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Il G7 di Borgo Egnazia è il trionfo della turistificazione

Dopo le celebrity e i giornali internazionali, adesso è arrivata anche Giorgia Meloni, assieme ai leader delle potenze mondiali, a confermare lo status della Puglia come tempio dell'overtourism.

di Giancarlo Liviano D'arcangelo

Se è vera la vecchia regola non scritta che soltanto andando in vacanza insieme è possibile conoscere a fondo i propri amici, ha fatto bene Giorgia Meloni a scegliere il resort di Borgo Egnazia, in Puglia, eletto già nel 2016 hotel più bello del mondo secondo la rivista Luxury Travel, a una manciata di chilometri dal luogo in cui sono cresciuto (Martina Franca), per organizzare il G7 2024. Mai come in questa occasione, infatti, il meeting informale tra i capi di Stato dei principali leader occidentali ha tutte le caratteristiche di una costosa vacanza in villaggio turistico per pezzi da novanta dell’upper class, che tra mille problemi esistenziali – anche i ricchi e i potenti piangono – hanno bisogno di un sacrosanto weekend di riposo dissertando, tra due colpi a golf e qualche escursione in valle d’Itria, di tipici temi da ombrellone come politica internazionale, intelligenza artificiale, transizione ecologica e forse aborto.

Saggia e lungimirante, nonché da vera traveler, la scelta da parte di Giorgia, del periodo in cui partire, che come direbbero alla Garbatella fa svortà. Andarsene in Puglia a metà giugno è il top, perché ormai pure lì è meglio evitare luglio e agosto, mesi troppo congestionati, e poi si sa che con la calca si fanno file ovunque e aumenta tutto, dal cibo agli ombrelloni in spiaggia. Molto vacanziera, per i presi bene che si vogliono dedicare alle gioie del palato, l’attenzione minuziosa della premier host verso le gioie dell’enogastronomia, vera eccellenza regionale tra formaggi, vino, olio e taralli, con il menù del grande pranzo domenicale annunciato a reti unificate dai telegiornali. Tutto di prima qualità grazie alle mani sapienti dello chef stellato Bottura: dal gelato di pomodoro alla zuppa di pesce dell’Adriatico, dal risotto all’astice blu al merluzzo in costiera amalfitana, dai dolci alla selezione di vini, tra cui spiccano quelli di Bruno Vespa.

Trash ma inevitabile, infine, il momento vacanziero boomer, con la padrona di casa che prima fa fare la foto di famiglia con tutti gli invitati, poi finge di essere ancora giovane grazie al proverbiale selfie che inaugura la rimpatriata, da condividere sul gruppo collettivo di WhatsApp e da inviare ai parenti rimasti a casa come Lollobrigida e ai leader dei Paesi dall’ottavo posto in poi, fuori dalla lista. Peraltro, come ha scritto il New York Times, per tutti gli ospiti di Giorgia è un momentaccio. Biden con il figlio sotto processo e la minaccia Trump per le presidenziali, Macron con la batosta alle europee e le camere sciolte, Scholz e Sunak mai così deboli davanti al loro elettorato, Trudeau alla fine della sua luna di miele con i canadesi. Niente di meglio, allora, di una pausa nel relais a cinque stelle più iconico della nuova terra dei sogni.

Ma come mai la Puglia? A pensarci bene, qualche spin doctor esperto in comunicazione politica potrebbe considerare poco azzeccata la scelta di organizzare un G7 nel resort di lusso di uno dei luoghi più di moda del pianeta terra in uno dei momenti più bui per l’umanità dalla caduta del muro di Berlino, con la guerra in Ucraina che va avanti senza sosta e senza concrete prospettive di pace, con la situazione nella striscia di Gaza impantanata nel disastro umanitario, con la crisi economica e con l’ascesa delle destre estreme nel cuore dell’Europa.

Giorgia e i suoi, si sa, non brillano per sottigliezza simbolica ed empatia, ma la verità di cui tutti siamo ormai consapevoli è che nella società dello spettacolo avanzata i politici sono come i cantanti, i calciatori, gli influencer, gli attori di Hollywood, o quantomeno ambiscono a esserlo. E allora, meglio ostentare, e pace se qualcuno si indigna. Così, ecco la Puglia. Con le sue masserie che fanno impazzire i ricchi stranieri di tutto il mondo da almeno un decennio.

Proprio a Borgo Egnazia si deve l’origine di questa tendenza, nata con il matrimonio celebrato nel 2012 tra Justin Timberlake e Jessica Biel, con Elton John e Lady Gaga tra gli invitati. Un grande evento che fu seguito, per emulazione, da quello ancor più sfarzoso della figlia del magnate indiano dell’acciaio Ritika Agrawal con Rohan Mehta, rampollo di una grossa casa di moda: ottocento invitati, un conto complessivo di circa dieci milioni di dollari, addirittura due elefanti trasportati in nave per portare gli sposi all’altare secondo la tradizione indù. Un evento riportato dai giornali di tutto il mondo che forse non sarebbe bastato a lanciare in orbita la Puglia turistica se subito dopo a Borgo Egnazia non fosse arrivata Madonna, così stregata dalla pizzica da eleggere il relais a meta pressoché fissa per festeggiare i propri compleanni.

Dopo di lei, la Puglia è veramente diventata à la page per il jet set internazionale, come dimostrano i successivi endorsement di David e Victoria Beckham, di Tom Hanks, di Micheal Bublè, di Dolce&Gabbana, di Hellen Mirren addirittura trasferitasi a vivere in Salento e, immancabile, di Chiara Ferragni con Fedez e tutta la crew, quando ancora erano in auge. E poi altri matrimoni illustri come quello di Laure Peugeot (sì, della casa automobilistica), e in ordine sparso prenotazioni vip da parte di Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, Laetitia Casta, Barbara Berlusconi, Lapo Elkann, Antonio Conte, Richard Gere, Noel Gallagher, Alessandro Bastoni, Federico Dimarco e tantissimi altri, fino – come coronamento di una storia perfetta – all’intero cast di Beautiful, che sempre a Borgo Egnazia ha festeggiato i venticinque anni della soap.

A celebrare il fenomeno, nel 2023 è arrivato anche il Wall Street Journal, pubblicando un reportage estremamente celebrativo dal titolo “In the Heel of Italy, Puglia Goes High-End”, con l’obiettivo di mostrare gli investimenti immobiliari in antiche masserie e in complessi di trulli di molti imprenditori che hanno creato strutture di lusso perfettamente attrezzate per ospitare clienti di primissima fascia. Il reportage del Wall Street Journal comincia così: «Un tempo angolo impoverito d’Italia, [la Puglia] sta diventando un avamposto della vita di alto livello»

Ma è tutto oro quello che luccica? A meno di non credere pedissequamente alla teoria economica del trickle-down – lo sgocciolamento della ricchezza che dai ceti abbienti si distribuisce naturalmente in lungo e in largo – non sempre. E infatti, soltanto per dirne una, ecco il cortocircuito: il trend dello spopolamento della Puglia, tra invecchiamento ed emigrazione giovanile specie dalle zone rurali, secondo il censimento permanente Istat è in costante aumento da diversi anni. Può capitare, nell’era delle narrazioni. Ai vacanzieri del G7, però, vorrei dedicare una lista di cinque consigli da vero insider, sulle migliori esperienze per coprire i momenti extra all’ordine del giorno e all’agenda politica, tutte a un passo da Borgo Egnazia, visto che i dialoghi in agenda negli ultimi anni non hanno prodotto grandi risultati.

  1. Menù di carne arrosto e fornello pronto in piazzetta a Cisternino.
  1. Degustazione di vini locali al Consorzio del Primitivo di Manduria
  1. Preparazione di burrata e mozzarelle con un casaro professionista a Gioia del Colle
  1. Tour sulle orme di Federico secondo a Castel del Monte.
  1. Scorpacciata di ricci e crudités a Savelletri.

Ecco gli highlight da non perdere per un soggiorno davvero completo, di quelli da raccontare agli amici a cena, una volta a casa, per il passaparola.