Hype ↓
07:13 sabato 4 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

È morto a 94 anni Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi fotografi italiani

Con i suoi scatti in bianco e nero ha raccontato l’Italia nel pieno dei suoi cambiamenti: dal boom industriale alle grandi navi a Venezia.

08 Agosto 2025

Nato a Santa Margherita Ligure il 10 ottobre 1930, figlio di Alberto, veneziano, e di Carmen, svizzera, Gianni Berengo Gardin è stato uno dei più importanti fotografi e fotoreporter italiani del Novecento, noto soprattutto per il suo lavoro di documentazione sociale. Con i suoi scatti ha raccontato l’Italia nel pieno dei suoi cambiamenti: dalle fabbriche del boom industriale alle comunità rom, dai manicomi fino alle grandi navi a Venezia.

La sua carriera decollò negli anni Cinquanta grazie alla collaborazione con Il Mondo di Mario Pannunzio, ma tra i suoi progetti più noti c’è Morire di classe (Einaudi, 1969), un libro “simbolo” ripubblicato proprio l’anno scorso da Il Saggiatore in una nuova edizione (lo trovate qui): realizzato con Carla Cerati e con testi scelti da Franco Basaglia, mostrava le condizioni nei manicomi italiani e contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza della riforma psichiatrica, di fatto portando all’approvazione della legge 180. Negli anni successivi Gianni Berengo Gardin pubblicò anche Dentro le case (1977) e Dentro il lavoro (1978), con Luciano D’Alessandro, dedicati rispettivamente alla vita quotidiana nelle abitazioni urbane e all’ambiente operaio.

Nel corso della sua vita Berengo Gardin ha pubblicato oltre duecentocinquanta libri fotografici, alcuni dedicati ad artisti e architetti come Giorgio Morandi, Carlo Scarpa e Renzo Piano. Nel 1973 ha collaborato con Cesare Zavattini al volume Un paese vent’anni dopo, che raccontava i cambiamenti sociali del paese di Luzzara, seguendo le tracce del celebre Un paese firmato da Zavattini e Paul Strand nel 1955.

Ha sempre fotografato in bianco e nero, su pellicola, con fotocamere Leica. A chi gli chiedeva perché, rispondeva che quando aveva iniziato a scattare la televisione e il cinema erano in bianco e nero e il 99% dei suoi maestri lavoravano in bianco e nero. Tra le sue pubblicazioni più recenti l’autobiografia con immagini In parole povere raccolta da sua figlia Susanna e pubblicata da Contrasto nel 2021, in cui, tra tante altre cose, diceva: «Se si è veramente fotografi si scatta sempre, anche senza rullino, anche senza macchina». Gianni Berengo Gardin è morto a Genova il 6 agosto, a 94 anni.

Articoli Suggeriti
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Leggi anche ↓
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Nella seconda chiusura di The Face c’è molto di più (e di più grave) della solita storia di crisi del fashion journalism

Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.

La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati

Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.

Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente

Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.

Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione

La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.