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Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
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Un artista ha preso i soldi, è scappato e ha detto che l’opera era quella

30 Settembre 2021

Forse dopo il quadro di Banksy che si autodistrugge e gli Nft abbiamo la conferma definitiva che la nuova arte concettuale è evanescente e intangibile. È quello che ha dimostrato l’artista danese Jens Haaning lo scorso martedì quando ha esposto la sua opera intitolata “Prendi i soldi e scappa”, che è esattamente quello che ha fatto lui. Il Kunsten Museum of Modern Art in Danimarca lo aveva pagato 84 mila dollari commissionandogli un’opera per una mostra collettiva, lui li ha presi, ha lasciato al museo delle tele vuote, ed è scomparso, sostenendo che questa sua performance fosse, in realtà, l’opera d’arte.

“Take the money and run” di Jens Haaning per il Kunsten, 28 settembre 2021, foto di Henning Bagger courtesy of Getty

Jens Haaning è un artista concettuale di 56 anni e alcuni lo definiscono «uno degli artisti più importanti ed impegnati criticamente della sua generazione», specialmente per le sue opere di denuncia verso la società occidentale; i suoi temi preferiti sono la migrazione, l’uguaglianza di genere, il nazionalismo e la libertà di espressione, si legge sulla sua scheda. L’opera che gli aveva commissionato il museo danese doveva essere una riflessione su due sue opere che aveva ideato anni prima: una del 2007, “An Average Danish Annual Income” composta da banconote di corone danesi incollate a una tela per indicare il reddito annuo di un danese, e l’altra del 2011, che indicava invece il reddito di un australiano. Al Kunsten doveva esporre una comparazione tra le due per riflettere sulle differenze di potere di acquisto tra i due Paesi, dunque il museo gli aveva fornito le banconote che dovevano essere appositamente incollate alla tela. Banconote che in realtà lui si è intascato.

«L’opera è che ho preso i loro soldi: non è furto, è rottura del contratto e la rottura del contratto fa parte del lavoro», ha detto in una trasmissione radiofonica danese Haaning, sostenendo che ricreare i suoi lavori precedenti l’avrebbe lasciato senza soldi e che quindi il suo era un atto di protesta contro il museo, «Incoraggio chi si trova in condizioni lavorative tremende come le mie, dovete fare lo stesso». Dall’altra parte il direttore del museo, Lasse Andersson, non pare sia stato molto contento della sceneggiata; intervistato dal Guardian, ha sottolineato come il Kunsten sia una piattaforma per l’arte e che non si occupa di arte performativa, facendo intendere forse che l’artista avesse sbagliato consegna: «Anche io sono confuso», ha detto il committente. Intanto però la mostra ha aperto comunque esponendo l’opera “Take The Money And Run”. Il tema dell’esposizione, dal titolo Work It Out, è la riflessione sul rapporto tra artista e lavoro, e quindi alla fine Haaning non aveva tutti i torti.

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