Chi è davvero l’artista dietro al padiglione dell'Austria alla Biennale di Venezia, autrice della performance più discussa e virale di questa edizione.
Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
«È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
L’industria della moda è sempre più attratta dal mondo dei libri: come si può creare un rapporto che crei valore, e non sia soltanto estetico?
Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
Per la seconda volta consecutiva, la Santa Sede ha allestito uno dei padiglioni più belli della Biennale: Alexander Kluge, Brian Eno,, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Kali Malone, Patti Smith (tra gli altri) espongono tutti qui.
In particolare, il regista voleva che le protagoniste del suo Bucking Fastard, Rooney e Kate Mara, potessero vincere il premio per la Miglior attrice.
L'iniziativa si chiama "30 jours 30 textes" e permette di leggere pezzi scritti da Bazin, Truffaut, Rohmer, Duras, Tarkovskij e moltissimi altri.
Da quando è iniziata l'invasione israeliana, più di un milione di persone hanno perso la casa e 2586 sono state uccise.
K-hole di Carlo Mazza Galanti, edito da Nero, è una spedizione in quella terra incognita che si chiama ketamina, la molecola miracolosa e dannata da che dà forma a tanti dei sogni e degli incubi di questa epoca.
Appuntamento Londra, Berlino, Tokyo, Los Angeles, New York, Barcellona o Glasgow, in attesa del 29 maggio, giorno d'uscita di Inferno.
Nell'ultimo trailer in inglese si sentono le parole dad e daddy. A questo punto, viene il dubbio che Nolan lo stia facendo apposta, a far innervosire i puristi.
Non ha vinto il David per il Miglior attore protagonista e non gli interessa granché. Quello che gli interessa ce lo ha detto in questa intervista: la lotta di classe, la poesia di Majakovskij, stare sul palco e, soprattutto, continuare a sperare.
Le città di pianura di Francesco Sossai si conferma il film italiano dell'anno. Ma tutti i premi assegnati ieri ci dicono la stessa cosa: un altro cinema esiste, nel nostro Paese.