Hype ↓
17:31 martedì 17 marzo 2026
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi.
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.

Essere belli oggi

Social media, street style, body diversity: come cambia il casting dei volti della moda. Le Instagram star di oggi possono ambire allo status di supermodel?

30 Maggio 2016

Per il suo ultimo film The Neon Demon, che arriva in Italia il prossimo 8 giugno, Nicolas Winding Refn ha scelto come protagonista una ragazza, interpretata dall’esile Elle Fanning, che arriva a Los Angeles con l’intenzione di diventare una modella. La platea di Cannes 2016 non ne è rimasta per niente affascinata, anzi, quando non è stato impietosamente stroncato, il film è stato definito il «più pazzo» dell’estate, come scrive Vulture. Non sarà certo uno dei difetti principali della pellicola, ma la sorella della più conosciuta Dakota e la sua bellezza eterea sembrano appartenere a una concezione del modeling che, di fatto, oggi è in via di ridefinizione radicale.

Le passerelle sono rimaste forse l’unico baluardo del vecchio sistema: continuiamo a vederci principalmente ragazze caucasiche molto magre e molto giovani, ma anche lì c’è più di qualche segnale che va in altre direzioni. Lo scorso ventidue maggio Naomi Campbell ha compiuto quarantasei anni; nell’immaginario collettivo, fa parte di quel gruppo di super modelle (Eva Herzigova, Cristy Turlington, Linda Evangelista, Claudia Schiffer fra le altre) che hanno sfondato il muro dell’industria e sono diventate personaggi pop tout court. Senza dimenticare la sempreverde Kate Moss, l’idealtipo femminile degli ultimi venticinque anni ha avuto molti volti, tutti splendidi, da Stella Tennant a Erin O’Connor, da Lily Cole a Mariacarla Boscono, da Daria Werbovy a Agyness Deyn passando per Adriana Lima, giusto per citare qualche nome. Tutte estremamente diverse fra loro, vero, ma tutte ugualmente irraggiungibili. Corpi frutto di una benevolenza genetica ahinoi per niente diffusa nel resto della popolazione, perfetti per interpretare l’abito e il pensiero che si cela dietro di esso. Top model, appunto.

Giambattista Valli : Runway - Paris Fashion Week Womenswear Fall/Winter 2016/2017

Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato: a farsi strada, dopo l’ennesimo revival delle solite note, sono arrivate le blogger-it-girl-influencer che, attraverso i social media e Instagram in particolare, sono diventate i nuovi modelli di riferimento per milioni di ragazze in tutto il mondo. Con le parole del direttore di AM Casting Noah Shelley, intervistato da Véronique Hyland per il New York: «Prima di Instagram, avremmo detto “Abbiamo bisogno di una it-girl per questo progetto”, e ci saremmo chiesti come trovarla, questa ragazza. Avremmo dovuto conoscerla, conoscere la scena da cui proveniva e saperci muovere in essa, individuare la debuttate o la Dj cool di turno. A un certo punto, lo street style è diventato un fenomeno, e si trovavano un sacco di articoli online su queste ragazze. Poi Instagram ha nuovamente rimesso tutto in discussione, perché puoi “seguire” qualcuno. Queste persone hanno dei followers, stanno già generando la propria fama». Oltre ad aver trovato i testimonial di marchi come Calvin Klein, DKNY, Kenzo e Diesel fra gli altri, Shelley ha lavorato ai casting della prima stagione di Yeezy e a quello di una delle più belle sfilate degli ultimi anni, la Primavera Estate 2014 di Rick Owens, che ha portato in passerella uno step-team di ragazze per niente bianche (o almeno, non solo) e per niente magre.

Oggi è molto difficile trovare qualcuno per strada e farne una star da passerella: a New York per esempio «se sei attraente (…) allora fai già il modello» – continua Shelley – «e chi non lo è di professione magari ti dice “Ah, mi ha fotografato Ryan McGinley” oppure “Ho lavorato un po’ per Opening Ceremony”. È meglio passare qualche ora in più su Internet o su Instagram piuttosto che camminare per ore nella neve». I fenomeni da social media prestati alla moda non sono pochi: basti pensare alla star di Vine Cameron Dallas, testimonial di Calvin Klein, o a Luka Sabbat, che ha sfilato per Yeezy e ha preso parte alla campagna Your future is not mine di adidas Originals, e si è meritato un ritratto nientemeno che sul New York Times. C’è chi viene da un background diverso, come nel caso dell’attrice transgender Hari Nef o della fotografa Petra Collins, entrambe volute da Alessandro Michele sulla passerella di Gucci e poi entrate nelle grazie dell’élite. E poi ci sono loro, Gigi Hadid e Kendall Jenner, che nel 2015, come ha scritto Janelle Okwodu su Vogue, «sono diventate parte inevitabile della discussione sulla moda. Con il loro passato da reality star e la massiccia presenza sui social media, sono le rappresentati più in vista di una nuova generazione di modelle. Ma sono davvero delle top?».

FASHION-FRANCE-RICK OWENS

Il test per scoprirlo è semplice, dice Okwodu: ricordate quanto si parlò all’epoca della relazione tra Kate Moss e Johnny Depp o della pubblicità della Pepsi di Cindy Crawford? Beh, almeno quanto oggi si parla di Gigi e Kendall: il loro successo è tutto nell’interesse che riescono a generare al di fuori della passerella. Pazienza se poi le modelle che hanno calcato più show durante l’ultima stagione sono le sorelle Lia e Odette Pavlova, rispettivamente a quota 71 e 62 sfilate. E a proposito di stereotipi e di bellezza, l’altra parola che bisognerà nominare prima o poi è curvy, o plus-size se preferite. Un mercato per niente trascurabile, come dimostra una recente ricerca di mercato condotta dall’agenzia NPD Group: gli adolescenti che acquistano vestiti plus-size sono passati dal 19 al 34% negli ultimi quattro anni. Candice Huffine nel calendario Pirelli, Myla Dalbesio testimonial di Calvin Klein, Ashley Graham sulla copertina di Sports Illustrated: per fortuna la conversazione sul tema si sta lentamente allontanando dai concetti militanti di “bellezza vera” o “al naturale” e ritorna a essere una discussione intorno alla bellezza e basta, quella cosa che sì, ha innumerevoli forme e colori.

Quella della body diversity è diventata perciò una chiave di ricerca di molte agenzie, che si sono concentrate su specifici canoni, prima ignorati, o su specifiche etnie: basti pensare ai volti selezionati da Brother, Tomorrow Is Another Day, Lumpen. È una ricerca estetica differente, che esplora specifici tratti somatici (i ragazzi russi di Lumpen, ad esempio) o il mix culturale di alcune città, come nel caso di Brother e Manchester. Non sorprende, allora, che IMG Models – la stessa agenzia di Kate Moss e delle sorelle Hadid – ha messo sotto contratto il primo modello plus-size, Zach Miko. Il presidente di IMG Ivan Bart ha dichiarato in un’intervista a Dazed & Confused: «Con Zach abbiamo iniziato una conversazione di tipo culturale (..) Mi piacerebbe includere sempre più etnie e taglie differenti (…) Credo che il futuro dell’industria, quando si parla di modelli, sarà su cosa intende per “alla moda”. Credo che quelli che avranno un grande senso dello stile e una personalità, beh, quelli saranno i nuovi modelli. E, ancora una volta, sarà un gruppo di persone diverse ed eclettiche». Niente da eccepire, speriamo solo che durino abbastanza da ricordarci il loro nome.

Immagini: in evidenza Kendall Jenner; nel testo Gigi Hadid e la sfilata Primavera Estate di Rick Owens (Getty Images)
Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr

Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.

In Non scrivere di me Veronica Raimo mostra quanto, nella vita reale, il confine tra amore e violenza possa essere ancora pericolosamente sfumato

Una ragazza con velleità intellettuali si innamora di uno più cool di lei, che la vuole ma in fondo non così tanto, e perde la testa: inizia così il nuovo romanzo di Veronica Raimo, una storia d'amore, dolore e sorellanza.

Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato

È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.

In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera

Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.

A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo

«Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.

Il “No to War and Free Palestine” di Javier Bardem è diventato il momento più rivisto e commentato di questi Oscar

L'attore è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per presentare il premio al Miglior film internazionale. Ma prima ha voluto lanciare un messaggio.