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A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.

Essere belli oggi

Social media, street style, body diversity: come cambia il casting dei volti della moda. Le Instagram star di oggi possono ambire allo status di supermodel?

30 Maggio 2016

Per il suo ultimo film The Neon Demon, che arriva in Italia il prossimo 8 giugno, Nicolas Winding Refn ha scelto come protagonista una ragazza, interpretata dall’esile Elle Fanning, che arriva a Los Angeles con l’intenzione di diventare una modella. La platea di Cannes 2016 non ne è rimasta per niente affascinata, anzi, quando non è stato impietosamente stroncato, il film è stato definito il «più pazzo» dell’estate, come scrive Vulture. Non sarà certo uno dei difetti principali della pellicola, ma la sorella della più conosciuta Dakota e la sua bellezza eterea sembrano appartenere a una concezione del modeling che, di fatto, oggi è in via di ridefinizione radicale.

Le passerelle sono rimaste forse l’unico baluardo del vecchio sistema: continuiamo a vederci principalmente ragazze caucasiche molto magre e molto giovani, ma anche lì c’è più di qualche segnale che va in altre direzioni. Lo scorso ventidue maggio Naomi Campbell ha compiuto quarantasei anni; nell’immaginario collettivo, fa parte di quel gruppo di super modelle (Eva Herzigova, Cristy Turlington, Linda Evangelista, Claudia Schiffer fra le altre) che hanno sfondato il muro dell’industria e sono diventate personaggi pop tout court. Senza dimenticare la sempreverde Kate Moss, l’idealtipo femminile degli ultimi venticinque anni ha avuto molti volti, tutti splendidi, da Stella Tennant a Erin O’Connor, da Lily Cole a Mariacarla Boscono, da Daria Werbovy a Agyness Deyn passando per Adriana Lima, giusto per citare qualche nome. Tutte estremamente diverse fra loro, vero, ma tutte ugualmente irraggiungibili. Corpi frutto di una benevolenza genetica ahinoi per niente diffusa nel resto della popolazione, perfetti per interpretare l’abito e il pensiero che si cela dietro di esso. Top model, appunto.

Giambattista Valli : Runway - Paris Fashion Week Womenswear Fall/Winter 2016/2017

Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato: a farsi strada, dopo l’ennesimo revival delle solite note, sono arrivate le blogger-it-girl-influencer che, attraverso i social media e Instagram in particolare, sono diventate i nuovi modelli di riferimento per milioni di ragazze in tutto il mondo. Con le parole del direttore di AM Casting Noah Shelley, intervistato da Véronique Hyland per il New York: «Prima di Instagram, avremmo detto “Abbiamo bisogno di una it-girl per questo progetto”, e ci saremmo chiesti come trovarla, questa ragazza. Avremmo dovuto conoscerla, conoscere la scena da cui proveniva e saperci muovere in essa, individuare la debuttate o la Dj cool di turno. A un certo punto, lo street style è diventato un fenomeno, e si trovavano un sacco di articoli online su queste ragazze. Poi Instagram ha nuovamente rimesso tutto in discussione, perché puoi “seguire” qualcuno. Queste persone hanno dei followers, stanno già generando la propria fama». Oltre ad aver trovato i testimonial di marchi come Calvin Klein, DKNY, Kenzo e Diesel fra gli altri, Shelley ha lavorato ai casting della prima stagione di Yeezy e a quello di una delle più belle sfilate degli ultimi anni, la Primavera Estate 2014 di Rick Owens, che ha portato in passerella uno step-team di ragazze per niente bianche (o almeno, non solo) e per niente magre.

Oggi è molto difficile trovare qualcuno per strada e farne una star da passerella: a New York per esempio «se sei attraente (…) allora fai già il modello» – continua Shelley – «e chi non lo è di professione magari ti dice “Ah, mi ha fotografato Ryan McGinley” oppure “Ho lavorato un po’ per Opening Ceremony”. È meglio passare qualche ora in più su Internet o su Instagram piuttosto che camminare per ore nella neve». I fenomeni da social media prestati alla moda non sono pochi: basti pensare alla star di Vine Cameron Dallas, testimonial di Calvin Klein, o a Luka Sabbat, che ha sfilato per Yeezy e ha preso parte alla campagna Your future is not mine di adidas Originals, e si è meritato un ritratto nientemeno che sul New York Times. C’è chi viene da un background diverso, come nel caso dell’attrice transgender Hari Nef o della fotografa Petra Collins, entrambe volute da Alessandro Michele sulla passerella di Gucci e poi entrate nelle grazie dell’élite. E poi ci sono loro, Gigi Hadid e Kendall Jenner, che nel 2015, come ha scritto Janelle Okwodu su Vogue, «sono diventate parte inevitabile della discussione sulla moda. Con il loro passato da reality star e la massiccia presenza sui social media, sono le rappresentati più in vista di una nuova generazione di modelle. Ma sono davvero delle top?».

FASHION-FRANCE-RICK OWENS

Il test per scoprirlo è semplice, dice Okwodu: ricordate quanto si parlò all’epoca della relazione tra Kate Moss e Johnny Depp o della pubblicità della Pepsi di Cindy Crawford? Beh, almeno quanto oggi si parla di Gigi e Kendall: il loro successo è tutto nell’interesse che riescono a generare al di fuori della passerella. Pazienza se poi le modelle che hanno calcato più show durante l’ultima stagione sono le sorelle Lia e Odette Pavlova, rispettivamente a quota 71 e 62 sfilate. E a proposito di stereotipi e di bellezza, l’altra parola che bisognerà nominare prima o poi è curvy, o plus-size se preferite. Un mercato per niente trascurabile, come dimostra una recente ricerca di mercato condotta dall’agenzia NPD Group: gli adolescenti che acquistano vestiti plus-size sono passati dal 19 al 34% negli ultimi quattro anni. Candice Huffine nel calendario Pirelli, Myla Dalbesio testimonial di Calvin Klein, Ashley Graham sulla copertina di Sports Illustrated: per fortuna la conversazione sul tema si sta lentamente allontanando dai concetti militanti di “bellezza vera” o “al naturale” e ritorna a essere una discussione intorno alla bellezza e basta, quella cosa che sì, ha innumerevoli forme e colori.

Quella della body diversity è diventata perciò una chiave di ricerca di molte agenzie, che si sono concentrate su specifici canoni, prima ignorati, o su specifiche etnie: basti pensare ai volti selezionati da Brother, Tomorrow Is Another Day, Lumpen. È una ricerca estetica differente, che esplora specifici tratti somatici (i ragazzi russi di Lumpen, ad esempio) o il mix culturale di alcune città, come nel caso di Brother e Manchester. Non sorprende, allora, che IMG Models – la stessa agenzia di Kate Moss e delle sorelle Hadid – ha messo sotto contratto il primo modello plus-size, Zach Miko. Il presidente di IMG Ivan Bart ha dichiarato in un’intervista a Dazed & Confused: «Con Zach abbiamo iniziato una conversazione di tipo culturale (..) Mi piacerebbe includere sempre più etnie e taglie differenti (…) Credo che il futuro dell’industria, quando si parla di modelli, sarà su cosa intende per “alla moda”. Credo che quelli che avranno un grande senso dello stile e una personalità, beh, quelli saranno i nuovi modelli. E, ancora una volta, sarà un gruppo di persone diverse ed eclettiche». Niente da eccepire, speriamo solo che durino abbastanza da ricordarci il loro nome.

Immagini: in evidenza Kendall Jenner; nel testo Gigi Hadid e la sfilata Primavera Estate di Rick Owens (Getty Images)
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