Assieme ad altre aziende dell'intrattenimento giapponese, lo Studio ha inviato una lettera a OpenAI in cui accusa quest'ultima di violare il diritto d'autore.
Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki
Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.
Proseguendo una tradizione ormai consolidata, lo Studio Ghibli ha pubblicato per Capodanno un nuovo disegno firmato da Hayao Miyazaki. Il disegno, diffuso il primo gennaio 2026 sui canali ufficiali dello studio d’animazione, raffigura un cavallo lanciato al galoppo, con in sella un cavaliere che indossa un tradizionale cappello di bambù. L’identità della figura resta volutamente ambigua: dato il copricapo, potrebbe trattarsi di un samurai o di un contadino, ma non sono state fornite indicazioni ufficiali in merito.
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Lo schizzo, realizzato in inchiostro rosso, è molto essenziale e per fattura e sinuosità delle linee ricorda l’arte calligrafica giapponese. Come spiega Mashable, l’illustrazione digitale è apposta su una tavoletta lignea la cui forma ricorda una casetta; un dettaglio che rimanda alla religione giapponese. A Capodanno infatti è consuetudine per i giapponesi scrivere preghiere e desideri per il nuovo anno su questi piccoli supporti lignei e appenderli in appositi spazi nei templi shintoisti, così che le divinità possano aiutare a renderli realtà.
Miyazaki realizza da tempo questi disegni come omaggio allo zodiaco cinese: nel 2025 aveva raffigurato un serpente a otto teste, simbolo dell’anno del serpente di legno (questo profilo Tumblr raccoglie tutti i disegni di Capodanno fatti da Miyazaki nel corso dell’anno). L’immagine del 2026 anticipa l’anno del cavallo di fuoco, che secondo il calendario cinese inizierà il 17 febbraio 2026 e terminerà il 5 febbraio 2027. Queste illustrazioni, spesso accompagnate da brevi testi augurali, sono diventate un appuntamento atteso dai fan di tutto il mondo del maestro dell’animazione giapponese e un raro momento di comunicazione pubblica del regista, che negli ultimi anni ha ridotto al minimo le apparizioni e le dichiarazioni ufficiali.