L’Antwerp.Fashion Festival celebra la città che ha cambiato la moda per sempre

Raccogliendo l’eredità dei Sei di Anversa, il progetto mira a rafforzare la posizione della città belga come capitale della moda internazionale. Nonostante il governo la pensi (un po') diversamente.

22 Giugno 2026

Il ruolo della città di Anversa nella definizione della moda contemporanea è ormai noto al mondo intero. Il MoMU non è che la Mecca definitiva per coloro che dedicano i propri risparmi a rari acquisti d’archivio e, a una manciata di mesi dall’inaugurazione della mostra dedicata ai Sei di Anversa, la città ha aperto le porte all’Antwerp.Fashion Festival. La manifestazione tiene insieme eventi e sfilate, con il dichiarato impegno di recuperare attivamente l’eredità di Ann Demeulemeester, Dries Van Noten, Marina Yee, Dirk Bikkembergs, Walter Van Beirendonck e Dirk Van Saene, e rendere la città riconoscibile al mondo in quanto fucina di nuovi talenti emergenti.

Un ecosistema che ha pochi equivalenti al mondo

Tenutosi dal 4 al 7 giugno 2026, l’Antwerp.Fashion Festival è organizzato dal Flanders District of Creativity in collaborazione con il MoMu (ModeMuseum Antwerpen) e la Royal Academy of Fine Arts, con il supporto di EventFlanders. Quattro giorni dedicati a sfilate, eventi, esposizioni e dialoghi disseminati in tutta la città, che ambiscono a rendere questo festival un appuntamento annuale per rafforzare ancora di più la reputazione della moda di Anversa in tutto il mondo, già sinonimo di anticonformismo e stravaganza. Tale reputazione si fonda su un ecosistema che ha pochi equivalenti al mondo: il successo pionieristico dei Sei, la visione del dipartimento di moda dell’Accademia e l’appeal internazionale del MoMu hanno creato le condizioni per una diaspora di talenti senza precedenti. Pieter Mulier, Raf Simons, Glenn Martens, Meryll Rogge, Julian Klausner sono solo alcuni dei nomi che oggi siedono nelle maison più influenti al mondo, e tutti portano con sé una formazione anversana. Il Festival nasce anche per capitalizzare su questo patrimonio: dare un volto riconoscibile a una città che è attualmente uno dei principali driver creativi ed economici delle Fiandre (nonostante risenta della crisi internazionale tanto quanto le altre capitali della moda), e che dal 2021 lavora a un piano pluriannuale focalizzato su sostenibilità, produzione locale e innovazione digitale applicata alla moda.

Tuttavia, a differenza dei soliti appuntamenti che si tengono nelle grandi capitali della moda, non si tratta di una fashion week nel senso convenzionale del termine: niente calendario di sfilate riservato agli addetti ai lavori, nessuna logica di mercato a diventarne il motore principale. L’impostazione è più simile a quella di una Design Week, dove la moda diventa un pretesto per attraversare la città intera, da un museo a uno shop, da un palazzo storico a uno spazio industriale sul porto. Il MoMu apre le proprie porte per permettere al grande pubblico di immergersi nella mostra sui Sei di Anversa; il KMSKA accoglie fino a novembre il dialogo tra la collezione permanente e i giovani designer dell’Academy; la Waagnatie ha ospitato lo SHOW della Royal Academy, con oltre 120 studenti provenienti da tutto il mondo in passerella. È proprio questa vocazione alla permeabilità tra discipline, generazioni, insider e pubblico generalista a distinguere il Festival dal circuito tradizionale delle fashion week. L’obiettivo dichiarato non è intercettare buyer e ordini, ma costruire l’identità della città: fare di Anversa un laboratorio creativo riconoscibile, capace di raccontarsi al mondo non solo attraverso i propri maestri, ma anche attraverso chi sta imparando a diventarlo.

Julian Klausner e l’importanza di una formazione multidisciplinare

I Fashion Talks hanno rappresentato il momento più riflessivo dell’Antwerp.Fashion Festival. Zalando, partner ufficiale dei Talks, ha trasformato il Botanic Sanctuary Hotel di Leopoldstraat in uno spazio immersivo, presentando le ultime innovazioni della piattaforma — moda adattiva, camerini virtuali e lo strumento di styling virtuale Style It — e radunando voci diverse del settore: da Laura Toledano (General Manager Western Europe di Zalando) a Rushemy Botter e Lisi Herrebrugh, fino a Julian Klausner, oggi direttore creativo di Dries Van Noten.

In dialogo con Chioma Nnadi (Head of Editorial Content di British Vogue), Klausner, che ha trascorso anni a fianco di Dries Van Noten prima di ereditarne la direzione creativa, ha raccontato come la sua connessione con la città sia avvenuta per gradi, prima attraverso le collezioni, poi lo store, poi la grande mostra Dries Van Noten: Inspirations a Parigi nel 2014. Quando ha parlato di Anversa come sistema creativo, il tono è diventato più strutturale. Il Belgio, ha spiegato, non aveva una tradizione di moda di lusso quando i Sei hanno cominciato e quella mancanza, paradossalmente, è stata la loro fortuna: nessun peso da portare, nessun canone da rispettare. Una libertà che nasce dal vuoto e che le scuole (principalmente l’Antwerp Academy e La Cambre di Bruxelles) hanno saputo trasformare in metodo. «Dobbiamo molto a queste scuole», ha detto, ricordando un approccio didattico radicalmente pratico, in cui si impara a cucire a mano fin dal primo giorno.

Non è mai tutto oro quel che luccica, nemmeno quando ci sono paillettes di mezzo

Lo show di fine anno della Royal Antwerp Academy, uno spettacolo di circa quattro ore in cui gli studenti hanno potuto sfoggiare le competenze acquisite nel corso dell’anno di fronte a una giuria esterna del calibro di Michèle Lamy e Klausner stesso, è iniziato con un disclaimer che suona così: “Attenzione: il sogno della moda presenta un asterisco grosso come una casa”. Lo esplicita perfettamente il pacato esordio della lettera indirizzata al Ministero dell’Educazione («We are pissed»), firmata dagli studenti e dal dipartimento di Moda di Anversa: il ministero ha approvato un taglio ai fondi per gli studenti internazionali, che ha comportato un aumento della retta da 8.900€ a 25.000€ annui. Un aumento che gli studenti definiscono “xenofobo, e che minaccia la posizione di Anversa come città della moda internazionale” . E in effetti la chiave dello storico successo di quella che, pur lontana dalle geografie ufficiali, è divenuta una capitale della moda, è sempre stata la formazione scolastica avanguardista, priva di barriere o confini geografici o mentali: è proprio tra i banchi della Royal Academy of Fine Arts che sono nate le ambizioni e le amicizie tra i Sei. Un approccio che l’Antwerp.Fashion Festival ha totalmente ereditato: qui la sperimentazione viene incoraggiata, così come  la solidarietà tra designer, artisti, studenti e pubblico. È in questo spirito che si inserisce anche la mostra KMSKA X Young Fashion Designers, che racconta la capacità delle nuove generazioni di ereditare il patrimonio artistico evocato da Klausner durante i Fashion Talks. I designer, provenienti da tutto il mondo, hanno realizzato i loro outfit ispirandosi ai quadri del KMSKA, esibendo la propria visione personale, abilità tecniche e libertà artistica.

Una manifestazione che ha dimostrato, negli intenti e nella pratica, come quel ruolo internazionale, guadagnato con una certa quota di incoscienza in passato, e di cui oggi vediamo i risultati (con molti dei propri alunni che occupano le direzioni creative delle maison più influenti al mondo) sia sfidato nel presente da politiche che non sembrano riconoscere nella multiculturalità un valore. Un dato che stride in un paese che, lontano dalle rotte della moda tradizionale, è comunque riuscito a mettere a sistema una identità cosmopolita, tramutandola in un progetto culturale ed economico di successo. Senza molte parole, con la calma pacificata che le è consona, lo ha ribadito Ann Demeulemeester, seduta in prima fila alla sfilata di celebrazione dei 40 anni dell’amico Walter Van Beirendonck e presente alla sfilata di debutto di Marcel Sommer. Ricordando a tutti che ogni grande stagione creativa comincia sempre allo stesso modo: con qualcuno a cui viene data una possibilità.

Costruire la moda di una città

Come la fashion week di Tbilisi, al di là dei riferimenti al "suo" Demna Gvasalia, racconta la vivacità culturale di un Paese che sta riscoprendo se stesso.

Al Museo della moda di Anversa si terrà la prima mostra di sempre dedicata agli Antwerp Six

La mostra inaugurerà il 28 marzo e rimarrà in cartellone fino al 17 gennaio 2027.