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13:43 giovedì 5 novembre 2026
Le banche stanno iniziando a rinegoziare i mutui concessi alle persone che vivono nelle zone più a rischio a causa del Super El Niño Con il super El Niño che si sta formando nel Pacifico, i grandi istituti di credito stanno rivedendo i prestiti esposti a siccità e alluvioni, soprattutto in agricoltura.
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Nonostante non ci siano stati né incidenti né scontri, la polizia ha comunque sgomberato l’accampamento del movimento per la casa a Puerta del Sol a Madrid Quattrocento agenti hanno allontanato 334 persone dall’accampamento nato dopo lo sfratto e la morte di Maricarmen Abascal. La protesta contro la crisi abitativa, però, continua.
La Casa Museo di Rembrandt offre agli amanti di Rembrandt un tatuaggio di Rembrandt alla modica cifra di 400 euro Il museo dice che non è affatto una trovata pubblicitaria, perché le stampe e i tatuaggi servono alla stessa cosa: far conoscere l'arte di Rembrandt.
La comunità scientifica ha deciso che dal 2027 cambieremo il modo di misurare il tempo e questo cambierà il funzionamento di computer, telefoni, aerei, navi, satelliti e GPS La Conferenza generale dei pesi e delle misure (esiste davvero) ha deciso che l’ora ufficiale potrà discostarsi dalla rotazione terrestre fino a un’ora. Il motivo è che la Terra ha cominciato ad andare più veloce.
Ci sono voluti Gucci, Demna e Harmony Korine per convincere Mariah Carey a farsi vedere prima di Natale Mariah Carey è la protagonista della campagna natalizia di Gucci: un corto diretto da Harmony Korine, ovviamente con All I Want for Christmas Is You in sottofondo.
Il Brasile è il primo Paese del mondo a pubblicare una tabella di marcia per abbandonare i combustibili fossili da subito e per sempre Le linee guida promesse alla COP30 di Belém propongono misure concrete, dal metano ai sussidi, ma non sono vincolanti e non fissano date. Il documento, quindi, rischia di restare un manifesto e niente più.
Dopo quasi dieci anni, i fratelli Coen sono finalmente tornati a fare un film insieme Netflix ha comprato il nuovo film di Joel Coen, un mistero gotico ambientato nelle Highlands con Patsy Ferran e Josh O’Connor. In sala nell’autunno 2027, con una sorpresa: la sceneggiatura l'ha scritta assieme al fratello Ethan.

Alfabeto Venezia

Dalla A alla Z, cos'è successo alla 73esima Mostra del cinema fino a questo momento, secondo il nostro inviato.

05 Settembre 2016

Arrival

È, ad oggi, il film (di fantascienza, dirige Denis Villeneuve) che fa litigare di più scribacchini e criticucoli presenti al Lido. Per alcuni è un capolavoro assoluto. Per altri, tra i poliponi alieni che comunicano sparando nero di seppia dai tentacoli e il finale in stile Interstellar, una balla spaziale. La linguista Amy Adams parla tutte le lingue del mondo, e quando il governo Usa deve tradurre un’intercettazione dal cinese chiama sempre lei, che giustamente dice: «Non ho capito molto bene».

Barbera

E champagne, almeno quest’anno. Dopo edizioni di magra (a parte la tripletta da Oscar consecutiva Gravity, Birdman e Spotlight: ma di tutti gli altri film delle rispettive edizioni non ha parlato praticamente nessuno) imbrocca il programma, polemizza sui social a proposito del putiniano Kusturica e tiene calda la sua poltrona. Thierry Frémaux, direttore “nemico” di Cannes, si aggirava l’altra sera per le vie dietro il Palazzo. Aveva forse perso la strada per troppa stizza.

Croazia

Venezia nei giorni della Mostra è l’unico luogo al mondo in cui puoi capitare alla festa di un improbabile film croato (titolo Smetti di guardare nel mio piatto, sul manifesto: una ragazza in mutande). Solita scenetta all’ingresso: non siete in lista, non possiamo farvi entrare, poi spuntano miracolosamente degli inviti sottobanco. Funziona così. Dentro c’era un impianto che sembrava di essere in Ti ricordi di Dolly Bell?

Denzel

Cioè Washington. Viene a chiudere col remake dei Magnifici sette di John Sturges. Stavolta dirige Antoine Fuqua (quello di Training Day), dunque sarà tamarrissimo. Da anni non si vedeva una chiusura così al Lido, infatti i giornalisti sono incazzati neri: dovranno fermarsi per l’attività stampa fino a sabato sera, invece di prendere il treno di venerdì.

Emma

Cioè Stone. Il suo non è un rosso relativo, perché piace a tutti (che battuta tremenda: ma sono innamorato). Reginetta dell’inaugurazione col sommo La La Land (vedi anche alla L di La La Land), che è già tra i favoriti della Awards season. Lei è strepitosa, non serve dire altro.

ITALY-CINEMA-FESTIVAL-VENICE

Franca

Cioè Sozzani. Il nome di battesimo è anche il titolo del documentario diretto dal figlio Francesco Carrozzini. Una sorpresa: dialogo mamma e figlio dove la prima non dà mai soddisfazione al secondo. Ritratto di donna cazzuta e intelligente con due-tre battute indimenticabili, altro che i sudamericani in concorso.

Ground Zero

Là dove c’è stata per anni la voragine della nuova sala che non ha mai visto la luce (problemi di amianto), ora c’è un giardinetto con un nuovo cinema, ovvero un cubo rosso un po’ più design della media lidense. Non sarà perfetto (alle prime proiezioni saltavano le viti delle poltrone), ma sempre meglio del buco.

Hotel des Bains

Quest’altro resta invece un luogo spettrale e dimenticato. È da anni che dicono: ci faranno appartamenti per i russi. Ma il glorioso albergo di Morte a Venezia, una volta scenario di feste e merende, è un enigma. Ci si chiedeva l’altra sera: «Da quanti anni è chiuso?». Non si riusciva a ricordare. Commentava una signora del luogo: «Adesso che c’è un sindaco non veneziano, forse finalmente si farà qualcosa. I veneziani parlano parlano, ma non fanno mai niente».

Italia

Nell’anno della Grande Rinascita (ma quale non lo è stato), nella stagione dei perfetti sconosciuti e dei Jeeg Robot, a Venezia la nostra sembra la cinematografia di cui non importa niente a nessuno. A parte Sorrentino (vedi alla V di Vaticano). I titoli in concorso sono o troppo loffi o troppo sperimentali, il Fuori concorso è già spernacchiato dalla solita compagnia di giro romana: dici Tommaso (di Kim Rossi Stuart) e gli salta l’oliva fuori dallo spritz.

La La Land

Un’altra voce obbligatoria per il film più bello di tutti. Non manca un cliché del musical classico, ma racconta una storia d’amore tra sfigati contemporanei. L’amico che si è girato dicendo «Ma cantano e ballano ancora?» è stato prontamente sgridato. Noi appassionati del titolo di Damien Chazelle (quello di Whiplash) ci siamo già trovati un’occupazione per l’autunno: un corso di tip tap.

Mel

Cioè Gibson. Dopo «a public meltdown of epic proportions» (così scrive The Hollywood Reporter), torna da gran protagonista col film Fuori concorso Hacksaw Ridge, da lui anche diretto dopo le passioni e i deliri Maya-ecologisti. Qui ci sono teste che saltano in aria e topi che mangiano i cadaveri. Torna figo e può permettersi di sparigliare le agende: le interviste le ha fatte al Danieli in San Marco, coi giornalisti costretti a prendere il vaporetto nella scomodissima domenica di regata storica.

'Hacksaw Ridge' Premiere - 73rd Venice Film Festival

Natalie

Cioè Portman. Dopo la prima settimana in cui si giocano tutte le cartucce “star di Hollywood”, nella seconda resta praticamente solo lei. Due film: Planetarium (il minore) e Jackie (l’attesissimo), dove fa Jacqueline Kennedy ed è diretta da Pablo Larraín, il regista più figo del momento (famoso per No – I giorni dell’arcobaleno, venerato a Cannes 2016 per Neruda). È una secchiona, non sbaglierà.

Ozon

Cioè François. Il suo Frantz è il titolo al momento più accreditato per il Leone d’oro. Ha tutte le carte in regola: bianco e nero festivaliero, impennate pacifiste, messaggio su quanto è importante perdonare. È pure francese, e di questi tempi potrebbe essere (detto cinicamente) una carta in più a suo favore.

Polpettone

François Ozon (vedi sopra) sceglie il mélo bellico che disattende tutte le premesse (non dico di più per le solite ragioni di spoiler). In generale, il melodrammone si porta molto in questa Venezia. Il migliore (seppure freddo-griffato come sempre) è Nocturnal Animals di Tom Ford, che asciuga con eleganza il meraviglioso romanzo Tony & Susan di Austin Wright (Adelphi l’ha messo in ristampa; i milanesi lo possono trovare ai remainder di corso XXII marzo). Il peggiore è The Light Between Oceans con la coppia di antipatici Michael Fassbender-Alicia Vikander: tramonti sul faro, aborti, bambini salvati dalle acque, famiglie biologiche vs famiglie adottive, lacrime e galera.

Quark

È l’effetto che dovrebbe fare Voyage of Time di Terrence Malick, sulla storia del Big Bang, dell’uomo, delle api e dei fiori. Il titolo di lavorazione – guarda caso – era Q. Le voci narranti non sono di Piero e Alberto Angela ma di Brad Pitt e Cate Blanchett. Resta comunque il titolo meno atteso: «Malick? Non vedo l’ora di perdermelo», si sente già dire in giro.

Rocco

Cioè Siffredi. Il documentario che hanno girato i due francesi Thierry Demaizière e Alban Teurlai comincia con il suo uccello sotto la doccia. In cambio dell’apertura dei suoi set alle telecamere d’autore c’è un po’ di agiografia. Ma il backstage dei film è favoloso. E c’è una figura di culto: il cugino Gabriele, operatore di macchina costretto a filmare le scopate ma con l’ambizione di scrivere trame felliniane.

Sicurezza

Tutti si lamentano dei controlli intensificati (e te credo che li hanno intensificati), ma giusto così, per parlare di qualcosa. Perché tutte le vie che portano ai luoghi della Mostra sono bloccate da transenne di finto cemento. E borse e zainetti non vengono perquisiti prima dell’ingresso in sala. Cannes, al confronto, è l’aeroporto di Tel Aviv.

Tramezzini

Bisognerebbe dedicare una Mostra solo a loro. Si fa a gara a chi trova il posto migliore. In testa al momento c’è un baretto dietro il Gran Viale, di cui nessuno ricorda il nome.

Understatement

Niente feste (o feste brutte). Niente struscio. Niente di niente. Che poi viene da chiedersi: è un ridimensionamento dettato dal terremoto, dagli attentati, dalla crisi, oppure è solo che alla gente di venire alla Mostra non frega più nulla?

Vaticano

Quello di Sorrentino, di Lenny Belardo (cioè papa Pio XIII, cioè Jude Law), di The Young Pope. Piace un po’ a tutti qui al Lido, piacerà anche agli spettatori? Sapete già tutto: Grande bellezza + House of Cards + Il Divo + il cardinale Silvio Orlando che cita Higuaín al Napoli quando in realtà è alla Juve (la cosa più citata nei pezzi).

Zanzare

Quest’anno a Venezia tasso di umidità cambogiano. Stanotte, finalmente, ha piovuto.

Fotografie di Vittorio Zunino Celotto (Amy Adams), Tiziana Fabi (Emma Stone), Andreas Rentz (Mel Gibson) per Getty Images.
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