese della terza e quarta stagione di The Bear, sembra essere la prima scelta sia per Cooper che per A24, entrati nel progetto in qualità di produttori insieme a Scott Stuber, ex-presidente di Netflix Films.
Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.