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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
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Al Festival di Locarno verrà presentato Mektoub, My Love: Parte Due di Abdellatif Kechiche, il film che nessuno ha mai voluto proiettare

È già il titolo più atteso del concorso, che andrà a completare una trilogia scandalosa e travagliatissima, e sicuramente scatenerà la polemica.

09 Luglio 2025

Dopo anni di silenzi e dubbi durante i quali molti si erano convinti che Abdellatif Kechiche non sarebbe mai riuscito a completare la sua trilogia, il regista ha trovato un festival disposto a proiettare Mektoub, My Love: Parte Due. Il lungometraggio – rimasto nel limbo sin dal 2019 – sarà di certo uno dei titoli più chiacchierati del festival elvetico. Non potrebbe essere altrimenti: l’adattamento del romanzo Blessure, la vraie di François Bégaudeau è già una leggenda nel mondo del cinema, per la sequenza di scandali e controversie che ha scatenato. 

Dopo il primo, apprezzato film presentato a Venezia nel 2017 – Mektoub, My Love: Canto Uno – Abdellatif Kechiche gira il secondo capitolo, che poi divide in due parti. Il secondo film del trittico, Intermezzo, a tutt’oggi è stato visto da poche migliaia di persone, come ricorda World of Reel ricostruendo la lunga e scandalosa vicenda. Dopo la prima mondiale in Croisette, infatti, non è mai stato distribuito ufficialmente ed è stato proiettato solo pochissime volte in pochissime sale, in versione tagliata. Questo perché la presentazione al Festival di Cannes  nel 2019 generò uno scandalo incredibile: il film contiene una scena di sesso orale non simulato di ben 13 minuti, che Kechiche avrebbe girato costringendo l’attrice protagonista Ophélie Bau e l’attore (e di lei fidanzato) Roméo De Lacour a ubriacarsi per completarla. 

Dopo il tappeto rosso a Cannes, Bau si è dileguata (alcuni dissero di averla vista fuggire dalla sala) e non ha partecipato all’attività stampa prevista per il film. Alle sue richieste di mostrarle la scena prima della proiezione, infatti, come concordato sul set, Kechiche avrebbe opposto un netto rifiuto. In piena epoca #MeToo scoppiò uno scandalo tale che Kechiche è stato abbandonato dai suoi produttori a metà della post produzione, impiegando i successivi sei anni, e parte dei soldi ottenuti dalla messa all’asta della Palma d’Oro vinta per La vita di Adele, per completare il film. Mektoub, My Love: parte due (che in realtà è un terzo capitolo) è stato ignorato per anni sia da Cannes sia da Venezia, probabilmente per paura dell’inevitabile scandalo. 

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