Documentario che la stessa Bbc aveva commissionato. Si intitola Gaza: Doctors Under Attack e alla fine è andato in onda su Channel 4, tra le polemiche.
Una delle poche cose ancora in piedi a Gaza è un banchetto di libri usati
Gestito da due fratelli amanti della lettura, è rapidamente diventato un punto di aggregazione sociale. Uno degli ultimi della Striscia.
Nella parte centrale della striscia di Gaza è diventato difficile procurarsi tutto, dai generi di prima necessità a oggetti importanti della quotidianità, come per esempio i libri. Per questo motivo i fratelli Salah e Abdullah Sarsour, grandi amanti della letteratura, hanno deciso di aprire un banchetto dedicato ai libri di seconda mano. La bancarella al mercato locale si chiama Eqraa Ketabak, ovvero un invito: leggi i tuoi libri. Come riporta LitHub, la bancarella ha più uno scopo aggregativo che economico: «Si tratta di condividere la nostra passione con le persone, non semplicemente di avviare un’attività». Così, tra bombardamenti e difficoltà quotidiane, è diventata un punto di riferimento per i lettori palestinesi che non hanno più accesso a librerie, quasi tutte andate distrutte.
I fratelli Sarsour fanno insomma da tramite per tutti coloro che hanno la loro stessa passione per la lettura ma non possono lasciare la zona. Pur avendo perso la loro casa a seguito di un bombardamento e vivendo attualmente nel campo Nuseirat, nonostante i rischi insiti in ogni spostamento nella Striscia, Salah e Abdullah non hanno mai smesso di frequentare le librerie ancora aperte nel nord della Striscia alla ricerca di novità editoriali. Quando si sono resi conto che molti concittadini erano alla ricerca di nuove letture nonostante la loro drammatica situazione, hanno deciso di affittare uno spazio nel mercato locale (in quel che ne resta), avviando la propria bancherella.
Tra i frequentatori abituali della bancherella ci sono anche molti scrittori locali come Aamal Abu Saif told e Hassan al-Qatrawi. Cercare qualcosa da leggere e ascoltare i consigli dei Sarsour è diventato per molti un modo per ritrovare un briciolo di vita, a dispetto di una situazione in cui mancano persino il cibo e l’acqua. Al-Qatrawi ha spiegato a The Electric Intifada perché la presenza del banco dei Sarsour è comunque essenziale: «La fame di cibo è temporanea ma la fame di lettura è eterna».
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