Il mare a Milano è un progetto di Rivista Studio in collaborazione con North Sails. In tre puntate, incontreremo padri e figli che vivono la città, ma hanno mantenuto un legame con il mare e l’acqua forte, stabile, vivo.
Il mare a Milano non c’è, ma Milano non è così lontana dal mare. Ci si potrebbe arrivare, a immaginarsi acqua: lungo il Naviglio, fino al Ticino, poi nel Po, e di lì nel Mediterraneo. La pratica è più difficile, per non dire impossibile, a causa dei tratti non navigabili, delle chiuse che regolano i flussi di acqua e dei dislivelli. Ma non c’è solo questo, che rende Milano una città quasi marittima. C’è la prossimità al mare, due ore di treno, un’ora di autostrada per il Tirreno. C’è la molteplicità delle provenienze geografiche, perché Milano è una città poco stanziale, una città-porto, appunto, in cui arrivano decine di migliaia di persone all’anno, e portano con sé le proprie storie che, in Italia, sono spesso storie legate al mare.
Insieme a North Sails, brand di riferimento nell’abbigliamento casual e tecnico ispirato al mondo della vela, abbiamo raccontato tre storie di chi, da Milano, vive come se un pezzo di mare fosse qui, quasi quotidianamente. E si impegna, un po’ per lavoro e un po’ per passione, a trasmettere questa passione e questa vicinanza a suo figlio. Tre storie che riflettono la filosofia di North Sails: vivere la passione per l’acqua in ogni luogo, superando confini e trasformando la città in un luogo dove la vita e la passione per il mare si incontrano.
La prima storia che abbiamo raccontato è quella di Gabriele e Leonardo Martinato, canoisti: Gabriele, istruttore di canoa, ha trasmesso l’amore per i remi a Leonardo, suo figlio. In mare, sul lago, fino al Naviglio di Milano.
Qualche giorno dopo siamo andati alla Libreria del Mare, uno dei luoghi più affascinanti della città, in via Broletto, proprio dietro al Duomo, per incontrare Tomaso e Tobia Aroldi. Tomaso è un velista esperto: ha navigato in Europa e in Africa, dai mari mossi, intensi, ventosi del Sudafrica fino a quelli più calmi che dalla Croazia scendono giù fino in Grecia. Ci ha raccontato della sua passione per i libri di vela, a partire dai racconti di Bernard Moitessier, che l’aveva convinto, da ragazzo, a salire sulla sua prima barca; e di come, tramontato il sogno romantico delle navigazioni eroiche in solitario, si stia aprendo alla vela come esperienza di famiglia. Tobia, che ha 5 anni, quest’anno potrà salire sulla classe Optimist, la barca utilizzata da sempre per insegnare ai piccoli velisti del futuro.
La foto in copertina e il video sono di Andrea Lops
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