Brand New Day, il nuovo film dell'Uomo Ragno, si avvia a un esordio monstre al botteghino mondiale: 800 milioni di dollari d'incasso. Davanti a queste cifre, è più che lecito chiedersi: ma com'è possibile?
È il 2024 e Jennifer Lame sale sul palco degli Oscar per ritirare il premio per il miglior montaggio per il suo lavoro in Oppenheimer. La prima persona che ringrazia, durante il suo discorso, è Emma Thomas, la produttrice del film. Dice: «Riesci sempre a stupirmi, sei una produttrice incredibile. Lavori a questi film bellissimi e complicati, e sei assolutamente imperturbabile». E subito dopo, ridendo, aggiunge: «Chris Nolan, anche tu sei okay». Flashforward. Quella stessa sera Oppenheimer vince anche il premio come miglior film ed Emma Thomas diventa la prima donna inglese a ottenere un riconoscimento del genere. È assurdo pensare che Christopher Nolan, il regista di Inception, Dunkirk, della trilogia del Cavaliere Oscuro e di Odissea, sia arrivato dov’è arrivato solo grazie a sé stesso. La sua determinazione e il suo talento hanno avuto un ruolo fondamentale, e pure questo va sottolineato. Ma sono stati importanti soprattutto gli incontri che ha fatto durante la sua carriera. In particolare, ce ne sono stati due che hanno contribuito a dare una direzione al suo percorso.
Da prima che lui fosse un regista
Da una parte c’è il legame che lo unisce a suo fratello Jonathan, con cui ha collaborato innumerevoli volte e che ha avuto l’idea per il suo secondo film, Memento. Dall’altra parte, c’è sicuramente Emma Thomas, che ha incontrato all’università e con cui ha sviluppato ogni singolo film, a cominciare da Following, il suo esordio: un noir in bianco e nero low budget girato nel corso di nove mesi. Prima di darsi alla produzione, Emma Thomas ha studiato storia antica. Ha fatto un tirocinio gratuito alla Working Title, impegnandosi sia come runner che come addetta alla reception. Poi, quando si è laureata, è stata promossa a coordinatrice di produzione. La prima cosa che ha prodotto è stato un cortometraggio, Doodlebug, scritto e diretto da Christopher Nolan, girato in pellicola. Un anno dopo, nel ‘98, è stato il turno di Following, che è stato il primo lungometraggio prodotto da Thomas (il suo progetto precedente, Larry Mahoney, non ha mai visto la luce).
Following è stato girato con un budget di circa 3 mila sterline, e quando è stato presentato nei vari festival è stato accolto positivamente dalla critica. È stata Thomas a “pitchare”, a raccontare e a vendere cioè, l’idea di Memento, il secondo film di Nolan, alla Newmarket Films, ottenendo un budget di circa 4,5 milioni di dollari. Nonostante la resistenza degli altri studios davanti a un film del genere, così complesso e innovativo, Memento è stato un successo e, in un certo senso, ha rappresentato l’inizio di ogni cosa: dell’attenzione da parte dell’industria cinematografica nei confronti di Nolan e di tutti i progetti che ha diretto. Nel 2001, un anno dopo l’uscita di Memento, Thomas e Nolan hanno fondato la loro società di produzione, la Syncopy Inc. Il loro primo progetto è stato Insomnia, il remake di un film norvegese, con Al Pacino e Robin Williams protagonisti. Steven Soderbergh era stato colpito da Memento, e fu lui a consigliare alla Warner Bros. di coinvolgere Nolan.
La produttrice più potente di Hollywood
Da allora, Thomas ha sempre prodotto i film di Nolan, e sarebbe oltremodo riduttivo credere che si sia limitata ad affiancare il marito. In realtà, Thomas è stata la spinta decisiva in molteplici occasioni. È stata la prima a riconoscere pienamente il talento di Nolan, ed è stata la prima ad abbracciarne completamente la visione. Nel 2024, ha ricevuto il titolo di dama per il suo impegno nel cinema. Ha vinto un Oscar, un BAFTA, un Golden Globe e un Producers Guild Award. Se Nolan è il regista più potente di Hollywood, come in molti stanno scrivendo in queste ore dopo il successo al box office dell’Odissea, Thomas è indubbiamente una delle produttrici più capaci e lungimiranti dell’industria cinematografica. Se Nolan è riuscito a chiudere in anticipo, rispetto alla tabella di marcia, Odissea, risparmiando sul budget, il merito è stato anche di Thomas, che ha costruito un ecosistema funzionale e solido.
La retorica del “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” non può e non deve essere utilizzata come un argomento per sostenere la capacità e la professionalità di Thomas. Non è mai stata dietro Nolan; al contrario, si sono sempre mossi insieme, parallelamente. E se Nolan ha ottenuto i finanziamenti necessari per i suoi primi progetti (pensiamo, di nuovo, a Memento), è stato soprattutto grazie a Thomas, che ha capito come vendere idee commercialmente rischiose alle altre società di produzione e ai distributori. I film che Emma Thomas ha prodotto, fino a Oppenheimer, hanno guadagnato più di sei miliardi di dollari. Ed è un risultato che in pochissimi, a Hollywood e nel resto del mondo, possono vantare.
La cosa veramente interessante, semmai, è un’altra: in un primo momento, Thomas non aveva minimamente preso in considerazione la possibilità di lavorare nel cinema. Aveva pensato di seguire le orme di suo padre nella pubblica amministrazione. Tutto è cambiato quando, durante la prima settimana di università, ha incontrato Christopher Nolan. Ogni produttore, ha detto Thomas in un’intervista a Variety, ha uno scopo differente e tutti hanno una loro definizione del proprio lavoro. Ciò che conta, però, è seguire dall’inizio alla fine un progetto, senza farsi da parte o abbandonarlo a metà. Thomas sa come lavora Nolan, sa di che cosa ha bisogno e come permettergli di “funzionare” – virgolette obbligatorie – al massimo. E questo non è un talento accessorio o secondario: è uno dei segreti del successo di uno dei più grandi registi del nostro tempo.
