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03:42 martedì 17 marzo 2026
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi.
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
Il “No to War and Free Palestine” di Javier Bardem è diventato il momento più rivisto e commentato di questi Oscar L'attore è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per presentare il premio al Miglior film internazionale. Ma prima ha voluto lanciare un messaggio.
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.

La campagna per salvare l’Atelier 11, lo studio dove lavorarono anche Gauguin e Modigliani

30 Ottobre 2023

Tra gli anni Sessanta e Settanta gran parte degli storici atelier di Parigi furono abbattuti e sostituiti da appartamenti. Quelli che non furono abbattuti furono comunque convertiti in residenze private. Con una sola eccezione: l’Atelier 11 nel complesso di Cité Falguière. Per centocinquant’anni questo atelier – fondato negli anni Settanta dell’Ottocento – ha ospitato alcuni dei più importanti e famosi artisti dell’ultimo secolo e mezzo: Amedeo Modigliani, Constantin Brâncuși, Chaïm Soutine e Paul Gauguin solo per citarne alcuni. E poi tantissimi altri artisti che, stufi di una Montmartre diventata ormai troppo banale o troppo cara, decisero di trasferirsi in quella che poi sarebbe diventata una sorta di comune artistica a sud della capitale.

Vista la ricchissima storia dell’Atelier 11, si rimane sorpresi nello scoprire che il governo francese e l’amministrazione comunale parigina non lo hanno mai inserito nella lista degli edifici di interesse storico, mettendolo così al sicuro da abbattimenti o conversioni. Questo nonostante siano sessant’anni che varie organizzazioni spingono perché questo accada: è indispensabile, sostengono queste organizzazioni, anche perché l’atelier necessita di lavori di manutenzione e ristrutturazione di cui è giusto che siano le istituzioni a farsi carico. In questo momento gli interventi più urgenti sono quelli sulla facciata, soprattutto sugli infissi delle finestre, fatte di legno e metallo che sono stati a malapena toccati da quando l’Atelier è stato costruito un secolo e mezzo fa.

Davanti all’immobilismo di governo e Comune, l’organizzazione non profit l’AiR ARTSand Cité Falguière ha deciso di lanciare una raccolta fondi per finanziare i lavori di cui l’Atelier 11 ha bisogno. Stando a quanto riporta il Guardian, i lavori dovrebbero cominciare nel 2024, anche se mancano ancora centocinquantamila euro per raggiungere la cifra fissata dalla campagna (la maggior parte dei soldi finora raccolti vengono da una donazione di Mission Patrimoine, un’organizzazione finanziata tra gli altri anche dal ministero della Cultura francese). La cosa certa è che Atelier 11, a detta anche degli attuali proprietari, resterà quello che è sempre stato fin qui: un luogo per accogliere gli artisti e dove questi avranno il tempo e lo spazio per lavorare.

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