L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Ai Golden Globe Awards 2026 non ci sono state grandi sorprese rispetto ai pronostici, che avevano già anticipato un’edizione segnata dalle prime volte, sia sul fronte cinematografico sia su quello televisivo. Dopo anni di candidature a vuoto, diversi nomi ormai fondamentali dell’industria dell’intrattenimento sono riusciti finalmente a conquistare la Hollywood Foreign Press Association, trasformando la serata in una sorta di certificazione simbolica in vista della corsa agli Oscar. A rendere possibile un’edizione così ricca di prime volte potrebbe aver contribuito anche il rimpasto avvenuto negli ultimi anni all’interno della Hollywood Foreign Press Association, con l’ingresso di nuovi votanti e un parziale riequilibrio geografico-culturale dell’associazione. Un cambiamento che sembra aver inciso su un palmarès più aperto a percorsi internazionali e televisivi.
Timmy Supreme
Il premio più chiacchierato è certamente quello di Timothée Chalamet, che ha vinto il suo primo Golden Globe come Miglior attore in una commedia o musical, grazie all’interpretazione di Marty Mauser in Marty Supreme. Un premio arrivato dopo quattro nomination e a un anno di distanza dalla delusione per l’Oscar al Miglior attore protagonista perso contro Adrien Brody, che lo stesso Chalamet aveva ammesso di aver vissuto con grande amarezza. Nel discorso di ringraziamento ha definito la vittoria «molto dolce», anche perché arriva poco dopo il suo 30esimo compleanno (è nato il 27 dicembre), strappando il premio a una concorrenza che includeva anche Leonardo DiCaprio. Un riconoscimento che consolida ulteriormente il suo star power, al quale ha grandemente contribuito anche l’incredibile campagna marketing di cui è stato protagonista per Marty Supreme e diversi discorsi, pubblici e privati, in cui ha apertamente rivendicato l’obiettivo di diventare il più famoso, apprezzato e premiato attore di tutti i tempi. È stata, in un certo senso, una prima volta anche per la fidanzata Kylie Jenner: sul bigliettino segnaposto messo sul tavolo al quale erano seduti, il suo nome era accompagnato dall’indicazione “Kylie Jenner Chalamet”. La prevedibile reazione commossa ha prevedibilmente commosso i fan e ribadito, ancora una volta, che la relazione tra i due è un fatto non solo vero ma serio.
Un premio dopo l’altro
Sul fronte autoriale, la serata ha segnato una doppia prima volta anche per il 55enne Paul Thomas Anderson. Il regista di Una battaglia dopo l’altra ha conquistato il suo primo Golden Globe per la Miglior regia e il suo primo Golden Globe per la Miglior sceneggiatura, dopo essere stato nominato in passato solo per Il petroliere e Licorice Pizza, senza mai vincere. Come se non bastasse, il film ha portato a casa anche il premio come Miglior commedia o musical, proiettando Anderson (che, come Chalamet, non ha ancora mai vinto un Oscar, nonostante 11 nomination) in testa alla corsa per il premio più ambito di tutti. Con una precisazione d’obbligo: Hamnet di Chloé Zhao, vincitore come Miglior film drammatico, resta un contendente da non sottovalutare. Una battaglia dopo l’altra ha segnato anche una prima volta importante sul fronte femminile, con Teyana Taylor premiata come Miglior attrice non protagonista. Nel suo discorso di ringraziamento, visibilmente emozionata, Taylor ha dedicato il premio a chi è stato respinto più volte dall’industria, invitandolo a cercare nuove strade. Dopo aver ringraziato Dio, si è rivolta direttamente alle “sorelle afroamericane” e alle bambine che la stavano guardando, invitandole a prendersi tutti gli spazi che meritano, senza aspettare che siano gli altri a dar loro il permesso di farlo.
World cinema
Tra le vittorie più simboliche della serata c’è anche quella di Wagner Moura, miglior attore in un film drammatico per L’agente segreto. Moura è il primo attore brasiliano a vincere un Golden Globe, enfasi su attore, cioè su interprete maschio: l’anno scorso Fernanda Torres aveva già aperto la strada. A sorpresa, L’agente segreto ha superato film molto quotati come il franco-iraniano Un semplice incidente di Jafar Panahi e il norvegese Sentimental Value di Joachim Trier, confermando che quella per l’Oscar al Miglior film internazionale sarà una delle competizioni più appassionanti di questa stagione dei premi. Proprio Sentimental Value ha regalato un’altra vittoria inattesa, quella di Stellan Skarsgård, premiato come Miglior attore non protagonista. Per Skarsgård padre si tratta del primo Golden Globe cinematografico, ma non del primo in carriera: nel 2020 aveva già vinto per Chernobyl nella categoria televisiva. Una vittoria comunque sorprendente, tanto che l’attore, seduto in fondo alla sala del Beverly Hilton Hotel, ha dovuto attraversarla tutta sulle note di “Yeah!” di Usher.
L’adolescente e il gangster
Anche la televisione ha vissuto una serata all’insegna degli esordi. Stephen Graham ha vinto il suo primo Golden Globe come miglior attore in una miniserie o film tv per Adolescence, così come i compagni di set Erin Doherty (Miglior attrice non protagonista) e il giovanissimo Owen Cooper (Miglior attore non protagonista), entrambi per la stessa serie. Parlando con i giornalisti nel backstage, Graham ha raccontato che il momento della serata di cui serberà più gelosamente il ricordo non è il discorso che ha fatto dopo aver ricevuto il premo ma un complimento fattogli da Snoop Dogg, che avrebbe definito lui e Adolescence «molto gangster». «Adesso posso morire soddisfatto», ha commentato l’attore. Adolescence ha conquistato anche il premio come Miglior miniserie o film tv, confermandosi uno dei titoli dell’anno. Cooper, 16 anni, alla prima interpretazione della sua carriere, ha raccontato dal palco di sentirsi ancora incredulo e ha ricordato quando, alle prime lezioni di recitazione, era l’unico ragazzo in classe e si sentiva fuori posto.
Tra le serie, prime affermazioni anche per The Pitt, Miglior serie drammatica per HBO Max, e The Studio, Miglior serie comedy o musical e primo Golden Globe di Apple TV+. Quest’ultima ha visto anche la vittoria di Seth Rogen, che nel suo discorso ha ricordato come nella serie ci sia una scena in cui il suo personaggio sale sul palco dei Golden Globe per finta, anticipando ironicamente quello che sarebbe successo. Un’altra attrice di lungo corso al suo primo Golden Globe è Rhea Seehorn, premiata come Miglior attrice protagonista in una serie drammatica per Pluribus. Dal palco ha raccontato un aneddoto personale legato alla presentatrice del premio della categoria, Queen Latifah, ricordando un incontro di vent’anni prima, quando lavorava ancora tra un impiego precario e l’altro, e ringraziandola per la gentilezza dimostratale allora.
Ad aprile la regista inizierà le riprese dell'adattamento di The Three Incestuous Sisters, fiaba gotica scritta e illustrata da Audrey Niffenegger.
