Anna è la popstar più contemporanea che abbiamo in Italia

Dall'uscita di Vera Baddie non si è fermata mai: sempre presentissima su Instagram (anche con un finstagram), ha collaborato con brand, lanciato merchandise, fatto decine di concerti e adesso ha riempito il Forum di Assago per tre serate consecutive.

25 Novembre 2025

«Sono vestita come la mia pasta… si mimetizza!», dice Anna in un video che pubblica poco prima della seconda serata al Forum di Milano, mostrando la pasta al pesto che sta mangiando (è vestita di verde). Nella storia pubblicata ieri, prima dell’ultima e terza serata, invece, mostrava un tristissimo piatto di riso bianco e petto di pollo. Il cibo che compare nelle storie del suo Finstagram è sempre semplicissimo, “normale”: pasta in bianco, pizza del kebab con patatine sopra, panini svonci, crostini dorati San Carlo. «I love it», scriveva in una storia che ho screenshottato l’estate scorsa, auto-citandosi (è il titolo della sua canzone con Artie 5ive): l’oggetto del suo amore era un bicchiere d’acqua fredda. “Fan scatenati: Anna riceve in regalo una ‘nduja volante” è forse il video più girato durante questi 3 giorni di esibizione a Milano: Anna si vede piovere addosso qualcosa, e dopo aver capito cos’è urla con un entusiasmo sproporzionato: LA NDUJAAAAA! Lo stesso entusiasmo con cui, in questi giorni, sempre sul suo Finstagram (@milliondollarbeibe, “solo” 74,3 mila follower: un profilo giocoso dove condivide storie stupidine e selfie a caso, relegando le foto da bona a quello da quello da 2.5 milioni), ostentava il suo nuovo acquisto: quelle scarpe con le ruote sotto che quando vuoi si trasformano in pattini.

La più venduta

«Pretty young rich, ragazzina coi milioni» cantava nell’”Intro” dell’album, uscito ormai più di un anno fa e spremuto fino all’osso in un’infinità di concerti in tutti gli angoli d’Italia. Anna ha solo 22 anni ed è la cantante femminile con più copie vendute del 2024: sicuramente, tra il successo di Vera Baddie, i live e le collaborazioni (prima la pubblicità del Müllermilch, poi la collab con i noodles istantanei Saikebon: “Total Baddie, Zero Sbatti”) ha già fatto moltissimi soldi. Ma a differenza dei suoi colleghi trapper, che si susseguono nell’album come sul palco, intercambiabili, facendole da spalla, lei non ostenta più di tanto. A parte qualche borsa Chanel e un jet privato che si vedono comparire qua e là nelle storie e nei post, sembra sempre volersi mostrare al suo pubblico come una tipa semplice, alla mano. Ora ha lanciato pure una combo labbra: chi la segue dall’inizio sa che Anna è da sempre ossessionata dal make-up e dai beauty influencer (quando l’avevo intervistata, un paio d’anni fa, mi aveva detto che aveva imparato l’inglese guardando i tutorial di trucco). L’effetto dell’operazione è molto più credibile di quello, un po’ posticcio, dei brand delle altre famose che si sono lanciate nel beauty seguendo pedissequamente l’esempio delle colleghe americane. Nonostante i soldi, quindi, Anna sembra restare fedele al suo stile Y2K, alla sua alimentazione da teenager, alle stories da esaurita (come quando si mette a tingere una parrucca nel lavandino alle due di notte aggiornando i follower su tutti i fallimentari passaggi dell’operazione) e affettuosissima soprattutto con le fan più piccoline. 

Una bravissima animatrice

Fa sorridere pensare alla discrepanza dei due grandi eventi musicali avvenuti a Milano nel weekend appena passato: da una parte i concerti dei Cani all’Alcatraz (del loro grande ritorno avevamo già parlato qui), la band dei Millennial, degli ex hipster, degli intellettuali e dei nostalgici, dall’altra la grande festa ignorante di Anna al Forum, con un pubblico sicuramente più variegato, tra Gen Alpha e Gen Z, ma anche Millennial e Gen X (molto probabilmente genitori dei precedenti, ma non solo). Nei commenti negativi che invadono i video dei live di Anna si legge che è tutto autotune, che nei concerti Anna non “rappa” ma si limita a saltellare e fomentare il pubblico, che più che una cantante, o un’artista, è una specie di “animatrice”.

È vero che la ragazza ha un talento innato in questo senso, se non avesse saputo rappare (perché è innegabile: lo sa fare, e il suo flow e la sua voce sono speciali) avrebbe fatto l’animatrice di un villaggio vacanze o la maestra delle elementari: il suo sorriso e il suo entusiasmo sono contagiosi, e i suoi concerti ormai sono un rito di baby dance collettivo, in cui le bambine giocano a fare le grandi (immagino gradiscano immensamente quando Anna dice “cazzo” o altre parolacce), e le grandi (o i grandi: in questi giorni su TikTok giravano vari video di ragazzi e uomini che ammettevano di essere un po’ imbarazzati di andare ai live, e che poi si riprendevano durante il live scatenatissimi e felici) tornano un po’ bambine, ritrovandosi a saltellare come ossesse urlando a squarciagola frasi come «con gli sticker di Kuromi sulla carta di credito / Non voglio questi uomini, sai che io li evito».

Hello Kitty + Kuromi

Una creator che si chiama Gaia Rota (@latendainsalotto) e parla soprattutto di parenting, diritti e famiglia qualche giorno fa ha pubblicato un reel molto interessante: faceva notare come sui giocattoli, i vestiti e i materiali scolastici per le bambine ci siano sempre dei personaggi sorridenti, amichevoli e amorevoli, mentre su quelli per i bambini ci siano sempre dei personaggi arrabbiati e aggressivi, pronti a combattere. Il reel ha ricevuto moltissimi commenti di mamme che facevano un rapido check tra i giochi di loro figli e figlie e confermavano questa tendenza. Potremmo dire allora che Anna, con il suo diario scolastico tutto nero e la scritta fucsia “Vera Baddie” (art direction di nic.paranoia, lo stesso che ha curato anche quella dell’album) e le canzoni in cui si mostra sicura di sé, vulnerabile solo a tratti, e in generale forte e assertiva nel suo rapporto coi maschi (e tenera nel suo rapporto con le femmine, come nella canzone “Miss Impossibile” in cui cerca di convincere una sua amica ad abbandonare una relazione tossica), possa essere una buona alternativa a questi messaggi subliminali, in cui pare che l’unico spettro di emozioni contemplato per l’infanzia e la pre-adolescenza femminile sia quello che afferisce alle principesse felici e agli orsetti sorridenti. Va bene Hello Kitty ma anche un po’ Kuromi, che è tanto carina ma anche un po’ furbetta e cattivella, una baddie proprio come Anna. E pazienza se le sue piccole fan la vedranno in qualche foto insieme alla sua amica Mia Khalifa. Probabilmente la conoscevano già, Khalifa, magari gliene avevano già parlato i loro coetanei maschi che stanno crescendo coi soliti testi dei trapper italiani che, nel 2025, ancora continuano a menarla con i soldi, le “troie” e la cocaina.

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