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13:46 lunedì 19 gennaio 2026
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.

Perché gli uomini indossano i bermuda (quelli con le tasche)

27 Settembre 2016

L’idea generale che ci facciamo di un uomo in bermuda può variare dal velista (il più delle volte senza barca a vela) in vacanza all’americano medio che non sa nulla di moda, quello che in teoria associamo alla cultura dell’Internet Dad. Più verosimilmente, però, sarà una persona che non bada troppo a come vestirsi purché sia comodo e non appaia ridicolo, e che vi decanterà la funzionalità dei suoi pantaloncini con le tasche, tanto da farvi incuriosire su cosa avrà da metterci di così importante, in tutte quelle tasche. Le opinioni sul tema possono essere molto polarizzanti, e non è raro imbattersi in uomini e donne che «i veri uomini non scoprono mai i piedi e le gambe» e in altri, magari già portatori/ici sereni di Birkenstock, che non vedono (giustamente) dove sia il problema. Basta farsi un giro su Google ed è subito chiaro come l’argomento sia di interesse trasversale: Business Insider è categorico (Nessun uomo deve indossarli), il Guardian tenta la strada del dubbio (vestire pratico o abiti da uomo stupido?), una giornalista del Wall Street Journal sente il bisogno di scrivere un altro pezzo sui cargo shorts per dare conto delle reazioni dei lettori al suo primo pezzo sui cargo shorts.

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Ora che stanno per essere ri-accontonati nell’armadio in vista dell’autunno, però, vale la pena scoprire da dove vengono i pantaloncini militari oggetto di tanto dibattere. Sul New York Magazine lo spiegano con l’aiuto di uno storico della moda e di un antropologo, in un bel pezzo in cui si cerca di risalire alle origini del capo di abbigliamento preferito da Leonardo DiCaprio. Intanto, come si diceva poco fa, fanno parte del guardaroba militare che si è gradualmente civilizzato: sono un’evoluzione degli altrettanto bistrattati «cargo pants» – la versione lunga del pantalone con le tasche – e facevano parte dell’equipaggiamento dell’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale. Ancora oggi, ad esempio, la nostra Guardia Costiera dispone di una divisa fatta di polo e calzoncini. Una volta ritornati a casa, i veterani americani hanno iniziato a indossare questo tipo di pantaloni nei loro sobborghi cittadini (è successo anche al ritorno da Vietnam), contribuendo così alla loro diffusione, come spiega Kim Jenkins, professore associato di Design della moda presso il Pratt Institute di New York. Non è certo l’unica cosa che abbiamo mutuato dal guardaroba militare, che è comunemente considerato cool: si pensi al bomber, agli occhiali da aviatore o ai desert-boots (da cui derivano le polacchine).

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Il vero revival, dice ancora Jenkins, è arrivato a cavallo degli anni Novanta, quando i cargo sono tornati sulle passerelle e al cinema, con film come Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, uscito nel 1998. E siccome la moda attuale vive praticamente quasi solo di revival, con il ritorno dell’estetica Nineties degli ultimi anni, sono tornati anche loro. Solo in vista dell’estate 2016, sono stati venduti all’incirca settecento milioni di pantaloncini con le tasche, fa notare Bloomberg, il che si traduce in una vera e propria invasione di uomini a gambe scoperte per le strade. La cosa curiosa dei cargo shorts, comunque, è che sono conosciuti e apprezzati da chi li indossa per la loro funzionalità, hanno radici nel guardaroba di tipo utilitario (ai soldati le tasche, effettivamente, potevano servire), eppure oggi sono associati al leisurewear, ovvero all’abbigliamento tipico del tempo libero. In fondo, in tutti quei meme, gli uomini con i cargo sono a pesca, in mezzo alla natura, magari passeggiano o tentano di aggiustare qualcosa in casa.

Uno switch piuttosto interessante, tanto più se si pensa come le stesse tasche fossero inequivocabilmente legate al codice del vestire maschile. Non è un caso che le suffragette volessero portare i pantaloni e liberarsi delle gonne e dei corsetti: il two-piece suit dava infatti una libertà di movimento prima impensabile ma necessaria al nuovo ruolo sociale delle donne, soprattutto quando gli uomini erano al fronte. Quello che oggi, in conclusione, risulta più odioso dei cargo, comunque, lo spiega bene l’antropologo della Drexel University di Philadelphia, Brent Luvaas: «Quello che le persone trovano insopportabile dei pantaloncini con le tasche, comunque, è che sono quella cosa che uno indossa quando vuole stare comodo e non gliene frega nulla di quello che gli altri diranno del suo aspetto. A suo modo, è una sorta di privilegio». Proprio così, degli strafottenti privilegiati.

In testata: screenshot dal film Grown Ups 2; nel testo: screenshot da Jurassic Park, Leonardo DiCaprio.
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