Investire in un borgo medievale

Guida ai progetti di Housers, nel Monferrato, dove un castello e un palazzo sono stati coinvolti in un "crowdfunding immobiliare".

26 Settembre 2018

Immerso tra le colline delle Langhe del Monferrato, sorge il piccolo borgo medievale di Castellero, dichiarato Patrimonio Unesco nel 2014. In piemontese “castellero” vuol dire castello distrutto e, in effetti, la fortezza che domina il paese è frutto della ricostruzione di quella più antica, demolita durante la sanguinosa battaglia che, nel 1312, vide scontrarsi guelfi e ghibellini. Eppure la fortezza trecentesca di Castellero non ha affatto l’aspetto di un rimpiazzo. Grazie alla cura della famiglia Ponte, il maniero successivo alla guerra, con le sue finestrelle romboidali e l’ampia torre che si affaccia sulla pianura di Villanova, non ha avuto mai nulla da invidiare allo sfarzo del palazzo che lo ha preceduto. Fino a pochi mesi fa era ancora possibile ammirarne la maestosità, offuscata ma non celata dall’incuria del secolo scorso.

Oggi le cose sono cambiate. Di Castellero resta la bellezza, ma l’abbandono è solo un ricordo. Ampi lavori di restauro sono in atto, con l’obiettivo di trasformare l’antica fortezza in una raffinata residenza turistica. La riqualificazione porta la firma di Housers, alleatasi con Faberstone Capital, Engel&Volkers e Bertone Design per dare vita a Castellero Timeless Charm Resort. L’operazione dimostra le grandi possibilità del crowfounding immobiliare, canale che, come spiega il fondatore di Faberstone Capital Marco Pennisi, «consente di coinvolgere una vasta platea di investitori internazionali, con una flessibilità e una velocità che non sempre è possibile riscontrare nel tradizionale canale bancario». Così, investire ha smesso di essere un’attività per pochi. Housers, nata nel 2015 a Madrid dall’idea di combinare finanziamenti e tecnologia, permette a chiunque di diventare investitore, «democratizzare il mercato immobiliare» è la sua missione. Basta visitare il sito per iniziare, con una quota minima di appena 50 euro, da devolvere su progetti in Spagna, Italia e Portogallo. Gli utenti iscritti sono oltre 80 mila, provenienti da 120 nazioni, per un rendimento annuo che oscilla tra il 7,5 e il 14,5 per cento.

Un’immagine del comune di Castellero (AT)

Torniamo adesso a Castellero, dove, tra qualche anno, sarà possibile ammirare i soffitti a volta e gli ornamenti alle pareti del castello direttamente dall’interno, in una delle 22 suite premium che sarebbero piaciute anche agli antichi abitanti della fortezza. Quello che sta per sorgere è un luxury condo-hotel dove, oltre al soggiorno, saranno permessi l’affitto e l’acquisto di lussuosi appartamenti in cui trascorrere le vacanze. Fuori dalle camere, gli ospiti potranno fingersi cortigiani ammirando le colline dal terrazzo o bevendo un buon bicchiere di vino (che nel Monferrato di certo non manca) seduti tra le aiuole in giardino. A chi invece preferisce il comfort odierno alle ricostruzioni storiche sono dedicate la spa, il ristorante stellato e la piscina.

Ma c’è altro oltre al castello. Gli investimenti sono ancora aperti sul portale Housers. Fino al 7 ottobre, sarà possibile scegliere di finanziare i lavori di un secondo progetto legato a Castellero Timeless Charm Resort. Si tratta della trasformazione in condo-hotel di un altro dei gioielli del borgo. Da poco aggregato all’interno del piano di rivalutazione turistica del territorio anche Palazzo Redoglia, storica residenza di Castellero. Una casa fatta di mattoni rossi, il cui fascino antico merita di non essere dimenticato. Nel giro di pochi anni, anche il palazzo, così come la vicina fortezza, vedrà sorgere al proprio interno numerose suite, anch’esse arredate da Bertone Design e inglobate nei 12 mila metri quadrati del resort. Valgono il viaggio: le sconfinate vigne delle Langhe, dove fiorisce la cultura del Barolo, i campi da golf e le piste sciistiche della zona, dove smaltire le scorpacciate di tartufo d’Alba.

Trascorrere le feste facendo digiuno terapeutico: una cosa divertente che vorrei rifare

Quella dietro al digiuno terapeutico è una scienza complessa e delicata, che richiede monitoraggio continuo, assistenza medica e consapevolezza del paziente. Siamo andati a provarlo nella clinica Buchinger Wilhelmi, la più antica e famosa struttura specializzata.

A causa della crescita dell’industria del benessere, l’incenso sta diventando un bene sempre più raro e costoso

La domanda è troppa e gli alberi che producono la resina da incenso non bastano. Di questo passo, tra 20 anni la produzione mondiale si dimezzerà.

Leggi anche ↓
Trascorrere le feste facendo digiuno terapeutico: una cosa divertente che vorrei rifare

Quella dietro al digiuno terapeutico è una scienza complessa e delicata, che richiede monitoraggio continuo, assistenza medica e consapevolezza del paziente. Siamo andati a provarlo nella clinica Buchinger Wilhelmi, la più antica e famosa struttura specializzata.

A causa della crescita dell’industria del benessere, l’incenso sta diventando un bene sempre più raro e costoso

La domanda è troppa e gli alberi che producono la resina da incenso non bastano. Di questo passo, tra 20 anni la produzione mondiale si dimezzerà.

Il Six Senses non è l’ennesimo albergo di lusso che apre a Milano

Dopo Roma e Ibiza, nel 2026 Six Senses arriverà anche a Milano, in via Brera 19. Di questa nuova idea di lusso e ospitalità abbiamo parlato con il General Manager André Buldini.

La nuova Montblanc Haus di Amburgo è il paradiso della scrittura

Montblanc ha aperto una nuova esposizione permanente, un luogo che racconta la sua storia, il lavoro degli artigiani e i grandi pensatori che negli anni hanno utilizzato le famose stilografiche e altri strumenti di scrittura.

20 anni di Borghetta Stile, il volto politico della musica pop

Abbiamo incontrato Daniele Ginger nel cuore di Roma Sud per scoprire cosa lega musica anni ‘90, senso di appartenenza e impegno politico-sociale.

Il successo dei cinemini di quartiere è la decrescita felice di cui il cinema italiano ha bisogno

Un nuovo modo di andare al cinema si è diffuso negli ultimi anni nelle città: proprio quando si pensava che multisala e piattaforme non avrebbero lasciato spazio, si sono affermati piccoli cinema di quartiere.