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11:22 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

È molto probabile che Jeremy Allen White sarà Bruce Springsteen nel biopic prodotto da A24

27 Marzo 2024

Pochi giorni fa sono state diffuse le prime immagini di Timothée Chalamet nei panni di Bob Dylan sul set di A Complete Unknown, il film di James Mangold che racconterà la vita del cantautore statunitense. Ma quello di Mangold non sarà l’unico biopic dedicato alla vita di un musicista ad arrivare prossimamente nelle sale: oltre al curioso progetto di Sam Mendes, che dedicherà una pellicola a ciascuno dei quattro componenti dei Beatles, c’è anche Back To Black, il film di Sam Taylor-Johnson che racconta la vita e la carriera di Amy Winehouse. A questa lista si aggiunge ora anche Deliver Me from Nowhere, una biopic diretto da Scott Cooper su Bruce Springsteen, che stando a quanto riportato in esclusiva da Deadline, potrebbe essere interpretato da Jeremy Allen White. Notizia ripresa anche da un altro sito di informazione cinematografica, WorldofReel, secondo il quale Allen White il film lo farà. WorldofReel è solitamente molto affidabile in fatto di indiscrezioni e spesso è arrivata per prima su notizie non ancora confermate da testate maggiori.

Il film, nella cui realizzazione lo stesso Springsteen è stato coinvolto, sarà l’adattamento dall’omonimo libro di Warren Zanes (pubblicato in Italia da Jimenez col titolo Liberami dal nulla), si concentrerà sulla vita di Springsteen e sul «lungo sforzo per mettere insieme il suo album seminale del 1982 Nebraska, che ha iniziato a prendere forma mentre lui e la E Street Band stavano buttando giù le tracce per il suo imponente disco Born in the Usa». Le riprese dovrebbero iniziare nel New Jersey il prossimo autunno e, al momento, le trattative per il ruolo del protagonista sono ancora in corso. Ad ogni modo, Allen White, fresco di una fortunatissima award season e al momento impegnato nelle riprese della terza e quarta stagione di The Bear, sembra essere la prima scelta sia per Cooper che per A24, entrati nel progetto in qualità di produttori insieme a Scott Stuber, ex-presidente di Netflix Films.

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