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Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.
Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.

Gheddafi, etica e Realpolitik

21 Ottobre 2011

Adriano Sofri oggi sul Foglio a proposito della morte di Gheddafi:

Avendo nutrito per quel grottesco despota solo disprezzo, non posso fare a meno di immaginare i necrologi che avrebbero commentato la sua dipartita se fosse avvenuta appena qualche mese fa, il 16 febbraio scorso, diciamo. Il cordoglio sarebbe stato universale, nessuno dei grandi della terra, tutti uomini d’onore, sarebbe mancato alle sue esequie.

Provocazione interessante che tocca un nervo scoperto per le nazioni occidentali, Italia in primis, che ancora intrattenevano buoni rapporti con il Colonnello quando già in Libia l’opposizione scendeva in piazza contro le repressioni del regime (il 16 febbraio cominciarono le manifestazioni a Sirte per chiedere la liberazione di alcuni detenuti politici).

Detto questo, è difficile pensare che davvero, se Gheddafi fosse morto otto mesi fa, avremmo visto frotte di leader europei stracciarsi le vesti in pubblico. Gheddafi – il tagliagole, il dittatore, il terrorista che ha fatto strage di innocenti a Lockerbie – era uno degli uomini più potenti al Medio Oriente e questo ha convinto alcuni leader democratici a farselo amico in nome della Realpolitik. Il fatto è che le amicizie nate dall’utilità sono anche le più rapide a essere troncate. L’Europa ha scaricato Gheddafi perché era un alleato inutile, se non controproducente, nel mezzo della Primavera araba. Ugualmente, non appena morto, lo avrebbero scaricato perché non più inutile

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