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09:13 giovedì 5 marzo 2026
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.
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Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme” Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.
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Tutta internet sta gongolando per le disgrazie degli influencer che si sono trasferiti a Dubai e ora si ritrovano in mezzo a una guerra Decine di reel e tiktok in queste ore ritraggono influencer e creator che scoprono, improvvisamente, che fuori c'è la morte. Internet non aspettava altro.
In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.

Perché passano quasi tre mesi dalle elezioni all’insediamento alla Casa Bianca

20 Gennaio 2017

Venerdì 20 gennaio si insedia alla Casa Bianca Donald Trump, che è stato eletto lo scorso 8 novembre. Negli Usa le elezioni presidenziali si svolgono sempre il martedì successivo al primo lunedì di novembre, mentre la cerimonia d’inaugurazione, cioè l’insediamento del nuovo capo di Stato, si tiene il 20 gennaio, come stabilito da un emendamento speciale della Costituzione. Basta fare un calcolo veloce per rendersi conto che tra l’elezione di un presidente americano e l’inizio del suo mandato passano quasi tre mesi. Si tratta di una cosa voluta, anzi nei secoli scorsi questo lasso temporale era ancora più lungo. Un pezzo di Eric Grundhauser su Atlas Obscura riassume le ragioni storiche di questa lunga attesa: «Un tempo raccogliere e contare i voti richiedeva molto più tempo di oggi, visto che le schede elettorali dovevano essere portate a dorso di cavallo. Poi, il trasferimento alla Casa Bianca del presidente eletto richiedeva tempo». Un’altra ragione che ha spinto i padri fondatori a stabilire un periodo d’attesta tra elezioni e insediamento, prosegue Grundhauser, era che il nuovo presidente aveva bisogno di tempo per chiarirsi le idee su molte cose, come le nomine dello staff, mentre quello uscente poteva utilizzare questi mesi per «facilitare la transizione e proteggere la sua eredità storica».

Obama fine mandato

Inizialmente l’inaugurazione dei presidenti si teneva a marzo (con l’eccezione iniziale di George Washington, che cominciò il suo mandato ad aprile perché in quel caso le elezioni, le prime del Paese, si tennero a febbraio). Uno degli effetti negativi di dovere aspettare ben quattro mesi, nota il giornalista, consisteva nel fatto di trovarsi un presidente uscente “lame duck”, con scarso margine di manovra. Così nel 1933 si decise di ridurlo da quattro mesi a meno di tre, una scelta dettata anche dagli effetti della Grande depressione. Nel novembre del 1932 fu eletto Franklin Roosevelt, che sconfisse il presidente uscente Herbert Hoover: era un momento particolarmente delicato per la nazione, che era alle prese con l’onda lunga della crisi del 1929 e che si ritrovò in una situazione in cui nessuno dei due leader era nelle condizioni di realizzare quelle riforme economiche di cui gli Usa aveva urgente bisogno. Roosevelt avrebbe dovuto insediarsi infatti il 4 aprile, ma la situazione era tanto grave che spinse il Congresso a votare un emendamento alla Costituzione (il ventesimo, detto anche il “Lame Duck Amendment”), che anticipò la data dell’inauguration day al 20 gennaio. Da allora non è più cambiata.

Souvenir venduti in un botteghino poco lontano dalla Casa Bianca (TIMOTHY A. CLARY/AFP/Getty Images); l’ultima conferenza stampa di Obama (Photo by Chip Somodevilla/Getty Images)
 
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