Prada Frames torna al Salone del Mobile per parlare di mobilità, logistica e migrazioni

Una serie di talk che affrontano il rapporto tra trasporti, design e ambiente: la quarta edizione del simposio si intitola “In Transit” e si svolgerà a bordo del treno Arlecchino, progettato negli anni Cinquanta da Gio Ponti e e Giulio Minoletti.

di Studio
05 Aprile 2025

La Design Week non è solo correre da una parte all’altra di Milano per non mancare nemmeno un’inaugurazione: c’è chi ancora riesce a interpretarla come un momento di riflessione profonda e rallentamento, incontro e conoscenza. Simposio: è il caso di Prada Frames, il progetto di approfondimento e confronto collettivo caratterizzato da un approccio scientifico, educativo e divulgativo, che il marchio diretto da Miuccia Prada e Raf Simons ha lanciato nel 2022 e che da allora si svolge nei giorni del Salone del Mobile di Milano, quest’anno in programma dall’8 al 13 aprile.

Nel 2025 la manifestazione si tiene dal 6 all’8 aprile, e porterà in alcuni speciali luoghi della Stazione centrale una serie di discussioni che quest’anno sono raccolte sotto il titolo “In Transit” e che hanno la mobilità al loro centro. Curata dal duo di ricerca Formafantasma, la quarta edizione di Prada Frames vuole esaminare l’interazione tra mobilità, design e ambiente, affrontando l’impatto delle rivoluzioni digitali e delle reti di distribuzione globali sulla vita quotidiana; analizza la natura dirompente dei progressi infrastrutturali, da internet ai sistemi logistici su larga scala, nonché i progressi negli appalti e nella distribuzione; considera come beni e prodotti attraversino il globo con una facilità che la mobilità umana, soggetta com’è a pregiudizi geopolitici e vincoli legali, non ha, valutando le contraddizioni che sono alla base dell’iper mobilità contemporanea.

I temi e gli ospiti

Si parlerà di logistica e commercio (quanto può cadere a fagiolo, nei giorni in cui tutti parliamo di dazi?), di controllo e sorveglianza, di migrazioni e confini (ancora un grande timing), di natura ed ecologia. Tra gli ospiti ci sono Kate Crawford, ricercatrice australiana nel campo dell’intelligenza artificiale, in conversazione con la ricercatrice e architetta Marina Otero Verzier: parleranno di come le infrastrutture dell’AI plasmino le città, il lavoro e le risorse del pianeta.

Lorenzo Pezzani, Professore associato presso l’Università di Bologna, architetto e ricercatore che si occupa di politiche dello spazio, culture visuali ed ecologie politiche di migrazioni e confini, discuterà con Marta foresti, ricercatrice e fondatrice di Lago Collective, centro di ricerca sulle migrazioni, dei fattori che favoriscono o, il più delle volte, ostacolano la mobilità umana – dai muri di confine ai campi profughi, dalle reti clandestine ai passaporti digitali – e il modo in cui le politiche e le tecnologie influenzano gli spostamenti globali.

Le location

E poi ci sono le location: quest’anno, per parlare di mobilità, ci si siederà in ambienti a tema ferroviario. Colpirà gli ospiti e i loro Instagram soprattutto il treno Arlecchino, che forse qualcuno avrà notato transitando per i binari della Stazione centrale nel mesi di marzo, nascosto dietro i Regionali in attesa di essere svelato ufficialmente: è un capolavoro di design progettato negli anni Cinquanta da Gio Ponti e Giulio Minoletti, con gli esterni ispirati all’aerodinamica navale e gli interni caratterizzati da partizioni in vetro, poltrone regolabili e lounge panoramiche, e recentemente restaurato dalla Fondazione FS Italiane.

Di tutt’altro sapore invece il Padiglione Reale, la struttura storica un tempo riservata come sala d’attesa per i reali italiani e i capi di stato all’interno della Stazione Centrale di Milano. Entrambi i luoghi pongono interrogativi sulle strutture sociali e sulla mobilità, e consentono al pubblico di accedere a luoghi altrimenti esclusivi, capolavori di storia del design o dell’architettura.

Le edizioni precedenti

Dicevamo dell’importanza dell’approfondimento in una settimana frenetica come quella del Salone: anche nelle tre edizioni precedenti Prada Frames ha rallentato per dedicarsi ai temi più importanti del contemporaneo. Si parte nel 2022 con “On Forest”, il focus era l’ambiente della foresta e l’analisi delle logiche che governano l’industria del legno, estendendo la riflessione al ruolo del design e delle scienze come agenti di cambiamento. L’anno successivo, “Materials in Flux”, si è svolta prima a Hong Kong e poi a Milano e approfondiva le implicazioni etiche ed estetiche della materia: un’esplorazione del concetto di rifiuto o scarto come materia in continua trasformazione, a partire dagli studi dell’antropologo Tim Ingold.

Nel 2024 è la volta di “Being Home”: come si intuisce dal titoli, il simposio esaminava l’ambiente privato, in una dimensione più intima ma dai cui guardare il mondo esterno. Quindi la casa come luogo da cui partire per plasmare le norme socioeconomiche intorno a cui girano le comunità: d’altra parte, l’abbiamo capito benissimo nel 2020 che il privato può avere una grande eco sul pubblico. L’ingresso a Prada Frames “In Transit” è gratuito, in base alla disponibilità, previa registrazione su prada.com a partire dal 31 marzo. Sempre sul sito (qui), potete trovare il programma completo delle conversazioni.

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