E tu che curatore sei?

Cos'è successo durante l'evento "Siamo tutti curatori!" organizzato a Roma alla galleria T293.

21 Ottobre 2019

“Siamo tutti curatori!”, il nome dell’evento organizzato da Rivista Studio venerdì 18 ottobre alla galleria d’arte T293 di Roma, in zona Trastevere, nasce da questo spunto di riflessione: mai come in questo momento, e anche forse a causa dei social netowrk, operare come dei curatori è diventata un’attitudine sempre più trasversale a diversi ambiti diversi, non solo l’arte quindi ma anche il cinema, la televisione, l’editoria, la musica.

Nel corso della serata, organizzata in partnership con DS Automobiles, si è svolto anche un incontro che ha avuto come protagonisti il giornalista Michele Masneri, la sceneggiatrice Ludovica Rampoldi e la curatrice Maria Luisa Frisa, moderati dal direttore di Studio, Federico Sarica. «Non so come sia possibile che qualcuno desideri ancora fare il giornalista», si è chiesto ironicamente Masneri, ponendo l’accento su come si sia trasformato questo lavoro. Non più una scrivania nella sede di un grande quotidiano, o una rubrica di proprie opinioni su tutto, ma la capacità di viaggiare tra gli ambiti più diversi, con l’idea costante di unire incanto e intelligenza..

Per emergere in un contesto simile, «è necessario avere un punto di vista differente», ha spiegato Rampoldi, facendo riferimento alla difficoltà di sopravvivere al mare magnum dello streaming. Così nel cinema, nella letteratura, e anche nella moda, «che non può più essere qualcosa a sé», ha continuato Frisa, lamentando lo snobismo con cui viene considerata, «ma deve essere cultura e costume, poiché tratta della nostra società». Perché il mondo della cultura, come una rivista e una galleria d’arte quale è T293, è il riflesso del panorama contemporaneo in cui si muove: uno spazio che racconti le sfumature più diverse della comunità. Come nell’altro incontro organizzato in partnership  con DS Automobile, anche questa volta nel corso della serata abbiamo fotografato 5 ospiti provenienti da diversi ambiti lavorativi (cinema, moda, giornalismo, editoria) chiedendo di rispondere a questa domanda «E tu che curatore sei?».

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