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Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Chi sarà il direttore della prossima Biennale di Venezia

Si chiama Ralph Rugoff, è nato a New York 61 anni fa e stranamente non ha studiato storia dell'arte.

15 Dicembre 2017

È ufficiale e lo comunica anche Artribune: il prossimo direttore della 58esima edizione della Biennale di Venezia, che si terrà dal 11 maggio al 24 novembre 2019, è l’americano Ralph Rugoff. Ce la farà Rugoff a mantenere i super numeri ottenuti dalla direttrice Christine Macel nella biennale 2017? Anche se i critici d’arte non sono tutti d’accordo sulla qualità di Viva Arte Viva, bisogna ammettere che l’affluenza di pubblico è stata eccezionale, con più di 615 mila visitatori (rispetto alla precedente edizione, quella del 2015, l’incremento di biglietti venduti è stato del 23%) e una consistente affluenza di giovani. Sarà stato merito della straordinaria performance di Anne Imhof (Faust, padiglione tedesco), vincitrice del Leone D’Oro? Le immagini circolavano sui social, e ancora prima che l’opera con modelli e modelle “intrappolati” nel padiglione vincesse, se ne parlava molto. Tutti dicevano: «Bisogna vedere Faust»

Quali scelte farà Ralph Rugoff? Saprà anche lui attirare le masse? Ma soprattutto: chi è? Figlio di madre psicoanalista e padre nella distribuzione cinematografica, Rugoff è nato a New York 61 anni fa. Laureato in semiotica, è direttore dell’Hayward Gallery di Londra (dove vive adesso) dal 2006 e nel 2015 ha diretto la XIII Biennale di Lione. Ha scritto per il Financial Times, Artforum, Frieze e il nostro Flash Art. Tra gli artisti con cui ha lavorato ci sono i Gelitin, collettivo austriaco composto da Wolfgang Gantner, Ali Janka, Florian Reither e Tobias Urban, protagonisti di una mostra in corso alla Fondazione Prada fino al 26 febbraio 2018.

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