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05:23 mercoledì 26 agosto 2026
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.

Un artista ha preso i soldi, è scappato e ha detto che l’opera era quella

30 Settembre 2021

Forse dopo il quadro di Banksy che si autodistrugge e gli Nft abbiamo la conferma definitiva che la nuova arte concettuale è evanescente e intangibile. È quello che ha dimostrato l’artista danese Jens Haaning lo scorso martedì quando ha esposto la sua opera intitolata “Prendi i soldi e scappa”, che è esattamente quello che ha fatto lui. Il Kunsten Museum of Modern Art in Danimarca lo aveva pagato 84 mila dollari commissionandogli un’opera per una mostra collettiva, lui li ha presi, ha lasciato al museo delle tele vuote, ed è scomparso, sostenendo che questa sua performance fosse, in realtà, l’opera d’arte.

“Take the money and run” di Jens Haaning per il Kunsten, 28 settembre 2021, foto di Henning Bagger courtesy of Getty

Jens Haaning è un artista concettuale di 56 anni e alcuni lo definiscono «uno degli artisti più importanti ed impegnati criticamente della sua generazione», specialmente per le sue opere di denuncia verso la società occidentale; i suoi temi preferiti sono la migrazione, l’uguaglianza di genere, il nazionalismo e la libertà di espressione, si legge sulla sua scheda. L’opera che gli aveva commissionato il museo danese doveva essere una riflessione su due sue opere che aveva ideato anni prima: una del 2007, “An Average Danish Annual Income” composta da banconote di corone danesi incollate a una tela per indicare il reddito annuo di un danese, e l’altra del 2011, che indicava invece il reddito di un australiano. Al Kunsten doveva esporre una comparazione tra le due per riflettere sulle differenze di potere di acquisto tra i due Paesi, dunque il museo gli aveva fornito le banconote che dovevano essere appositamente incollate alla tela. Banconote che in realtà lui si è intascato.

«L’opera è che ho preso i loro soldi: non è furto, è rottura del contratto e la rottura del contratto fa parte del lavoro», ha detto in una trasmissione radiofonica danese Haaning, sostenendo che ricreare i suoi lavori precedenti l’avrebbe lasciato senza soldi e che quindi il suo era un atto di protesta contro il museo, «Incoraggio chi si trova in condizioni lavorative tremende come le mie, dovete fare lo stesso». Dall’altra parte il direttore del museo, Lasse Andersson, non pare sia stato molto contento della sceneggiata; intervistato dal Guardian, ha sottolineato come il Kunsten sia una piattaforma per l’arte e che non si occupa di arte performativa, facendo intendere forse che l’artista avesse sbagliato consegna: «Anche io sono confuso», ha detto il committente. Intanto però la mostra ha aperto comunque esponendo l’opera “Take The Money And Run”. Il tema dell’esposizione, dal titolo Work It Out, è la riflessione sul rapporto tra artista e lavoro, e quindi alla fine Haaning non aveva tutti i torti.

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