L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Uscirà un dizionario di tutte le parole inventate dagli afroamericani
A marzo del 2025 negli Stati Uniti Oxford University Press pubblicherà un dizionario contenente tutte le parole inglesi inventate dagli afroamericani. Come racconta il New York Times, in una recente presentazione online, gli editor e i ricercatori che hanno lavorato al progetto – iniziato tre anni fa – hanno presentato due delle prime cento parole scelte per l’Oxford Dictionary of African American English: “bussin”, che sta per impressionante ma anche per gustoso, e “boo”, un modo di chiamare il proprio o la propria amante. In tutto, il dizionario dovrebbe contenere le definizioni di circa mille parole, come ha spiegato Henry Louis Gates Jr., professore di Storia afroamericana ad Harvard e responsabile del progetto. Ma, più che un semplice dizionario, l’obiettivo è mettere assieme un compendio di lingua, storia e cultura dei neri d’America da lasciare ai futuri studiosi che vorranno approfondirne singoli aspetti.
Al dizionario ha lavorato una squadra composta da linguisti di Oxford Languages e dell’Hutchins Center for African & African American Research di Harvard. Nella loro ricerca hanno esaminato migliaia di testi di canzoni jazz, hip hop, blues e R&B, oltre a lettere, diari, giornali, riviste, tweet, trascrizioni di racconti di schiavi e manifesti politici a sostegno dell’abolizione della schiavitù. Per spiegare i criteri con i quali si è deciso di inserire le parole sono stati usati estratti dei testi di moltissimi scrittori e artisti afroamericani: tra questi Zora Neale Hurston, Langston Hughes, Ralph Ellison, Toni Morrison e Martin Luther King Jr. Oltre alle parole inventate negli anni dagli afroamericani, nel dizionario saranno inserite anche quelle ai quali i neri d’America hanno dato nuovi significati e/o pronunce. Coma ha spiegato Gates, la schiavitù prima e le segregazione poi hanno costretto gli afroamericani a imparare la stessa lingua, l’inglese, due volte: una prima che li aiutasse a sopravvivere in un Paese dominato dai bianchi, e poi una seconda volta per affinare una «lingua in codice che permettesse di esprimersi senza rischiare di essere uccisi, frustati o linciati».
Il dizionario verrà continuamente aggiornato anche dopo la pubblicazione, ovviamente. A proporre delle nuove parole da inserire potranno essere sia accademici che comuni cittadini (il maggiore contributo a questa prima edizione, per esempio, lo ha dato un cugino di Gates, che gli ha suggerito di inserire più di 200 parole, di cui gli ha pure spiegato il significato). Tutte le parole già scelte e quelle scelte in futuro entreranno a far parte anche dell’Oxford English Dictionary.
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