Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.
È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art e uno dei critici d’arte più influenti del ‘900
Editore e critico, la sua rivista è stata per decenni un punto di riferimento per l'arte contemporanea in Italia.
Gli appassionati di arte oggi andranno a cercare qualche vecchio numero di Flash Art e lo riapriranno per rileggere la sua leggendaria rubrica Lettere al direttore, in cui rispondeva, con una sincerità spietata e spesso illuminante, alle lettere dei lettori: un modo per continuare a sentire la sua voce. È morto ieri all’età di 89 anni Giancarlo Politi, editore e critico d’arte, fondatore della rivista Flash Art, che dà la notizia con un profilo e omaggio dedicato. Con la sua attività giornalistica ed editoriale, Politi è stato una figura chiave per l’arte internazionale negli ultimi sessant’anni. Attraverso la sua creatura editoriale ha infatti contribuito a plasmare lo scenario artistico contemporaneo dagli anni Sessanta del Novecento a oggi, costruendo un punto di riferimento internazionale per il discorso sull’arte e la scoperta di nuovi talenti.
Nato a Trevi nel 1937, da giovane Politi si è cimentato in prima persona in ambito artistico come pittore e poeta, per poi dedicarsi all’attività di critico letterario e d’arte. A trent’anni decide di fondare a Roma la rivista Flash, poi ribattezzata Flash Art, testata italiana di arte contemporanea. Appena tre anni dopo, nel 1970, Politi trasferisce la sede di Flash Art a Milano, che si avvia a diventare la capitale editoriale del Paese, affiancando alla rivista una casa editrice che porta il suo nome. Le intuizioni di Politi portano sulle pagine di Flash Art buona parte della storia dell’arte della seconda metà del Novecento.
È qui che vengono pubblicati i testi programmatici del Manifesto dell’arte povera di Germano Celant (1967) e quello della Transavanguardia di Achille Bonito Oliva (1979). Negli anni Settanta, insieme alla compagna ed editrice Helena Kontova, Politi costruisce l’identità editoriale forte della rivista e la proietta in ambito internazionale con Flash Art International, trasformando la pubblicazione italiana in una piattaforma globale con edizioni e distribuzioni in più lingue, a partire dall’inglese. L’autorevolezza e l’incisività che ha raccolto in ambito internazionale si sono dimostrate determinanti per lanciare le carriere di molti nomi ancor oggi centrali nel panorama artistico contemporaneo. Le opere di Maurizio Cattelan, Jeff Koons e Marina Abramović sono finite sotto i riflettori anche grazie all’attenzione dedicata loro da Flash Art.
Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.